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Dantedì, il Sommo Poeta celebrato sulle note di quattro ragazzi del XXI secolo

Romeo Amaddio, Samuele Bolioli, Lorenzo Pomponi, Gianmarco Baccini con un pezzo rap ripropongono in chiave moderna le figure dantesche

Romeo Amaddio, Gianmarco Baccini, Samuele Bolioli, Lorenzo Pomponi

“Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”, cantava Antonello Venditti nel 1984, ripercorrendo nel suo testo le vicende e le atmosfere di una notte romana di quattro giovani amici (tra i quali proprio Antonello Venditti, Francesco De Gregori insieme a Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano). La canzone prosegue “Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto…”, giusto per citare qualche coincidenza! E come trentasette anni fa, anche oggi quattro ragazzi diciassettenni, toscani, Romeo Amaddio, Samuele Bolioli, Lorenzo Pomponi, Gianmarco Baccini, al penultimo anno dell’istituto tecnico di Empoli, G. Ferraris F. Brunelleschi, su suggerimento e invito del loro professore di italiano, Gabriele Beatrice, si sono lanciati in un pezzo rap da dedicare al #Dantedì, l’iniziativa organizzata e promossa dal Ministero dell’Istruzione, Miur, per il centenario dantesco.

La Giornata nazionale per il Sommo Poeta è stata celebrata lo scorso 25 marzo, ma tutto l’anno sarà dedicato a Dante, dunque, fortunatamente se ne parlerà ancora per diverso tempo. Molte saranno le occasioni artistiche in Italia che lo celebreranno durante i prossimi mesi, con opere nuove e rivisitazioni di mostre già esposte in suo onore o su sua ispirazione.

Ho ascoltato attentamente il pezzo rap di questi ragazzi e ne ho apprezzato moltissimo la capacità di interiorizzare certe immagini poetiche e di riproporle in chiave moderna; l’acutezza di cogliere il fervore e il vigore di determinate figure dantesche e farle proprie; ritrovare, in certi contesti, i ritratti di una società che, per taluni versi, può rivelarsi assimilabile a quella di oggi. E scopro incredibilmente che, piaccia o no, c’è molta passione in questo lavoro, molta attenzione alle atmosfere e alle finezze dantesche, valorizzate anche dal mood e dal sound con cui inizia incalzante la musica – i versi scritti per l’Inferno – che piano piano degrada – nel Purgatorio – fino a concludersi in una placida atmosfera – il Paradiso. Il pezzo rap dunque, seppur nella sua semplicità e, costretto a soli due minuti dal regolamento –  è il tentativo apprezzabile e giovanile di intravedere e cogliere la bellezza dell’esperienza della vita, da parte di questi ragazzi i quali, seppur in punta di piedi, sono riusciti a entrare in un mondo di figure, immagini, visioni e contenuti che solo Dante ha saputo offrire, in una forma poetica altrettanto perfetta e che non si ripeteranno mai, in nessun’altra storia della letteratura del mondo (compreso ne L’Ardā Wīrāz Nāmag, il libro scritto sul viaggio del devoto zoroastriano Wīrāz nell’aldilà, che Dante avrebbe potuto anche conoscere e, ad esso, forse ispirarsi).

Di seguito il testo del brano, accompagnato da una sorta di parafrasi, che ho preparato perché possa essere compreso il senso delle parole da tutti i nostri lettori (tradotto in inglese anche per quelli americani).

Infine, incuriosita, ho incontrato questi ragazzi su web, per conoscere più da vicino e capire come hanno lavorato al pezzo, scoprire i loro sogni, le loro ambizioni.

