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2021, a Verona l’anno dantesco, settecento anni dopo la scomparsa del Sommo Poeta

L’anniversario celebrato con un calendario multidisciplinare, coinvolgendo tutta la città di Cangrande della Scala ove Dante fu ospite e cui fu dedicato il Paradiso

Dante a Verona

A commemorare l’anniversario si appaia, oltreoceano rispetto alla terra natale, la Dante Society of America, che con il New York University's Department of Italian Studies e Casa Italiana Zerilli-Marimò ha prodotto podcast sui cento canti della Commedia, pubblicati come video su YouTube

«Lo primo tuo refugio e ‘l primo ostello, sarà la cortesia del gran Lombardo che che ’n su la scala porta il santo uccello».

Durante (detto Dante) degli Alighieri, nato a Firenze nel 1265, morì avvilito dall’esilio a Ravenna, nel 1321, dopo un soggiorno a Verona, gradito ospite di Cangrande della Scala. Queste tre città focali nella sua vita sono ora compartecipi in una fittissima serie di celebrazioni in arrivo per il 2021, nel settecentesimo anniversario della scomparsa.

A Verona si segue il criterio dell’interdisciplinarietà, con iniziative diffuse in tutta la città, a coinvolgere le istituzioni e la cittadinanza nei luoghi che lo videro presente e in quelli della cultura odierna, declinandone l’omaggio attraverso arti e scienze.

«Parto dal ricordo – ha detto il sindaco Federico Sboarina in sede di conferenza stampa – dell’unione fra Verona, Firenze e Ravenna nel 1921, per i seicento anni; ora si replica, con un lavoro che proseguirà per mesi, con l’intento di aggregare tutta la cittadinanza, essendo stato Dante un poeta del popolo».

Accanto a Sboarina, il vescovo della città, monsignor Giuseppe Zenti, da grande appassionato dantesco ha auspicato una capillarizzazione della conoscenza nell case e nelle scuole: «Dante è veramente il Sommo, non vuole stare nelle biblioteche; va letto con passione e soprattutto a Verona ha ben motivo di essere festeggiato, avendo qui composto parte della Commedia. Il suo esempio possa esortare anche ad un rilancio della lingua italiana, liberandola da troppi inglesismi e rivalutandola appieno».

Ad entrare nei particolari dei progetti diocesani è monsignor Martino Signoretto, vicario episcopale per la Cultura, l’Università e il Sociale: «Sottolineeremo l’aspetto di Dante come uomo di fede; è previsto, ad esempio, un concerto di musica gregoriana con il massimo esperto, Alberto Turco – direttore della Cappella Musicale della Cattedrale e dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Verona NdA – e , pensata per i ragazzi, organizzeremo una mostra con le illustrazioni di Gabriele Dell’Otto. La fondazione Verona Minor Hierusalem proporrà percorsi di pellegrinaggio urbano, sul solco di quelli già esistenti, dedicati ad acqua, terra, cielo».

Università di Verona, “Dante e la sua eredità”

Le attività messe in campo dall’Università di Verona  spaziano da ricerche sul dna di Cangrande ad analisi di manoscritti medioevali conservati alla Biblioteca Capitolare, spettacoli e conferenze, tra cui quella di levatura mondiale in calendario dal 17 al 22 maggio 2021 insieme alla Columbia University di NY – e altre prestigiose istituzioni accademiche internazionali come la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Katholieke Universiteit Leuven, l’University of Notre Dame: “«Con altra voce omai, con altro vello». Dante fra antico e moderno”, cui parteciperanno tutti i maggiori studiosi.  L’ateneo veronese finanzia anche il progetto di ricerca “DascaBida: dallo scriptorium carolingio alla biblioteca di Dante”, da cui deriva il “LaMeDan”, che ha come obiettivo lo studio e la digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca Capitolare di Verona, dal nucleo più antico all’epoca di Alighieri. “Il DNA di Cangrande della Scala” è invece frutto di una collaborazione tra il Museo di Storia Naturale di Verona e il Museo di Castelvecchio, con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, per svelare scientificamente il mistero intorno alla sua morte, ma che già è stato in parte chiarito analizzando la falange di un piede ed un pezzo di fegato, campioni biologici acquisiti mesi addietro dai suoi resti, conservati al Museo di Storia Naturale. Lo studio prosegue l’indagine avviata nel 2004 dalla Direzione Musei d’Arte e Monumenti, insieme alle Soprintendenze territoriali competenti, l’Università degli Studi di Verona, l’Università degli Studi di Pisa, l’Azienda Ospedaliera di Verona: al tempo fu aperta l’arca del Signore di Verona (1291-1329), per la ricognizione dei reperti al suo interno, ancora perfettamente conservati e corrispondenti a quanto rinvenuto nella precedente esumazione del 1921. La storia tramanda un Cangrande morto a Treviso per una congestione, dopo aver ingurgitato acqua troppo fredda, ma le ultime scoperte hanno rilevato nel fegato elevata presenza di digitalis purpurea, pianta dal principio attivo utile come stimolante cardiaco in piccole dosi, ma letale, se eccessivo; la tac ha, inoltre, messo in luce una cirrosi in stato avanzato. Ulteriori indizi nelle prossime puntate…

Sul fronte artistico, tutti i principali teatri veronesi – Romano, Nuovo, Ristori, Camploy – fervono di proposte; il primo spettacolo vedrà protagonisti Francesca Barra e Claudio Santamaria (coppia anche nella vita), narratori di “La Verona di Dante”, viaggio in video nella Verona patrimonio Unesco, sulle antiche tracce del Poeta. Dicembre si apre con “Dante’s box. Voci e suoni dalla Divina Commedia”, a cura del regista Fabrizio Arcuri con il musicista Giulio Ragno Favero: ventuno attori dalle sette più rappresentative compagnie teatrali veronesi danno vita a ventuno brevi puntate radiofoniche, con audio creati per integrare la Commedia nella modernità, insieme ad ospiti speciali come Lino Guanciale, Filippo Nigro, Isabella Ragonese, Vinicio Marchioni e Leo Gullotta. I podcast saranno trasmessi da Rocket Radio Verona, sui canali social del Comune e da Arteven, circuito teatrale del Veneto.

