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Riapre l’Istituto Italiano di Cultura a New York con una mostra sulla scagliola

All'IIC diretto da Fabio Finotti le opere di Matthew Bergey e Melissa Vogley Woods che spingono l'antica tecnica dall'artigianato marmoreo fino all'arte

di Claudia Cosi

Fabio Finotti (a destra) con Matthew Bergey e Melissa Vogley Woods

Grande soddisfazione per la riapertura dell’Istituto Italiano di Cultura. In corso di restauro e rinnovamento l’edificio sembra già più arioso ed elegante, e la sala che si affaccia su Park Avenue è oggi impreziosita da una sorprendente mostra sulla scagliola.

Una lampada esposta all’Istituto italiano di Cultura

La scagliola è un’antica tecnica usata in molte chiese e palazzi italiani per imitare il marmo. Una forma dunque d’artigianato, e di “arte povera” che è stata importata negli Stati Uniti da maestranze italiane. All’istituto di Cultura questa antica tecnica è stata reinventata da due giovani artisti che hanno trascorso lungo tempo in Italia per imparare i segreti del mestiere.

Un pezzo della mostra “Scagliola Secrets”

E il risultato è di grande suggestione. Le opere di Matthew Bergey e Melissa Vogley Woods trasformano la scagliola nello strumento di giochi ottici e di invenzioni surrealiste che non si limitano a imitare la natura ma la reinventano con una potenza visionaria. Nessun marmo in natura potrebbe offrire quei giochi di linee, quelle figure che si affacciano improvvisamente sulla scena, quella fluidità quasi magmatica di colori.

Il direttore dell’IIC di New York Fabio Finotti presenta gli artisti

Il direttore dell’Istituto, Fabio Finotti, nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato l’aspetto simbolico della mostra. “Questo evento – ha detto – spiega meglio di ogni parola ciò che l’Istituto sarà nei prossimi anni. Un luogo dove il passato è ripensato e rinnovato. Un luogo dove cadono le frontiere tra artigianato e arte. Un luogo dove si esplora la possibilità della tradizione italiana di divenire globale. Non è un caso che dopo il covid si riparta con due artisti americani, che non sono nati in Italia ma l’hanno scelta, e portata – per così dire –a New York”.

Il folto gruppo di visitatori ha espresso entusiasmo per l’iniziativa. Tra di loro alcuni nomi eccellenti nel campo dell’arte, come Laura Mattioli del CIMA e Vittorio Calabrese di Magazzino.

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