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Il pianeta Kepown: la nuova piattaforma social per diventare editori di se stessi

Tutti possono pubblicare la propria opera online partecipando al futuro della letteratura. Intervista al team e all'ideatrice Elisabetta de Dominis

Da sin. Uberto Fortuna Drossi (Ceo), Elisabetta de Dominis (Presidente) e Giorgio Giustizieri (Resp. progetto), Kepown

"L’importante è tramandare, che sia un libro o il web, a noi interessa che tutti possano farlo. In questo modo si diventa una casa editrice popolare ma i giovani hanno grandi difficoltà a pubblicare. Su Kepown possono farlo subito e magari domani essere notati da un editore. Perché no? E’ giusto dare la stessa opportunità a tutti in una logica decisamente più democratica" ci racconta Elisabetta de Dominis, nostra columnist e ideatrice del progetto

Benvenuti nel pianeta Kepown, il nuovo social made in Italy per scrittori, dove la democrazia del pensiero vince sulla cultura dell’immagine. Se hai un libro o qualcosa da raccontare, puoi iscriverti e cominciare a costruire il tuo profilo da Kepowner. La community si nutre della condivisione e della lettura degli altri compagni di viaggio, scegliendo se dedicarsi ad un genere specifico o lasciare che siano proprio i membri a decretare l’identità dell’opera.

Kepown non è solo il nome del pianeta che gira sulla home page di www.kepown.com, ma è il risultato dell’audace vision di Elisabetta de Dominis, giornalista e columnist de La Voce di New York e Presidente di Ad Futuram Memoriam, società fondata nel febbraio del 2019 che vede come amministratore delegato Uberto Fortuna Drossi. Kepown è stato sviluppato in seguito all’acquisizione di un Fondo europeo e al sostegno di Ad Futuram Memoriam. Riconosciuta come startup innovativa e tecnologica di rilevanza storica-culturale, segue la direzione progettuale di Uberto Fortuna Drossi e la realizzazione tecnica di Ikon, digital farm italiana. Il mondo Kepown è monitorato e sviluppato da un team di giovani laureati, guidati dal Responsabile del Progetto Giorgio Giustizieri. 

Il sito di Kepown: il nuovo social per scrittori ideato da Elisabetta de Dominis

Potremmo definirlo un progetto composto da due anime: quella filosofica che dai greci riprende l’immortalità del pensiero, e quella tecnologica alla ricerca di una UX responsiva ma all’avanguardia. Una cosa è certa, il nostro pensiero e il nostro corpo evolvono costantemente. Ciò non cambia la nostra volontà come esseri umani, esseri pensanti, di lasciare il segno: keep own… Kepown.

Ne parliamo con il team.

Partiamo dal concept. Qual è la missione di Kepown?

Elisabetta de Dominis (Presidente): “La filosofia è dare a tutti la possibilità di pubblicare, diventare editori di se stessi con un semplice click ed essere letti in ogni parte del mondo. Sono i lettori che decretano il successo di un libro, non le case editrici. Il pianeta Kepown è il simbolo di un nuovo pianeta dove creare letteratura.”

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): “Ci sono due aspetti importanti. Siamo una startup innovativa e sotto questo aspetto formalmente siamo riconisciuti e certificati. Poi c’è la questione culturale e aziendale, dove ci ritroviamo di fronte al concetto della piramide rovesciata. Lo spiego per far capire la filosofia all’interno di una struttura che si espanderà piano piano. E’ un modo nuovo di lavorare, mettiamo davanti a tutto il senso di responsabilità, la libertà di agire e la trasparenza nel team. Ad oggi, pochissime aziende lavorano così, ed è una grande sfida. La piattaforma noi lo chiamiamo “pianeta” perché come ha spiegato Elisabetta ha un suo significato. Da Kepown vedi la terra da un’altra prospettiva. Lei ha avuto l’idea madre basata sull’immortalità e il ricordo.”

Interfaccia principale del sito di Kepown

Creare letteratura è un concetto nobile, ambizioso, come dovrebbe avvenire esattamente?

