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Bisogna capire l’utilità dei fiumi e il loro valore economico per salvare la Terra

Con "Fiumi" propongo un'analisi che esplora i corsi d’acqua in più aspetti, la loro storia, la collocazione nel mondo e in Italia

(Pixabay)

L’evoluzione complessiva del pianeta e dei suoi abitanti, i mutamenti in atto e proiettati ai prossimi decenni del secolo, configurano scenari ambientali del tutto nuovi e, con i fenomeni estremi che ne derivano, ci mettono di fronte a problemi di difficile soluzione. E’ ciò di cui mi occupo in Fiumi, appena uscito in edicola, in libreria e sulle piattaforme digitali.

In sostanza si tratta di 3 grandi questioni, per lo più interconnesse, che hanno un impatto sulla esistenza e sulla salute dei fiumi:

1) l’incremento demografico

2) il cambiamento climatico

3) il dissesto idro-geologico e ambientale, inquinamenti, incendi e disastri chimici e nucleari

Le attività e la presenza stessa dell’uomo sono alla radice di questi problemi. Tramontata ormai la convinzione e la presunzione della nostra capacità di dominio sulla natura, abbiamo infine compreso che ne facciamo parte, e il nostro rapporto con essa deve essere equilibrato, rispettoso, possibile. Se dunque non ricorriamo in tempi brevi e in modi sostenibili a rimedi efficaci, possiamo andare incontro a dei disastri.

Provvedere a eliminare i fenomeni di inquinamento e ridurre al minimo i rischi di disastri è possibile grazie a restringenti norme a tutela della vita e della salute. I cambiamenti climatici non si possono invece fermare. Si tratta allora di riuscire a gestire l’inevitabile. Ma, nello stesso tempo e con pari volontà e capacità, si tratta di evitare l’ingestibile. In sostanza dobbiamo non arrivare alle conseguenze irreversibili, ai punti di non ritorno.

Nella cornice ambientale dove viviamo, nei boschi, nelle vallate, nelle campagne, nelle città, i fiumi hanno sempre rivestito, tuttora rivestono e in futuro rivestiranno ruoli importanti, per certi aspetti indispensabili: sorgenti di civiltà, di cultura, di benessere, di energia, di biodiversità, di acqua e di cibo, di vita. Parimenti, i corsi d’acqua comportano esondando problemi, danni e rovina in seguito a piogge copiose e insistenti o a causa di sbagliate pianificazioni e opere strutturali. Altri problemi derivano dal degrado delle acque per scarichi inquinanti agricoli, industriali e urbani.

Una prima, semplice riflessione sul viaggio gravitazionale dei fiumi (perché di questo si tratta, di percorsi da quote superiori a inferiori dovuti alla forza di gravità), ci porta a considerare la loro vita simile alla nostra: nascono da una sorgente, crescono, si rinforzano esprimendo una giovane vigoria, poi una piena maturità, poi rallentano con un declino e infine raggiungono il termine esistenziale con lo sbocco al mare.

Questa particolare manifestazione della vita è stata una fondamentale scoperta per le prime grandi civiltà del pianeta, accompagnandone e caratterizzandone lo sviluppo agricolo, energetico e perfino la cultura e la religione di quei popoli antichi.

Da allora e fino ad oggi i fiumi hanno rappresentato una pratica ed economica via di comunicazione e di trasporto, per scopi commerciali e turistici.

L’acqua dolce, naturalmente pura e lontana da ogni inquinamento e contaminazione, è fonte provvidenziale per la sete di ogni essere vivente, per le sue stesse funzioni vitali. E anche il cibo, i pesci come le speci agricole e gli animali da allevamento, ha origine da quella risorsa.

Il fiume, acqua in movimento, esprime anche energia cinetica, e come tale offre la trasformazione in energia elettrica. L’ingegneria permette con la realizzazione delle dighe di sfruttare questa possibilità. E altre opere di ingegno incanalano i flussi per meglio aumentarne i rendimenti agricoli, e altre ancora costruiscono i ponti per congiungere i territori divisi dalle acque.

Riassumendo tutte queste risorse, si può dire che il fiume ha una rilevante valenza economica, e come tale non va degradato ma preservato e se mai arricchito.

Al tempo stesso esiste anche una ricchezza non esprimibile in termini puramente economici delle acque fluviali, se si vuole una funzione “inutile” ma al tempo stesso senza prezzo: l’ispirazione per le opere d’arte, dalla musica alla pittura, la scultura, la fotografia, la letteratura e ogni altra rappresentazione delle bellezze della natura.

 

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