Cerca

LibriLibri

Commenti: Vai ai commenti

Women Plot: non solo una casa editrice, ma un “movimento” tutto al femminile

Dare spazio alle donne nel mondo dell'editoria è l'obiettivo di Erica Isotta, CEO e founder di una realtà digital e inclusiva che punta tutto sulla community

Founder Erica Isotta con i nuovi libri della Collana Classici

"Non siamo solo una casa editrice, vogliamo essere un movimento al femminile, che parte dal basso e arriva in alto. Noi donne a volte siamo spinte ad essere una contro l’altra, è il modo in cui cresciamo. Guardiamo chi è più bella, intelligente. Dobbiamo fare come gli uomini, fare gruppo. Collaboro con giovani donne che sono “migliori” di me, perché so che tutte possono insegnarmi qualcosa. E’ così che dovremmo comportarci: Women Plot dovrebbe dare un vero e proprio messaggio di sorellanza." spiega Erica Isotta, founder del progetto.

Women Plot: un casa editrice al femminile.

Women Plot è un team tutto al femminile: penne contemporanee convivono con le stanze di Virginia Woolf e Jane Austen, i social e le necessità di un mondo in continuo cambiamento. Erica Isotta, CEO e founder della casa editrice, ci spiega il cuore pulsante di un progetto che vuol dare (e ridare) voce alle donne nella letteratura. “La lettura non è più solo un’esperienza individuale” ci racconta, “è un’attività collettiva, resa democratica dai social e dalla libertà che ognuno di noi ha di crearsi una finestra online dedicata a ciò che ci appassiona: i libri, in questo caso”. Le giovani donne che danno forma ogni giorno a questa nuova realtà hanno tutte un post dedicato sul profilo Instagram della casa editrice. Metterci la faccia non è mai semplice, ma l’amore per l’arte vince barriere fisiche e di genere. Con Erica parliamo di sorellanza, room di Clubhouse, autrici da riscoprire e talenti da scovare.

Partiamo dalle origini, la creatività ha sempre radici profonde. Come nasce l’idea di Women Plot?

“Il ventre di Napoli”, Matilde Serao. Edizione Women Plot

“Women Plot è la conclusione di un progetto e l’esordio di un altro. Comincia dalla mia grande passione per la scrittura, ho sempre scritto. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro come autrice autopubblicata, in quel momento studiavo giurisprudenza in Bocconi e avevo 21 anni. Insomma, volevo fare l’imprenditrice di me stessa e mettermi in gioco. Portami con te racconta la frammentazione culturale dell’aver vissuto in tanti posti. Nel 2018 ne ho pubblicato un secondo stavolta con un contratto, chiamiamola la mia prima volta come scrittrice vera e propria. Lì ho scoperto un sistema poco inclusivo verso le donne che non mi piaceva.

“A Room of One’s Own”, Virginia Woolf. Edizione Women Plot

Come ti sei comportata rispetto alle tue sensazioni?

“Ho fatto un passo indietro. L’anno scorso durante il lockdown sono rimasta incinta, ho perso il bambino e ho pensato: noi donne siamo abituate a stare in silenzio. Ho quindi scritto un terzo libro sulla mia esperienza di aborto spontaneo: 25%. E mi sono chiesta se potevo replicare questo per altre persone. Mi sono risposta di sì. Nasce così Women Plot, una realtà totalmente al femminile. Siamo un team di una decina di persone, tutte appassionate d’arte in declinazioni diverse. L’obiettivo era quindi pubblicare storie di donne esordienti, ripubblicare quelle che devono essere riscoperte e sfruttare la mia esperienza personale sui social.  Leggere è tornato cool, vogliamo creare una community ad esempio organizzando dei bookclub, dei ritiri spirituali per i libri come fossero degli yoga retreat. Inoltre lavoriamo sulle pre-order, tirature più limitate. Un’esperienza di connessione più che di consumo.”