Elisabetta de Dominis (Presidente): “Tutti hanno interesse a lasciare qualcosa, creare letteratura. Non tutti riescono a costruire la propria, non è un processo scontato e dev’essere ben strutturato. Da un racconto può nascere un libro, da un libro può nascere un film. Questo è un portale culturale, non siamo come gli altri social che si basano sul momento presente. Ogni contenuto di Kepown è indirizzato al futuro. Frequentando i paesi dell’ex Iugoslavia, per esempio, ho scoperto che i giovani sono sconvolti dalla mancanza di radici. Chiedono ma non sanno da dove vengono, proprio perché hanno avuto settant’anni di comunismo. Quindi è stato tutto azzerato, c’è un grande problema di identità. Ho ideato un social made in Italy che permetta ai giovani di raccontare, gli insegni ad usare la testa e non la faccia, a considerare che non si vive di presente, di immagini, ma di pensiero perché ogni essere umano è il prodotto del passato e il costruttore del futuro”.

Per come è presentato il progetto, sembrerebbe un’alternativa alla normale possibilità dell’editoria

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): “Noi non siamo in conflitto con il mondo della carta stampata, siamo un diverso supporto, non è un’alternativa: è un nuovo paradigma. Diamo piuttosto un nuovo valore alla parola scritta.”

Elisabetta de Dominis (Presidente): “L’importante è tramandare, che sia un libro o il web, a noi interessa che tutti possano farlo. In questo modo si diventa una casa editrice popolare ma i giovani hanno grandi difficoltà a pubblicare. Su Kepown possono farlo subito e magari domani essere notati da un editore. Perché no? E’ giusto dare la stessa opportunità a tutti in una logica decisamente più democratica”

Cateogorie sul sito. Kepown permette di pubblicare contenuti di qualsiasi tipologia.

Per esempio, il valore aggiunto della pubblicazione libera aiuterebbe una persona e non confondere Kepown per una qualsiasi piattaforma letteraria o profilo social di libri su Instagram?

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): Il lavoro che è stato fatto è enorme, siamo partiti da zero, ci sono degli sviluppatori. Ci abbiamo lavorato su quasi un anno e mezzo, tutt’ora stiamo facendo numerose modifiche per migliorarci. Ho contato solo 118 cambiamenti in nove mesi.

E in base a cosa effettuate le modifiche? Analisi dei dati, strategie e studio dei competitor?

Giorgio Giustizieri (Responsabile del Progetto): L’obettivo è quello di rendere il sito più responsivo possibile. Pian piano che le persone interagiscono con Kepown ci rendiamo conto di cosa possiamo migliorare, di come gli utenti possono arrivare prima ad un determinato bottone o pagina. C’è un dinamismo che porta ad una user experience sempre diversa. Vogliamo creare l’ambiente adatto per i nostri scrittori, così che possano sentirsi a casa e cominciare a scrivere.

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): Se io decido di scrivere una storia, non devo confezionarla e pubblicarla, posso scriverla in progress su Kepown. Pubblico un capitolo, poi un secondo, un terzo…

Questa descrizione ricorda quasi i romanzi a puntate, un po’ come fu Il Miglio Verde di Stephen King o tantissimi altri.

Giorgio Giustizieri (Responsabile del Progetto): Ti riporto il caso di una Kepowner, una scrittrice che dopo aver pubblicato il primo capitolo si è rivolta alla community chiedendo come fosse meglio continuare. Attraverso i commenti ha quindi scritto un romanzo interattivo.

Qual è il mercato su cui vi state posizionando adesso e come funziona per gli autori all’estero?

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): Aprendo il sito web dall’estero visualizzerai la nostra versione interamente in inglese. Noi puntiamo molto sulla regionalizzazione, la creazione futura di redazioni centralizzate su diversi territori. In America non c’è un prodotto come il nostro, ma al di là delle operazioni di marketing è importante capire come inserirsi nella cultura americana. Vogliamo espanderci all’estero, e punteremo ad aggiungere lo spagnolo come terza lingua.

Giorgio Giustizieri (Responsabile del Progetto): Molti scrittori hanno già i loro profili e i loro follower, ma i nostri numeri sono molto alti, difficilmente si può arrivare a tante visualizzazioni come autore emergente sui social. Chi ha partecipato a questa “rivoluzione” ha subito notato la differenza. L’organizzazione attorno allo scrittore muta, studiamo costantemente. Oggi abbiamo Amazon, la vetrina della copertina dove compri il libro. Dall’altra parte ci sono piccole case editrici che pubblicano a livello locale. C’è una grande difficoltà nell’arrivare oltreoceano, ma noi ci arriveremo.

Se abitassi a New York e volessi scrivere un racconto in inglese, avrei già un seguito pubblicandolo su Kepown? Esiste già un pubblico internazionale?

Giorgio Giustizieri (Responsabile del Progetto): Certamente. I kebook (i racconti digitali su Kepown) possono essere di qualsiasi tipologia e arrivare in tutto il mondo. La scrittura è di tutti e il sito è interamente strutturato e tradotto anche in inglese.

Attualmente Kepown ha indetto un concorso dall’hashtag #iopubblico, studiato per poter trasmettere il messaggio di autonomia e libertà. Si può inviare il proprio kebook, minimo 15mila battute entro il 22 marzo. Qual è l’obiettivo dell’iniziativa?

Uberto Fortuna Drossi (Ceo): E’ un test per capire come muoverci su operazioni più specifiche. Allo stesso tempo aprire un concorso vuol dire aprire un dibattuto culturale su diversi temi. In un momento in cui le nostre energie sono indirizzate in gran parte alla sopravvivenza più che alla salvaguardia del pianeta, noi diamo la possibilità a tutti di poter avere parola su alcuni argomenti e arrivare ad altri autori su scala internazionale. In un mondo così globale sarà sempre maggiore la ricerca della propria comunità, identità

Concorso Kepown #iopubblico

Prospettive future sui servizi di Kepown?

Elisabetta de Dominis (Presidente): “Ikon digital farm sta concludendo lo sviluppo dei sistemi di pagamento che serviranno, oltre che per abbonarsi, ad usufruire di altri servizi come traduzione dei testi, ghost writer, editing. Usciremo presto anche con l’App, passo dopo passo”.

Attraverso un viaggio sul pianeta Kepown, scopriamo che ogni contenuto testuale può essere associato a delle coordinate geografiche, creando quindi una mappa di tutti i kepowner e/o dei luoghi legati alle storie. Viene subito da chiedersi: c’è un altro kepowner vicino a me? E se volessi leggere una storia lontana migliaia di chilometri, mi basterebbe spostare il cursore? La risposta è sì, abbiamo un timing e una geolocalizzazione. Con il team ci addentriamo all’interno di un racconto e l’occhio cade sulla Norvegia, la Polonia, la Turchia. Non è Kepown ad arrivare lontano, sono gli scrittori che glielo permettono.

Mappa Kepown. Ogni pin gps rappresenta la geografia di un capitolo.

Lo stereotipo dello scrittore nel suo individualismo si scontra con la vision di una comunità digitale e democratica dalle grandi ambizioni. Il kepowner non è solo uno scrittore, bensì una persona che racconta. Il materiale pubblicato diventa traccia, storia o documento. Come afferma la Presidente, uno dei motivi per cui l’azienda ha ottenuto il Fondo europeo, è stato proprio il desiderio di salvare e recuperare le storie del ‘900, raggiungendo famiglie e generazioni.

Dalle parole del filosofo Plutarco: “Coloro che sono incapaci di custodire nella memoria e di ravvivare gli avvenimenti del passato e li lasciano svanire, diventano esseri ruvidi, incompleti, attaccati al domani, come se i fatti avvenuti l’anno scorso, ieri o l’altro ieri non li riguardassero o fossero accaduti ad altri”.

Sito web: www.kepown.com

Instagram: @kepown.official

Facebook: https://www.facebook.com/kepownofficialpage

Concorso #iopubblico sul pianeta Kepown: https://www.kepown.com/concorso-letterario-iopubblico

 

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