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Dagli USA a Siena per studio: Anthony e la scoperta del wine business made in Italy

Giunto a Siena con un programma di study abroad del Buffalo State College, Anthony Mascaro ha scoperto la passione per il vino italiano

Easter lunch with Anthony's Host mother, Enza Barazzuoli (at the head of the table) and her family.

"Durante l’esperienza di study abroad vissuta l’anno scorso a Siena, ho avuto l’opportunità di conoscere parte del favoloso mondo del vino italiano e ho deciso che quello è il settore sul quale voglio investire per il mio futuro professionale, soprattutto in merito all’importazione di vino italiano negli Stati Uniti", racconta Anthony

“La vita è troppo breve per bere vini mediocri”
Johann Wolfgang von Goethe

 

Nome: Anthony
Cognome: Mascaro
Nato a: Buffalo, New York
Età: 21 anni
Iscritto a: Buffalo State College, corso di laurea in “Business Administration and Hospitality”
Programma di study abroad in Italia: SUNY Siena Program

Le università americane promuovono i più svariati programmi di study abroad, che consentono agli studenti iscritti ai corsi di laurea di trascorrere un periodo di formazione all’estero. Molti di questi programmi si svolgono in Italia e durano in media da tre mesi a un anno. Durante questi mesi, gli studenti accrescono la propria conoscenza di una città italiana, della lingua e della cultura del nostro Paese, attraverso lo studio di materie che vanno dall’arte, all’architettura, alla storia, alla letteratura, alla pittura e allo studio della lingua italiana. Le lezioni si svolgono sia in lingua inglese, sia in lingua italiana. È proprio nel corso di queste esperienze all’estero che alcuni studenti riescono a immergersi così tanto nel contesto del Paese ospitante, al punto di vedere anche al di là della semplice esperienza temporanea, immaginandosi un futuro fatto di relazioni, soprattutto lavorative, tra il proprio Paese di origine e l’Italia. E, a soli 21 anni, decidono che quella sarà la strada che vogliono seguire. Come nel caso di Anthony Mascaro, venuto a Siena con un programma di study abroad del Buffalo State College, SUNY Siena Program, che si è appassionato del wine business e ha deciso di puntare su questa professione per il suo futuro.