(Sul sito, ad esempio, è possibile acquistare “A Room of One’s Own” di Virginia Woolf – lingua originale – e “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen, come edizioni Women Plot)

Mi metto nei panni di un’aspirante scrittrice. Come devo fare per sottoporvi un testo?

Erica Isotta, ideatrice della casa editrice al femminile Women Plot

“Siamo live da quattro mesi, abbiamo ricevuto una decina di opere e ne abbiamo quattro in pubblicazione. Le persone ci scrivono, alcune volte sono prime bozze di scrittura ma se c’è del talento investiamo. Facciamo un contratto di edizione, comincia la parte di struttura e stile, io mi appoggio ad un editor esterno per correzione e bozze e ad una tipografia per la tiratura. Di pari passo va la parte di illustrazione, abbiamo infatti un’illustratrice che lavora con noi. I libri avendo codice ISBN possono essere richiesti in tutte le librerie, ordinati e distribuiti. E ancora, i nostri contratti non hanno un costo, non facciamo pagare niente. Questa è una differenziazione non da poco per noi, un modo per distinguerci. Women Plot dovrà essere un Netflix dei libri, attraverso un modo moderno e social.”

C’è un post su Instagram dove annunci la nuova collana della casa editrice (foto sopra), di cosa si tratta?

“La Collana Classici, le collane saranno Classici ed Esordienti. Nei classici abbiamo autrici come Matilde Serao, Cristina di Belgioioso, una riscoperta di autrici dell’800 dimenticate anche nella formazione scolastica.”

E per quanto riguarda gli autori stranieri? La vostra comunicazione sui social è tutta in inglese.

“In Italia ci sono tante persone che vogliono imparare l’inglese. Leggere libri è un modo per imparare un’altra lingua. Vorremmo fare da ponte esportando talenti e cultura italiana anche all’estero. Siamo in contatto con un’autrice straniera, la nostra idea è assolutamente di puntare allo stampo internazionale.”

Edizione spagnola di “Portami con te”, Erica Isotta. Women Plot.

Il sito è un tramite per attività digital tra cui un podcast. A cosa state lavorando in questo momento?

“Ho cominciato da sola facendo recensioni di libri a nome Women Plot, parliamo di autrici donne, adesso stiamo sperimentando nuovi contenuti tra Instagram, Clubhouse e Tick Toc. Alcune persone ascoltano le recensioni invece di leggerle, sono orizzonti nuovi dell’editoria. Il nostro esperimento con Clubhouse per esempio è andato molto bene, le room vengono registrate e diventano contenuti per i podcast. Abbiamo una serie che si chiama Women Plot Twist, dove tocchiamo i contenuti di attualità del mese passato. Fatti, opinioni, il nostro pensiero e spunti di riflessione per gli spettatori. La prima puntata ha toccato il caso Everard, il Premio Strega e la legge sull’aborto spontaneo in Nuova Zelanda.”

Il creativo e dettagliato packaging di Women Plot

Come hai scelto il tuo team solo donne e in base a quali criteri? 

“Ho fatto una selezione su Linkedin. Il team è un mix di talenti e di persone in gamba, giovani, appassionate d’arte in ogni sua forma. Giorni fa ho fatto una story su Instagram dove ho chiesto Che mondo sarebbe senza l’arte? Tutti sappiamo la risposta. Le ragazze portano tantissimo a Women Plot, per me fare azienda è fare spazio ad altre idee. Non siamo solo una casa editrice, vogliamo essere un movimento al femminile, che parte dal basso e arriva in alto. Noi donne a volte siamo spinte ad essere una contro l’altra, è il modo in cui cresciamo. Guardiamo chi è più bella, intelligente. Dobbiamo fare come gli uomini, fare gruppo. Collaboro con giovani donne che sono “migliori” di me, perché so che tutte possono insegnarmi qualcosa. E’ così che dovremmo comportarci: Women Plot dovrebbe dare un vero e proprio messaggio di sorellanza.”

Trovate Women Plot su:

https://womenplot.com/it

Instagram: @womenplot

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter