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San Servolo, l’isola del design sostenibile davanti a piazza San Marco

A Venezia un fine settimana all’insegna dell’innovazione green: architetti, imprenditori e startup

Veduta aerea di Venezia con l'isola di San Servolo in basso a destra

Venezia che riparte: ero lì martedì scorso, stanno tornando i turisti, in giro ho visto più sorrisi che musi lunghi. Sono giorni davvero importanti per la città. In occasione del G20 è nata la fondazione “Venezia città mondiale delle sostenibilità”, in testa il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, il governatore della Regione Veneto Luca Zaia e soprattutto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Si parla di una pioggia di miliardi, dai 2,5 ai quattro. Infine la notizia tanto attesa: il Governo ha deciso che dal primo agosto le navi da crociera non potranno più passare sul canale della Giudecca. Meglio tardi che mai.

San Servolo vista dal drone

Aggiungiamo a tutto ciò un segno importante e concreto che va nella stessa direzione e anticipa di fatto il cambiamento. L’Isola di San Servolo, una delle più belle della Laguna, a soli otto minuti di vaporetto da piazza San Marco, si appresta a diventare un Living Lab della sostenibilità e in questo fine settimana  – che coincide con la Festa del Redentore, la festa vera dei veneziani –  a San Servolo si incontreranno architetti, designer, imprenditori del settore, rappresentanti di istituzioni culturali e startupper, chiamati a testimoniare l’avvio di questo processo di cambiamento che va sotto il nome di VID, ovvero Venice Innovation Design. Confesso con un pizzico di orgoglio, che a questo punto entra in campo anche chi scrive questo articolo, che ha il ruolo di segretario generale. Il lettore è avvisato 🙂

L’attracco a San Servolo

San Servolo è un’isola con una storia importante, da monastero benedettino a manicomio, fino a diventare oggi un centro di studi internazionali destinato a ospitare congressi, con una ricettività di 175 camere, sale congressi molto bene attrezzate, uno splendido parco. É un’isola di proprietà della città metropolitana di Venezia, la ex provincia, amministrata attraverso una srl che ha un amministratore unico, l’ingegner Andrea Berro e un direttore generale, Fulvio Landillo. Sono loro che da anni riescono non solo a tenere i conti in ordine ma anche a generare un utile significativo con i proventi dei circa 120 eventi all’anno (pre Covid-19) con circa 20mila presenze.

Un modulo abitativo presentato in passato a San Servolo

Nel 2018 venne lanciato VID con lo scopo di trovare aziende disposte a investire su San Servolo per ammodernare parte delle camere, destinate a foresteria per studenti negli anni Ottanta, e le strutture collettive, in particolare l’auditorium da 250 posti, la reception e la caffetteria. Ora, dopo la pausa forzata, questo processo riprende nel nome della sostenibilità attraverso un project finance promosso da Infinity HUB e Global Power Service (main sponsor di VID). Entrambe sono Esco (Energy service company), la prima si occupa di finanza etica e crowfunding mentre la seconda è un player nazionale dell’energia da fonti rinnovabili, e porterà qui pannelli fotovoltaici di ultima generazione che saranno posati a terra, quindi calpestabili. Una novità assoluta utilizzata per ora soltanto a Barcellona. Queste due aziende hanno messo insieme il loro know how per fare in modo che l’Isola possa dotarsi di fonti di energia rinnovabile e tendere così alla piena autonomia. Non sono le uniche novità. É in corso la certificazione Leed, legata anche all’impronta ecologica individuale, che comporterà un nuovo modo di vivere San Servolo da parte di tutti gli utilizzatori: un processo che coinvolgerà dal basso gli studenti del Collegio Internazionale Ca’ Foscari che qui risiedono; quelli dell’Accademia di Belle Arti della Sezione Multimediale che ci studiano, i partecipanti ai meeting internazionali e le prestigiose Istituzioni che qui hanno sede, come la VIU, Venice International University, e la Neuroscience School of Advanced Studies.

Fuochi della Festa del Redentore da San Servolo

“L’esperienza di VID 2018 – spiega Andrea Berro – è stata molto positiva e d’intesa con il Sindaco metropolitano, Luigi Brugnaro volevamo dare continuità al progetto che purtroppo si è interrotto a causa della pandemia. Ora, nello spirito di rinascita che caratterizza Venezia e l’intero territorio metropolitano, riproponiamo l’evento all’insegna della sostenibilità ambientale. Il design sostenibile sarà, infatti, il tema centrale delle prossime edizioni di VID in quanto questo tema è in grado di determinare l’esito delle sfide imprenditoriali del futuro”.

L’attracco a San Servolo

A questo punto: cosa succede sabato 17 e domenica 18 luglio? In breve, due giorni di lavori, tavole rotonde, visita alle nuove camere ristrutturate e alle centrali energetiche, una research area con sette startup che presentano materiali innovativi derivanti dagli scarti del caffè, delle arance, della lavorazione dell’ananas e del riso; ecopelli derivanti da processi di nanotecnologia; recipienti in porcellana speciale realizzati nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, capaci di mantenere per un tempo lunghissimo la temperatura dei cibi.

Un evento estivo a San Servolo

Un appuntamento che favorirà lo scambio di idee tra mondi che ruotano intorno ai concetti di innovazione sostenibile e design. Aziende, architetti e startup, insieme a innovatori e professori universitari. La prima tavola rotonda, sabato 17, dal titolo “La visione sostenibile”, vedrà partecipare Giulio Cappellini, imprenditore e designer; Alfonso Femia, architetto e designer; Massimo Iosa Ghini, architetto e designer e Andreas Kipar, architetto. Secondo appuntamento domenica 18, dal titolo “Innovare partendo dall’uomo” con Alberto Apostoli, architetto e design; Alberto Cavalli, direttore generale della Michelangelo Foundation; Alberto Mattiello, direttore creativo The Placemakers e Maurizio Sobrero, ordinario di Gestione dell’Innovazione all’Università degli Studi di Bologna.

Veduta del parc di San Servolo

Hanno dato conferma della loro presenza a VID architetti come Maurizio De Caro, Luciano Marson, Matteo Thun, Marco Zito e Cino Zucchi e Marva Griffin, una delle personalità più riconosciute e amate dai designer, creatrice del Salone Satellite all’interno del Salone del Mobile di MIlano. Saranno inoltre presenti: Eleonore Cavalli, art director di Visionnaire; Alberico Crosetta, ceo di Antrax IT; Roberto Cuneo, ceo di Medelhan; Barbara Minetto, direttore marketing di Magis; Stefano Uliana, ceo di Calligaris; Pietro Varaschin, presidente dell’omonima azienda.

Tra gli sponsor UNO Contract, che i lettori de La Voce di New York hanno già avuto modo di conoscere perché sponsor del Venezia Calcio, oltre che presenti nel Padiglione Venezia della Biennale Architettura. E poi anche Attico e Rekeep.

Nell’anno della Biennale Architettura VID è, infine, l’occasione per poter ammirare Biosphera, un modulo sperimentale abitativo biofilico di 15 metri per tre che sarà posizionato su una chiatta ancorata accanto al pontile di San Servolo dove le migliori tecnologie sono applicate per rendere l’abitare il più possibile naturale e in accordo con i cicli circadiani umani.

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