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Fiorella Mannoia a New York: grande successo e non “solo” di canzoni

L'emozionante Fiorella Mannoia in concerto al Broadway Town Hall per la sua tournée che continua negli Stati Uniti

Fiorella Mannoia in concerto a New York, foto di Francesca Magnani

Il concerto si è trasformato subito in un evento speciale, un mix di musica e cultura italiana; con canzoni nuove, storiche e tributi Fiorella Mannoia è riuscita a far pendere tutti i presenti dalle sue corde vocali. L'evento è stato un grande successo, tra cartelloni, fiori e palloncini. Come è stato per lei cantare qui? "New York è sempre New York", ci ha dichiarato l'artista a fine spettacolo

Al Broadway Tall Hall, piena Midtown, Fiorella Mannoia si è esibita il 23 febbraio in un concerto che è stato un successo esilarante. E’ il sogno di ogni artista esibirsi nei dintorni di Times Square, dove luci, musica, balli e stravaganza regnano sovrani. Ma non si tratta solo di questo, perché dentro le note di Mannoia c’è una cultura intera, che si tratti delle sue canzoni o di tutti i tributi che ha voluto dedicare ai grandi artisti italiani, da Mina a Dalla, a Battiato e Battisti.

Fiorella Mannoia in concerto a Broadway (Foto Francesca Magnani)

Appena messo piede al Tall Hall, infatti, quello che ci ha colpito è stata l’atmosfera italiana; sembra quasi di essere tornati in patria. Si sentono dialetti differenti, dal calabrese al milanese; e si vedono persone con ogni esperienza! Italiani appena arrivati, italiani turisti, italo-americani, tutti che aspettano in un unico teatro di vedere Mannoia esibirsi con la stessa leggiadria e gioia che si potrebbero attribuire ad una bimba. Un’artista che significa per loro memoria e buona musica allo stesso tempo. Questa è l’atmosfera che colpisce.

L’incontro tra buona musica e memoria è stato, infatti, fondamentale. C’erano ragazze, adulti, anziani; persino una bambina, insieme a noi, nel backstage, che di Fiorella non aveva mai sentito parlare ma, sorridente, era contenta di conoscere chi canta le canzoni che suo padre le fa ascoltare.

Foto di Francesca Magnani

Aspetto difficile da far risaltare, in un teatro come il Tall Hall. Il pubblico sembrava, soprattutto all’inizio, ammanettato alle poltroncine senza potersi muovere quando Fiorella è entrata in scena.

Nonostante ciò, l’artista, muovendosi sul palco, ha fatto alzare tutti. Più andava avanti il concerto, più il pubblico si animava. C’era chi le consigliava che canzone cantare – “facciamo tutto, facciamo tutto”, rispondeva lei; c’è stato il momento degli striscioni; e il momento delle rose che le fan le hanno portato mentre lei cantava “portaci delle rose” di Quello che le donne non dicono.

L’artista ha cantato canzoni dall’ultimo disco, grandi pezzi, come Le notti di maggio e Il cielo d’Irlanda, e tributi, come Insieme e CarusoUn mix vincente, che ha da una parte accomunato tutti i presenti; e dall’altra, ha creato un escalation di emozioni. Prima sono iniziati gli applausi. A metà concerto, gruppi interi di persone hanno iniziato a spostarsi sotto il palco. Sui brani finali, la standing ovation era d’obbligo.

E lei, intanto, continuava a ballare, saltellare felice sul palco, cantare. E, tra una canzone e l’altra, ha introdotto il suo ultimo disco, Combattente, un disco di “donne che combattono per la propria dignità, ma anche per ritrovarla”. In maniera sottile, ha poi parlato di immigrazione, tema che l’ha spinta a iniziare la riflessione sul Sud; il sud italiano, che storicamente “è stato derubato, e i briganti non erano straccioni ma resistenti”, e il sud del mondo.

E’ così che ha iniziato a scrivere i suoi testi, per empatia. E quale posto migliore per raccontarlo? “Voi sì che sapete cosa vuol dire andarsene via” ha affermato commossa prima di iniziare a cantare In viaggio, la canzone su una madre che vede partire la figlia e le da i consigli che le serviranno per il resto della sua vita. “Non c’è bisogno di essere madri, per sentirsi madri”, ha continuato.

Foto di Francesca Magnani

Dopo il concerto, siamo riusciti ad avvicinarla, anche se per pochi minuti. “Non è la prima volta che vengo qui, ma New York è sempre New York”, dice con gli occhi di chi, di questa città, ne è innamorato. Ma non è solo America che ha incontrato. Durante questi giorni è riuscita anche ad incontrare una parte d’Italia, quella parte che “ha bisogno di sentirsi attaccato alle proprie radici” e che grazie a lei, stanotte, si è sentita un po’ meno lontana.

Foto di Francesca Magnani

Domani, ricomincia a New Orleans la stessa avventura. In bocca al lupo!

Di seguito, la SCALETTA (21 brani):

I miei passi

I treni a vapore

Caffè nero bollente

Nessuna conseguenza

I pensieri di Zo

Combattente

In viaggio

Le notti di maggio

Insieme

E penso a te

Fiorella Mannoia con Michela Damelas e Ilaria Maroni (Foto VNY)

 Come si cambia

Che sia benedetta

Oh, che sarà

Offeso

La cura

Sally

Siamo ancora qui

Le parole perdute

Caruso

Quello che le donne non dicono

Il cielo d’Irlanda

The Town Hall, Foto di Francesca Magnani

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