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Marco Buticchi, il bagnino scrittore presenta la sua nuova avventura d’Egitto

Video intervista col bagnino-gestore di un lido in Liguria che sforna un altro romanzo "buticchiano avventuroso" in uscita per Longanesi: "L'Ombra di Iside"

Qual è l’avventuroso romanziere italiano più noto, più prolifico e tra i più venduti in Italia? La risposta non è difficile, Marco Buticchi, indefesso scrittore da novembre ad aprile, bagnino e gestore di un lido a Lerici, in Liguria, da maggio a ottobre. Con questo ritmo Buticchi sforna quasi ogni anno un romanzo d’avventure, i cui titoli ricordano molto certi film capaci di attirare folle di spettatori. Qui non siamo al cinema ma poco ci manca, perché quando ci si addentra nell’avventura “buticchiana” si viene avvinghiati in storie che si devono leggere sempre d’un fiato. C’è un po’ tutto quello che vorremmo in un (autentico) romanzo che ci porta pagina dopo pagina in mezzo mondo o in qualche secolo lontano: ci sono personaggi forti, traditori, tranelli, intrighi di corte, colpi di scena, fughe mozzafiato, duelli, battaglie navali, assalti all’arma bianca, gladiatori, imperatori, fuggitivi.

Non si pensi a romanzi maschilisti: proprio no, perché ogni romanzo ha sempre la sua eroina, il suo personaggio femminile capace di lasciare il segno. Va bene, ma esattamente quanti romanzi ha scritto Marco Buticchi. Se ne togliamo uno scritto sulla storia della sua famiglia (fu figlio di un presidente del Milan, Albino Buticchi, petroliere dalla vita – pure lui – drammaticamente avventurosa), e almeno un paio in cui si parlava d’altro, sembra che si è arrivati ora a quota 14 romanzi di avventura. Quattordicesimo sarà quello nuovo, in uscita il 27 agosto, sempre per Longanesi – I Maestri dell’Avventura, titolo L’Ombra di Iside, e non è certo la prima volta che lo scrittore si cimenta con l’Antico Egitto, che già mise come sfondo del romanzo numero 12, ovvero Il segreto del faraone nero e a dir il vero anche in altre storie, giusto di passaggio. Una passione misteriosa la sua per deserti misteriosi e antichi? Chissà. Di sicuro un po’ tutte le epoche sono state al centro dei libri scritti da Buticchi in ventitre anni di (onorata) carriera, che gli hanno fatto vendere oltre un milione e mezzo di copie. Basti il mero elenco: Le pietre della luna, Menorah, Profezia, La nave d’oro, L’anello dei re, Il vento dei demoni, Il respiro del deserto, La voce del destino, La stella di pietra, Il segno dell’aquila, La luce dell’Impero, Il segreto del faraone nero, Stirpe di navigatori.

Tornando alla sua (segreta?) passione per i deserti e l’Egitto, qui si parte da un italiano, uno alto e grosso, che lavorava nei circhi e nelle fiere come un fenomeno da baraccone. Un uomo che non ti aspetti però che venga folgorato un bel giorno da una passione, quella delle scoperte, dell’Egitto dei faraoni. E così parte, lascia Londra dove viveva e va a sud. Ebbene, la storia è vera, quell’uomo sarà un italiano capace di scoprire le cose più incredibili nel deserto egiziano. Intorno a questa vicenda non mancano però altre storie, e personaggi moderni e fissi che si ritrovano, come negli altri libri (perché essere seriali è importante) alle prese con nuove avventure. Come dire: ogni dieci pagine aspettati un colpo di scena.

Essendo piena estate, incontro Marco Buticchi versione bagnino, come sempre al mare, sulla sua spiaggia ligure, intento ad aprire e chiudere ombrelloni, a spostare lettini e sdraio, a parlare con i ragazzi del salvataggio. E tra un’onda e l’altra, mi parla proprio del nuovo romanzo, di dove trova ogni volta storie da narrare e di come, ad ogni romanzo pubblicato, ancora adesso gli sembri un po’ tutto un sogno, quello che aveva da bambino. Tanto che lui i suoi libri se li autodedica, perchè ancora non ci crede che qualcuno gli chieda l’autografo….

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