TESTO RAP PER IL DANTE DI’ (con parafrasi)

(di Romeo Amaddio, Gianmarco Baccini, Samuele Bolioli, Lorenzo Pomponi)

 

*** Inferno, Hell

Tu udiscimi

Che rappo Dante per il Dantedì

Lascio le speranze sull’uscio del portone

Entro nell’antinferno, trovo gli ignavi all’interno
Dopo supero l’acheronte sulla barca di Caronte

Entro nel vero inferno: nove cerchi da percorrere

E’ il momento dell’ingresso di Dante attraverso il portone dell’inferno. Nell’antinferno nota gli ignavi, ovvero coloro che in vita non hanno saputo scegliere nè il bene, nè il male. Caronte è il personaggio dantesco – traghettatore del fiume Acheronte – che conduce le anime dei morti dall’antinferno, all’altra parte del fiume, l’inferno.
It is the moment of Dante’s entry through the gate of Hell. In the antin hell, he notices the slothful, or those who in life have not been able to choose either good or evil. Charon is the Dantesque character – ferryman of the Acheron river – who leads the souls of the dead from antin hell to the other side of the river, hell.

Sempre verso sinistra

Francesca è il mio alter ego e mi rattrista
Con la bufera del piacere vola via

La sinistra è la direzione del diavolo; nel purgatorio invece, Dante si muoverà verso destra, direzione di Dio.
Dante incontra Francesca da Rimini con la quale nota una certa somiglianza – “è il mio alter ego” – in quanto in lei si riflette come lussurioso in quanto, quando Beatrice morì, Dante si consolò in una donna gentile, posta a rappresentare il suo distacco dalla fede – dunque, l’aver fatto prevalere la passione alla fede (e ciò lo rattrista)

Siamo nel Canto V: i lussuriosi appaiono travolti da una bufera violentissima che, per contrappasso, sta ad indicare quanto, in vita, gli stessi, non fossero riusciti a resistere all’amore carnale, immaginato appunto come “vorticoso”.

The left is the direction of the devil; in purgatory instead, Dante will move to the right, direction of God.

Dante meets Francesca da Rimini with whom he notes a certain similarity – “she is my alter ego” – as in her he is reflected as lustful because, when Beatrice died, Dante was consoled in a kind woman, placed to represent his detachment from faith – therefore, having made passion prevail over faith (and this saddens him)

We are in Canto V: the lustful appear overwhelmed by a violent storm which, by way of retaliation, indicates how much, in life, they were unable to resist carnal love, imagined precisely as “whirling”.

Farinata degli Uberti anima tosta
Contro Dio è in piedi sulla sua tomba
A quanto pare è un’anima da rispettare
Tenere gli ideali al primo posto è fondamentale

Dante incontra gli eretici nel Canto V, dove incontra Farinata che è un personaggio sprezzante nei confronti di Dio, in quanto non voleva che la chiesa avesse potere (potere spirituale) nelle decisioni dello Stato (potere temporale) e quindi, pur se eterno dannato come eretico, continua a rivendicare ciò che ha fatto quando era in vita. Anche all’inferno resta determinato, superbo e orgoglioso. Non è piegato dalla sofferenza infernale, anzi, disprezza la pena anche se sa che durerà in eterno e lotta comunque. Viene rappresentato come un eroe, dimostra la grandezza dell’animo umano…

Dante meets the heretics in the Canto V, where he meets Farinata who is a character contemptuous of God, as he did not want the church to have power (spiritual power) in the decisions of the State (temporal power) and therefore, even if eternally damned as a heretic, he continues to claim what he did when he was alive. Even in hell he remains determined, arrogant and proud and proud. He is not bent by hellish suffering, on the contrary, he despises the pain even though he knows it will last forever and fight anyway. He is represented as a hero, he demonstrates the greatness of the human soul

Della società comunale l’inferno è l’immagine
Firenze è inquinata da faide
Poliùtropòs è fraudelente
In una fiamma biforcuta con Diomede

Qui (Canto XXVI), il contesto sociale attuale “inquinato da faide” è paragonabile all’inferno dantesco. Il personaggio cui viene fatto riferimento è Ulisse – definito dai greci come Poliutropos, ovvero, versatile, scaltro – il quale portò Achille in guerra, ideò il cavallo di Troia e, insieme a Diomede, rubarono il palladio, scultura allegorica posta a difesa del luogo in cui era posta.

Here (Canto XXVI), the current social context “polluted by feuds” is comparable to Dante’s hell. The character referred to is Ulysses – defined by the Greeks as Poliutropos, that is, versatile, shrewd – who brought Achilles to war, conceived the Trojan horse and, together with Diomedes, stole the palladium, an allegorical sculpture placed in defense of the place where it was placed.

