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Esiste solo una razza, quella umana: l’attivismo di chi insegna italiano negli USA

Alla Montclair State University, il 13° simposio annuale Teaching Italian, è stato lanciato un appello all’azione per la giustizia sociale e superare il razzismo

di Cristina Latino e Francesca Oliveri

Anti-racism protest in New York (Photo: Federica Carlet)

La tredicesima edizione del simposio per l’insegnamento della lingua italiana, Teaching Italian, presso la Montclair State University svoltosi su Zoom il 23 e 24 ottobre è stata una dimostrazione alla dedizione a questo evento annuale distintivo del Joseph and Elda Coccia Institute for the Italian Experience in America ed il programma d’italiano del dipartimento di World Languages and Cultures. In questi tempi senza precedenti, Equity in the Italian Curriculum ha reagito alle recenti e costanti reazioni alla violenza contro le persone nere negli Stati Uniti e agli oneri sproporzionati affrontati dalla pandemia, ed ha lanciato un invito all’azione per la giustizia sociale. A causa delle complesse storie di italianità, sia quella italiana che quella italoamericana, è opportuno integrare la giustizia sociale nelle lezioni di italiano.

Il benvenuto della Dottoressa Enza Antenos

Il Teaching Italian Symposium è il rinomato seminario d’aggiornamento per docenti d’italiano della Tri-State. Il programma, con oltre 160 partecipanti, è iniziato venerdì pomeriggio con il benvenuto del neodirettore dell’Instituto Coccia, Mark Rotella: “Sono lieto che il mio evento inaugurale come il nuovo Direttore dell’Istituto Joseph and Elda Coccia for the Italian Experience in America alla Montclair State University sia il Teaching Italian Symposium. Anche se non possiamo salutare colleghi di lunga durata né conoscere nuovi colleghi, facciamo parte di un gruppo più grande sparso in fusi orari diversi grazie alla nostra presenza virtuale, dalla California all’Italia”.

In seguito, Peter Kingstone, Preside del College of Humanities and Social Sciences ha affermato l’importanza di tenere il convegno a distanza a causa delle restrizioni pandemiche che limitano l’unirsi a gruppi numerosi – “Quest’evento è fondamentale in quanto docenti di lingue straniere sono anche in prima linea nell’impegno di costruire una forma inclusiva di internazionalizzazione che in sostanza si basa sulla comprensione”.

Con un applauso di gratitudine, il Console Generale a New York Francesco Genuardi ha ribadito che il Consolato italiano apprezza gli sforzi strategici ai fini di unire le persone alla lingua italiana, soprattutto in questi tempi. “È molto importante avere un modo di rispondere, di portare avanti, e potenziare l’identità degli Italoamericani e degli Italiani qui negli Stati Uniti – ha dichiarato Genuardi – e lo fate sempre in modo innovativo e in chiave contemporanea. Alla Montclair State University siete riusciti a collegare cose meravigliose nell’apprendimento della lingua italiana attraverso la dinamicità dei marchi made in Italy come Ferrero. Avete sempre il sostegno del Consolato Generale d’Italia e siamo fieri di ciò che si compirà nei prossimi due giorni”.

Il programma pomeridiano aveva come fulcro una vivace tavola rotonda, Voci unite, moderata dalla dott.ssa Enza Antenos, l’organizzatrice del simposio, con la partecipazione dell’artista Amir Issaa e di Nicolino Applauso (Morgan State University e la Loyola University, Maryland); Maria Gloria Borsa (Bellaire High School, TX) , Kwanza Musi Dos Santos (Questaèroma); Silvia Carlorosi, Giulia Guarnieri (entrambi del Bronx Community College), Rosetta Giuliani Caponetto (Auburn University) e Vetri Nathan (University of Massachusetts).

“Qualcosa di inatteso della pandemia è stata di attirare attenzione al movimento Black Lives Matter, che ha ispirato la tematica di quest’anno – ha spiegato la dott.ssa Antenos – Credo che l’esperienza viscerale provocata della morte di George Floyd ci abbia motivato a dare attenzione meritata a questioni di razzismo, attesa a lungo, nel nostro sistema scolastico”.

La tavola rotonda ha toccato questioni su come essere docenti alleati antirazzisti. Ne è emersa una riflessione su ciò che ognuno potrebbe fare per contribuire alle iniziative ed implementare giustizia sociale ed uguaglianza nelle lezioni di lingua.

Amir Issaa ha commentato: “In Italia ancora si pensa che un ragazzo nero viene dall’Africa. Non si immagina ancora che siano nati in Italia. Quindi io dico che in Italia abbiamo un lavoro da fare su questo fattore. Far capire che l’estetica italiana oggi può essere come il mio, come Kwanza, come Vetri Nathan, come tanti altri. E siamo italiani, cento per cento”.

