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Dal golfo di Napoli emerge un tesoro: ritrovato un rostro di epoca romana

Scoperto a dieci metri di profondità, il prezioso reperto sarà ora consegnato alla Guardia di Finanza per essere studiato dagli archeologi e portato in un museo

di Antonio Cangiano

Il rostro ritrovato nel golfo di Napoli

Vi portiamo nei fondali del porto di Napoli per mostrarvi il recente ritrovamento di un interessante manufatto d’epoca romana. Si tratta di un antico rostro in bronzo, un oggetto da sfondamento che veniva montato sulla prua delle imbarcazioni per affondare le navi nemiche.

La scoperta è stata fatta a dieci metri di profondità da un giovane sub, Salvatore Andeloro dell’impresa lavori subacquei di Napoli

“Il ritrovamento, è davvero unico ed eccezionale nelle nostre acque” dice, Mario Rosiello, sub professionista, già pioniere dei recuperi archeologici nel porto di Napoli e non solo “La caratteristica punta, utilizzata come sperone sulle navi romane, è stato ritrovata da un mio collaboratore, integra e in buono stato di conservazione, sul fondale sabbioso, durante  l’ispezione della carena di una motonave”.

Il ritrovamento del rostro .

Il preziosissimo reperto, è stato consegnato ai militari della Guardia di Finanza, in attesa di essere desalinizzato e studiato dagli archeologi. Da una prima osservazione, sembra recare incise alcune lettere di un’iscrizione, forse un’invocazione o il nome del costruttore.

Numerosi i reperti archeologici ritrovati nel corso degli anni sul fondale del porto di Napoli da Rosiello e i suoi collaboratori, in particolare in corrispondenza del Molo 14. Reperti che vanno dal IX sec. a.C, come un prezioso orciuolo in terracotta – a testimonianza che l’approdo napoletano era già frequentato tremila anni fa – vasellame greco, etrusco, e anfore romane, fino a reperti d’epoca moderna come munizioni, pistole e oggetti di vario uso, tutti rigorosamente studiati dagli archeologi, catalogati e affidatogli in custodia dalla Soprintendenza. C’è ne dunque da riempire un Museo. “Il mio sogno è che questi reperti possano trovare al più presto una loro giusta e dignitosa collocazione nei locali della stazione Marittima – conclude Rosiello – un “Museo del Mare” che possa dare dignità alle tante testimonianze raccolte e dove i turisti in attesa di imbarco possano godere della nostra cultura e della storia millenaria del porto di Napoli”.

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