Anthony, sei da poco rientrato in Italia dopo un periodo di study abroad trascorso l’anno scorso a Siena. Ci racconti le motivazioni del tuo ritorno in Italia?
“Certamente. In sintesi, quello che posso dire è che mi sono innamorato del wine business. Negli Stati Uniti sono iscritto al corso di laurea in “Business Administration and Hospitality” del Buffalo State College e, durante l’esperienza di study abroad vissuta l’anno scorso a Siena, ho avuto l’opportunità di conoscere parte del favoloso mondo del vino italiano e ho deciso che quello è il settore sul quale voglio investire per il mio futuro professionale, soprattutto in merito all’importazione di vino italiano negli Stati Uniti. Ho sempre avuto una grande passione per il mondo del vino e, nel mio passato, ho già fatto degli studi in questo ambito. Per questa ragione, sono appena tornato in Italia, dove rimarrò fino a novembre 2018, con l’idea di visitare le regioni del vino (in particolare, Toscana e Piemonte) e con l’intento primario di intessere alcune relazioni importanti in vista del mio futuro lavoro. Il mio periodo di study abroad in Italia, anche se è durato solo tre mesi, mi ha cambiato totalmente la vita. Mi sento motivato e pieno di energie e pronto per intraprendere un percorso fatto di sfide e di creatività. Che, poi, è la sintesi delle sensazioni che ho provato vivendo a Siena e frequentando il programma di study abroad SUNY Siena Program del Buffalo State College, al quale ho preso parte da febbraio a maggio 2017. Per l’esperienza che ho vissuto, mi sento di ringraziare profondamente Daniela Sani Perozzi e Barbara Latini, due docenti nonché rispettivamente site director e assistente site director del programma, senza le quali tale periodo di studio all’estero non sarebbe stato di certo così prezioso. Il loro apporto è stato fondamentale soprattutto perché hanno avuto la capacità di integrare me e gli studenti nel vero mondo della lingua e cultura italiana. A tal proposito, so che forse Daniela e Barbara non lavoreranno più per questo programma e da studente mi sento di dire una cosa, cioè che chi gestisce questo programma non sa davvero cosa sta per perdere perché non esiste il SUNY Siena Program senza Daniela e Barbara e tutto ciò loro che in questi anni hanno creato. Dal mio punto di vista, sarà veramente difficile strutturare un programma del calibro di quello precedente. Durante il periodo di studi a Siena ho vissuto con una gentilissima host mother, che si è presa cura di me. Vivere in famiglia per me è stata un’esperienza preziosa, che mi dato la possibilità di usare la lingua italiana e di conoscere la quotidianità di una famiglia italiana, cosa che non avrei potuto mai capire se avessi vissuto in casa con altri studenti americani. Sono venuto a conoscenza di questo programma tramite un mio amico, che l’aveva scelto pochi mesi prima di me. In un primo momento, non volevo perdere dei mesi di studio, allontanando così di qualche mese il giorno della mia laurea. Ma ora posso dire, con assoluta certezza, di aver fatto una delle scelte più importanti della mia vita, senza la quale oggi non avrei le connessioni e i legami professionali che mi sono creato nel settore del vino, in particolare a Montalcino, Umbria e Verona. In più, in questi mesi in Italia ho avuto l’opportunità di andare in Calabria per fare una visita ad alcuni miei parenti che vivono lì, dato che i miei nonni erano calabresi, provenienti da due paesini in provincia di Cosenza. Il problema più grosso è stata la comunicazione con i miei parenti, che era essenzialmente di base…possiamo dire che ci sono stati molti “ciao”!”.

Opera di Marco Caratelli.

Ci spieghi in che senso il periodo di study abroad a Siena ti ha cambiato la vita? Possono tre mesi essere così importanti per dare una direzione al nostro futuro?
“Dopo aver vissuto sulla mia persona gli effetti di un programma di study abroad così ben organizzato posso dire, senza alcun dubbio, che sì, possono cambiare e condizionare la vita futura di uno studente. Credo che, alla base di tutto, ci sia la sfida del volersi mettere alla prova, anche in settori che non farebbero propriamente parte della nostra natura. Voglio fare un esempio su tutti: la classe di “Painting”, pittura, che era guidata da un giovane artista senese molto competente e creativo, Marco Caratelli. Marco è famoso nel mondo perché crea riproduzioni d’arte senese con tempera a tuorlo d’uovo, legni antichi e fondi oro come Duccio di Boninsegna, Simone Martini, Sano di Pietro, ecc. e ha già fatto strada negli USA perché, oltre a collaborare con la Buffalo University SUNY Siena Program come insegnante di arte, ad aprile 2016 ha fatto la sua prima mostra presso la Ward Nasse Gallery – dove è tornato nel 2017 – e, qualche mese dopo, un’altra esibizione a Jackson Hole, in Wayoming. Nel dicembre 2016, poi, ha avuto una commissione da parte della Saint Paul Church di San Francisco in Noe Valley per la realizzazione di due opere da collocare all’ingresso di una cappella. A Siena ha uno studio d’arte dal 2010 e ha anche collaborato con guide autorizzate della National Gallery di Londra e Art History Abroad per realizzare dei workshop specifici sull’antica tecnica che utilizza. Marco ha tirato fuori dalla mia persona una passione per l’arte che non pensavo di avere, con la delicatezza e il rispetto per i tempi della creatività che solo un vero artista può avere. E posso dire che quando si trattava di disegnare e riprodurre un paesaggio o un’opera d’arte in classe non ero certamente il più bravo. Ricordo ancora quella volta che Marco ci portò a riprodurre una chiesa, fuori Porta Romana, a Siena. All’inizio della lezione mi sentivo un po’ fuori posto, ma Marco venne da me e mi disse di fare quello che riuscivo a fare, che gli artisti devono rispettare i propri tempi e godere dell’opera che stanno realizzando e che avrei potuto continuare in un altro momento, se non quel giorno non fossi stato capace di portare a termine il mio compito. Quell’invito all’utilizzo della calma di fronte a una sfida, seppur piccola ma pur sempre tale, si è rivelato un prezioso consiglio che porto ancora con me e che mi servirà da stimolo quando nella vita mi troverò di fronte a situazioni che mi metteranno un po’ in difficoltà. Quel giorno stavo così bene che mi è venuto difficile ritornare a casa. In più, Marco mi ha aiutato a migliorare le mie capacità di pittura, riproduzione di opere e di monumenti oltre ad avermi trasmesso importanti nozioni di storia dell’arte, tecniche di disegno e pittura”.