La bocca sollevò dal fiero pasto 
La società ci mastica siamo nel piatto
Come Lucifero con in bocca Giuda e Cassio
La vita terrena è collegata a quella ultraterrena

Il contrappasso giudica in due modi la tua pena

Ma l’Inferno è oggi, nella nostra stessa società, che ci divora come Giuda e Cassio nella bocca di Lucifero, perché la vita che si conduce sulla terra, ritroveremo per contrappasso (legge secondo cui si è accusati), dopo la morte.

(Inoltre, “la vita terrena è collegata a quella ultraterrena” nella concezione figurale di Overbach).

But Hell is today, in our own society, that devours us like Judas and Cassius in the mouth of Lucifer, because the life we lead on earth, we will find in retaliation (the law according to which we are accused), after death.

(Furthermore, “earthly life is connected to the afterlife” in Overbach’s figural conception).

 

* * * Purgatorio, Purgatory

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Uscimmo a riveder le stelle

Cielo come lo zaffiro

Antipurgatorio arrivo
Io rinasco come Dio
Qui il mare è tranquillo

Prima viene citato l’inizio dell’Inferno; poi la fine e, in ultimo, l’uscita dall’Inferno, con la successiva entrata in Purgatorio dove tutto è tranquillo e dove finalmente, si può rinascere come lo stesso Dante, che arriva in Purgatorio proprio il giorno di Pasqua.

First the beginning of Hell is mentioned; then the end and, finally, the exit from Hell, with the subsequent entry into Purgatory where everything is quiet and where finally, you can be reborn like Dante himself, who arrives in Purgatory on Easter Sunday

Il canto VI è quello politico
Negligenti: pentiti in punto di morte

Angelo e diavolo litigano per l’anima di Buonconte.

Buonconte fu un condottiero ghibellino ucciso durante la guerra di Campaldino del 1289 … Essendosi pentito dei suoi peccati solo in punto di morte, si trovò a essere conteso tra l’angelo e il diavolo. Ma quest’ultimo, dovendovi rinunciare, scatenò una tempesta che fece disperdere il suo corpo…

Buonconte was a Ghibelline leader killed during the Campaldino war of 1289 … Having repented of his sins only at the point of death, he found himself being disputed between the angel and the devil. But the latter, having to give it up, unleashed a storm that made his body disperse .. 

V divisione

Il riferimento è alla “divisione fisica”, il tema principale del canto V del Purgatorio
The reference is to the “physical division”, the main theme of canto V of Purgatory

VI disgregazione

Il riferimento è alla “disgregazione dell’uomo”, tema sviluppato nel canto VI del Purgatorio

The reference is to the “disintegration of man”, a theme developed in canto VI of Purgatory

Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Cara Italia così in basso mi cadi,

che cambi la mia vita con un lancio di dadi,

conta quanto ricavi, dimmi quanto mi paghi,

questa ruota gira e ogni tanto ti lavi

Canto VI del Purgatorio dantesco, conosciuto anche come canto politico data l’aspra critica politico-sociale che Dante destina all’Italia. La rima fa riferimento alla metafora dell’autore riguardo l’Italia stessa, definendola ”un bordello” poiché tutto era in vendita e girava intorno ai soldi. Il gioco d’azzardo per eccellenza era quello dei dadi, che in questo caso rappresenta la fortuna come una ruota che gira, lasciando trasparire un senso di incertezza.

Canto VI of Dante’s Purgatory, also known as a political Canto given the harsh political-social criticism that Dante addresses to Italy. The rhyme refers to the author’s metaphor about Italy itself, calling it “ a brothel ” since everything was for sale and revolved around money. The game of chance par excellence was that of dice, which in this case represents luck as a spinning wheel, revealing a sense of uncertainty.

Padre nostro un rumore fa capolino

sono i passi di chi porta massi addosso a capo chino,

ma ciò che mi ha scosso è il costo di questa pena,

so che al suo posto avrei un masso più grosso sulla schiena

Canto XI del Purgatorio, cornice dei superbi. