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Per Sanremo con Amadeus solo belle donnine, perché l’Italia sa come stare indietro

Nulla è cambiato tra gli italiani nella scelta delle donne da assumere: perché ci meravigliamo che per Sanremo si preferiscono bei visini piuttosto che bei cervelli?

Amadeus con le presentatrici che ha scelto per Sanremo 2020 (Immagine da youtube)

“Dieci ragazze per me possono bastare?” Cantava Lucio Battisti negli anni ’70. Per Amadeus, no. In verità, il presentatore del festival di Sanremo aveva pensato gli sarebbero potute bastare, ma non ha voluto far torto ad Elisabetta Gregoraci. La quale, se passerà alla storia per aver sposato Flavio Briatore che non sappiamo se passerà alla storia, è insorta sui media motivando che era stata esclusa avendo divorziato dal suo ‘mentore’. Perciò le vallette saranno undici. Tanto una più, una meno… per quel che servono in un concorso canoro…

Sto con la giornalista Maria Latella, conduttrice di Radio 24 che venerdì mattina ha dichiarato: “Sono indignata”. Non per il numero esagerato, ma perché, a 70 anni dal primo festival,  dieci donne dovevano semmai esser scelte tra coloro che stanno ai vertici del Paese, nelle aziende e nel parlamento, non per la loro bellezza. Come la fidanzata del campione di moto Valentino Rossi, che passerà alla storia anche per aver evaso il fisco, tale Francesca Sofia Novello, che nessuno sapeva chi fosse finora perché, secondo Amadeus, ha avuto “la capacità di stare vicino a un grande uomo, sempre un passo indietro”. Latella ha chiosato: “Va beh, che il pubblico che guarda Sanremo è anziano, ma questo è un commento da ottantenne”. Aggiungerei: “maschilista”; in fondo è quello che sono molti datori di lavoro. Alcuni dei quali non scelgono le dipendenti per la loro bravura, ma perché sanno servirli a pennello, dimostrandosi utili a tutto campo. C’è chi gli tiene il gatto quando va in vacanza, chi gli fa la spesa, chi si improvvisa cuoca o financo badante… Insomma nulla è cambiato nella scelta delle donne da assumere. E allora perché ci meravigliamo che Amadeus abbia preferito dei bei visini piuttosto che dei bei cervelli?

Intervistata sull’argomento Mariastella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera dei deputati, ha dichiarato: “Anch’io sono rimasta sorpresa dalla scelta di 10 donne, è come scegliere nessuna donna”. Appunto: tutte nel calderone, tutte contro tutte, più o meno brave, più o meno belle, fidanzate di, figlie di, amanti di…  e che si sbranino per stare tutte sotto un sol uomo. Tutte sotto Amadeus. Ma che Gelmini si meravigli, fa sorridere: cosa è stata ed è sotto Berlusconi? Una delle sue pasionarie, ormai una delle ultime. Anche a Radio 24 non ha perso occasione per sottolineare che nessuno ora è in grado di governare il Paese, mentre “Berlusconi è stato un leader”.  Per lei di sicuro, che pur così scialba riuscì a diventare ministro dell’istruzione facendo servilmente l’eco al ‘suo signore’. Anni fa scrissi che mi ricordava Genoveffa, una delle brutte sorelle di Cenerentola. Ma la favola berlusconiana è finita e Genoveffa non può far altro che fare la colf in FI. E Cenerentola chi è? Ha spostato il principe?

Cenerentola siamo tutte noi donne, che lavoriamo e non serviamo un padrone. Cenerentole belle o brutte, ma comunque con un proprio cervello che non deroga alla dignità femminile. Non abbiamo bisogno di un principe che ci salvi, come non abbiamo bisogno di un capo salvifico che ci dia lavoro grazie alle moine che sappiamo fargli. E non abbiamo bisogno di dimostrare cosa sappiamo fare, come scimmie sul palco dell’Ariston, perché abbiamo una professionalità e pezze d’appoggio che attestano i titoli che abbiamo ottenuto. Con tanta fatica. Mi meraviglio che giornaliste come Rula Jebreal, Emma D’Aquino, Laura Chimenti si mettano in concorrenza con le altre prescelte per bellezza da Amadeus.  Il quale ha pelosamente spiegato: “Sabrina Salerno è stata un’icona degli anni ’80 e può dimostrare ancora tanto… Francesca Sofia Novello è una grande scommessa personale, dimostrerà tanto”. Eh che siamo alla sfilata canina? O di miss Italia, che tecnicamente è la stessa cosa. Povere donne, che si accontentano ancora di fare la costola d’Amadeus, pur di mostrare il decolté. Sperando di esser notate e scelte per una prossima scritturazione.

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