L’artista senese Marco Caratelli.

A parte la tua esperienza artistica, durante il periodo di study abroad hai fatto altre esperienze che ti hanno arricchito?
“Nel corso dei tre mesi a Siena ho seguito quattro corsi in tutto: pittura, lingua italiana, arte e architettura e un corso chiamato “wine essentials”. Oltre a questi corsi, ho preso parte a numerosi viaggi organizzati nell’ambito del SUNY Siena Program. Il corso di italiano “ITA 201/202”, di livello intermedio, era tenuto da Daniela Sani Perozzi la quale, come ho già detto, era anche la site director del programma SUNY. Anche in questo caso, la situazione di base era che io non avevo una conoscenza pregressa di lingua italiana, così come l’altra ragazza che seguiva il corso, ma la nostra insegnante è stata capace di creare un percorso adatto a noi e ai nostri bisogni linguistici e non a quello che il libro diceva che avremmo dovuto imparare. Abbiamo appreso diversi vocaboli legati soprattutto alla vita quotidiana, alla casa, ai viaggi, alle direzioni e alcuni verbi ed espressioni utili per una conversazione di base in lingua italiana. Un altro programma che ho seguito è stato quello di “Arte e Architettura” e la mia insegnante è stata Barbara Latini, la quale ci ha fornito una panoramica molto ampia e interessante della storia dell’arte e della letteratura italiana, attraversando il Medioevo, il Rinascimento; ci ha fatto, inoltre, visitare opere e monumenti presenti a Siena, come il Duomo di Siena, e abbiamo parlato anche di monumenti presenti in altre città italiane, come la Fontana Maggiore di Perugia, che sono andato a visitare autonomamente proprio per la curiosità e la voglia di imparare che sono cresciute in me seguendo il corso di Barbara. L’altro corso che ho seguito si chiamava, come ho già detto, “Wine Essentials” e l’insegnante era Alessandra Panunti. Il corso si focalizzava soprattutto sullo studio del vino italiano, partendo dalle modalità con le quali le diverse tipologie di vino sono create e studiando la viticultura. Abbiamo imparato come si degusta, come si “annusa” un vino, come si capisce il valore di un vino e come si producono le varie tipologie di vino (bianco, rosso, rosato ecc.) e i diversi tipi di uva. In particolare, ci siamo focalizzati su vini toscani, umbri, siciliani e campani, ma abbiamo anche studiato vini provenienti dalle Marche, Veneto, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. Questa è stata la mia classe preferita, in senso assoluto, in virtù di quelli che sono i miei interessi personali e professionali. E, come ho già detto, questa classe mi ha aperto una strada per il mio futuro professionale caratterizzato da un lavoro affascinante con una dimensione internazionale, considerando anche che il vino francese e quello californiano, negli ultimi anni, sono diventati economicamente meno accessibili e quindi la scelta del prodotto italiano è sicuramente più invogliante per gli appassionati del vino di qualità”.

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