Illustrazione di Antonella Martino

Al teatro Camploy si vedranno “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia” con la regista e drammaturga Chiara Guidi e il violoncellista Francesco Guerri, in collaborazione con l’Università di Verona (15 e 16 aprile), seguiti da “Visioni di Dante”, produzione originale del Teatro Stabile del Veneto: tre drammaturghi – Fausto Paravidino, Letizia Russo e Fabrizio Sinisi – narreranno l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso contemporanei (26, 27, 28 maggio). Il teatro Romano presenterà “Dantexperience” con la “Dante-Symphonie” di Franz Liszt e la Budapest National Philharmonic Orchestra, diretta dal maestro Vittorio Bresciani, si esibirà in un concerto sinfonico con proiezione delle illustrazioni di Gustave Dorè e brani da Inferno e Purgatorio recitati da Sonia Bergamasco (21 giugno); sempre nel contesto dell’Estate Teatrale Veronese, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari porteranno in scena “Cantiere Dante: Purgatorio”, ove gli spettatori potranno essere protagonisti del viaggio nel secondo regno ultraterreno: un laboratorio aperto alla cittadinanza, come definito dal settore spettacoli del Comune di Verona: «Dante parla a tutte le generazioni e così abbiamo voluto agganciare le iniziative celebrative alle rassegne teatrali cittadine e creare un  coinvolgimento davvero diretto».

Dante al teatro Ristori sarà evocato da Paolo Fresu & Friends, “Dante Project” (19 marzo); Lella Costa, “La figura femminile nella Divina Commedia” (settembre–ottobre); NoGravity Dance Company, “Divina Commedia. Dall’inferno al paradiso” (novembre); Davide Rondoni e Cristian Carrara, “Rapimenti d’amore” (novembre). Il teatro Nuovo – Fondazione Atlantide presenterà lo spettacolo itinerante “Silent Dante” (gennaio-maggio e settembre-novembre) e una “Maratona dantesca” a cura degli allievi della scuola. La Compagnia le Falie porterà due spettacoli: “Purgatorio”, della compagnia di detenuti “Teatro del Montorio” del carcere di Verona-casa circondariale in aprile, e “Paradiso”, danza contemporanea a Riva di Castelvecchio, a settembre. In programma anche una rassegna di film ispirati alla vita e all’opera del ghibellin fuggiasco e la rassegna di giochi di strada “Tocatì” dedicherà l’edizione 2021 al gioco degli scacchi, negli spazi coerenti del castello medioevale.

Piazza Dante, Verona

Francesca Rossi, direttore del Sistema Museale Civico, ha rammentato la sinergia con le altre due città dantesche e ha anticipato la mostra diffusa nel cuore di Verona, con tappe nei siti danteschi e fulcro in piazza dei Signori, altresì detta piazza Dante proprio per la statua (opera di Ugo Zannoni) che vi campeggia. Si ritroveranno “Dante e Shakespeare: il mito di Verona” alla GAM-Galleria di Arte Moderna e “L’Inferno” di Michael Mazur a Castelvecchio.

Dante e Verona: a distanza di secoli, ancora spuntano affascinanti tessere a ricostruire il mosaico. Alla fine del 2018 Paolo Pellegrini, docente di filologia e linguistica all’Università di Verona si è imbattuto nell’Archivio di Stato di Firenze in una lettera inedita attribuibile – per stile e contenuti – al Poeta, che avrebbe ricevuto incarico da Cangrande di scrivere una missiva diplomatica all’imperatore Enrico VII. Cosa significa? La scoperta andrebbe ad allungare il periodo di soggiorno a Verona, individuandolo già nel 1312 e per i successivi sette anni. Un’altra curiosità, risalente al 2016, è il riconoscimento da parte di Anna Lerario di una possibile immagine di Dante nella chiesa di Santa Anastasia, comparata poi da Nadia Scardeoni, per verificare l’identità, con altri due ritratti nelle chiese di San Fermo e San Giorgetto. Altro materiale per nuove puntate

A commemorare l’anniversario si appaia, oltreoceano rispetto alla terra natale, la Dante Society of America, che con il New York University’s Department of Italian Studies e Casa Italiana Zerilli-Marimò ha prodotto podcast sui cento canti della Commedia, pubblicati come video su YouTube. Fondata nel 1881, persegue la missione di incoraggiare l’approfondimento e l’apprezzamento dell’età, delle opere e dell’eredità culturale del Poeta; fra le pubblicazioni, annovera una annuale versione bilingue della Bibliografia Dantesca Internazionale/International Dante Bibliography, realizzata in cooperazione con la Società Dantesca Italiana.

«A l’alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e ‘l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa, l’amor che move il sole e l’altre stelle».

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