Nicolino Applauso ha raccontato della sua esperienza con il pregiudizio in Italia. Suo padre era l’unico meridionale nel loro piccolo paese e sua madre, nata e cresciuta a New York, non la ritenevano “una vera italiana”. Durante la sua vita in Italia, Applauso e la sua famiglia si sentivano dire con disprezzo “tornate in Africa” e “tornate negli Stati Uniti”.

Maria Gloria Borsa ha contribuito alla conversazione con una prospettiva differente: ha voluto mostrare ai suoi studenti un’Italia diversa, conosciuta in adolescenza, una nazione già diversificata con altre culture anziché il solito italiano bianco: “La mia Italia non è fatta di persone bianche con capelli castani o occhi blu e capelli biondi. Cioè l’Italia stava per cambiare in modo notevole. Era già cambiata dieci anni prima”.

Su Zoom, la tavola rotonda “Voci unite”

A concludere il primo giorno il premio Coccia-Inserra per l’eccellenza e innovazione nell’insegnamento di italiano (K-12) è stato conferito a Maria Gloria Borsa della Bellaire High School a Houston, Texas, da Andrea Baldi, presidente del comitato e del dipartimento di italiano della Rutgers University. Elisa Coccia, presidente della Fondazione Coccia, Lindsey Inserra, figlia di Lawrence Inserra Jr., e Dominic Caruso, Console Onorario di New Jersey, si sono congratulati con la vincitrice.

Il secondo giorno è iniziato con il benvenuto del Direttore Mark Rotella ed anche Annavaleria Guazzieri, Dirigente scolastica dell’Ufficio Istruzione presso il Consolato d’Italia a New York, e la prof.ssa Marisa Trubiano della Montclair State University che ha proposto un altro motivo convincente per studiare la bella lingua: “Perché mai gli studenti statunitensi dovrebbero optare per lo studio dell’italiano? Un motivo impellente è che il caso Italia continua ad essere di grande attualità ed opportunità, con la sua storia del colonialismo ed emigrazione italiana nel mondo, e l’immigrazione “nuova” in Italia, che ci porta inevitabilmente a considerare la fluidità dell’identità a tutti i livelli, alla mobilità dei confini “di colore” e di accettabilità, e ad abbandonare vecchi simboli, vecchi approcci, per abbracciarne dei nuovi”.

Con lo scopo di sensibilizzare e aggiornare i propri programmi didattici, i partecipanti hanno assistito a seminari condotti dagli ospiti su vari argomenti: Silvia Carlorosi and Giulia Guarnieri: Implementing Critical Thinking and Inclusion with Low Stake Writing; Maria Gloria Borsa e Kwanza Musi Dos Santos: Black Italy; Rosetta Giuliani Caponetto e Vetri Nathan: Teaching Social Justice Through Italian Food Studies; artist Amir Issaa: Vivo per Questo – Potere alle Parole; e Nicolino Applauso: Can You Turn it Into a Movie? Questi esperti hanno proposto lezioni interattive con strategie e tecniche pedagogicamente completo mirate ad integrare la giustizia sociale nel curriculum dalle elementari alle superiori.

Il programma è concluso con due parole dall’artista Amir Issaa sul suo libro Vivo per questo e sul video della canzone “Non respiro” che è stato visionato.

Il simposio ha ricevuto feedback positivi dai partecipanti. Uno di loro che ha assistito per la prima volta ha commentato: “Mi sono piaciute le idee degli ospiti. È stata la mia prima volta al simposio, ed è stata un’esperienza speciale sentire la bella lingua parlata dai docenti che insegnano la lingua e la cultura”.

Un insegnante di vecchia data ha condiviso i suoi pensieri dicendo: “I vostri corsi di aggiornamento sono sempre di qualità eccellente e, in generale, negli ultimi tredici anni avete fatto sempre un ottimo lavoro. Grazie e continuate così!”.

Un altro partecipante ha parlato della modalità e del tema tempestivo: “La modalità online ha dato la possibilità ai partecipanti negli Stati Uniti e in Italia di collegarsi, inoltre di dare voce a varie opinioni su come integrare la giustizia sociale nel curriculum italiano. Questa tematica è stata presentata in un momento cruciale nella nostra storia e politica”.

AJ Kelton, direttore di Digital Humanities, nel College of Humanities and Social Sciences ed il suo personale hanno gestito al meglio la piattaforma web per questo simposio a distanza.

Restiamo in attesa della quattordicesima edizione di Teaching Italian per il 22 ottobre 2021, che potrebbe tenersi alla Montclair State o su Zoom!

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