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Boris Johnson un buffone ignorante? Forse per chi non ha letto il suo saggio su Roma

Il premier inglese vincitore delle ultime elezioni nel Regno Unito ha scritto molti libri. Qui una recensione del suo "Il Sogno di Roma", in cui riflette sull'Europa...

di Fabio Fidora

Boris Johnson come appare sulla copertina dell'edizione inglese del suo libro dedicato a Roma e al sogno di unità dell'Europa

Recensire un libro scritto dall’attuale premier inglese?

Sicuramente, soprattutto quando qualcuno, dopo la grande vittoria alle ultime elezioni nel Regno Unito,  pensa ancora che Boris Johnson sia solo un buffone ignorante.

Partiamo quindi dall’autore.

La copertina dell’edizione inglese

Per conoscere Boris Johnson, laureato ad Oxford, occorre innanzitutto recuperare la sua attività giornalistica  iniziata al Telegraph, come inviato a Bruxelles. Fu proprio durante questo periodo che gli venne in mente l’idea di questo libro: Il Sogno di Roma: la lezione dell’antichità per capire l’Europa di oggi (edizione originale inglese uscita col titolo The Dream of Rome). Ho trovato che Johnson ha scritto altri nove libri, il più famoso dei quali è una splendida biografia su Winston Churchill, il Primo Ministro del Regno Unito eroe della Secondo Guerra Mondiale. Sembra quindi che Johnson abbia tanto in comune, almeno come percorso, con una delle figure più rappresentative della storia del XX secolo.

Il libro Il sogno di Roma scritto nel 2006, è una cavalcata divulgativa sulla storia di Roma.

Le sue descrizioni in questo racconto sanno essere ironiche, umoristiche e teatrali, in un linguaggio semplice e di facile comprensione, un po’ mi ha ricordato il nostro Luciano De Crescenzo nei suoi racconti sulla mitologia greca, quindi mai pomposo, serioso o noioso.

La copertina dell’edizione italiana

Il libro è anche un parallelo tra ciò che riuscì all’impero romano e non sta riuscendo all’UE, quello di offrire un modello e una visione forte e unificante in cui potersi identificare con orgoglio.

Roma arrivò ad occupare un territorio vastissimo, molto più vasto dell’attuale e  di nazioni non soltanto europee e di fronte a questa vastità e diversità, seppe offrire (ecco dove fallisce Bruxelles ) una “assimilazione” e  una “identificazione”, creando una cultura universale della romanità, fino al bene della concessione della cittadinanza Romana.

Johnson spiega che Roma è un “antico specchio”. Da Carlo Magno a Napoleone a nazioni come gli Stati Uniti d’America,  tutti si sono rispecchiati in Roma, nelle sue regole, leggi e istituzioni.

Il capitolo più interessante è quello sull’imperatore Augusto, in cui Johnson coglie aspetti di modernità nell’uso della propaganda per il mantenimento del potere.

Diede vita a qualcosa che per più di mille anni creò un senso di appartenenza e di integrità. Il sistema romano istituito da Augusto funzionò così bene e così a lungo poiché le razze e le religioni erano oggetto di curiosità e rispetto tra loro.

Perché il mondo antico è crollato?

Borish Johnson

Boris Johnson al Consiglio di Sicrezza ONU quando era ministro degli Esteri del Regno Unito  (Ph: Twitter)

Pensate anche Adolf Hitler si pose la stessa domanda.

La risposta si intitola “Maometto e Carlomagno”. Ebbene a un certo punto arrivano i musulmani, e si verificò lo scontro tra islam e cristianesimo.

La violenza prende il posto del rapporto moderato dalla ragione attraverso un atteggiamento flessibile, non si potè trovare un accordo visto che le sacre leggi dell’islam non permettevano  di essere cambiate ne corrette e poiché gli Ottomani erano espressione di quelle leggi, ogni riforma era impossibile.

L’Europa oggi si trova alle prese con quegli stessi problemi che sono l’integrazione e l’immigrazione. Che fare oggi? Ottenere una riconciliazione tra islam e cristianesimo, così soltanto si salverebbero molte vite. Parola di Johnson.

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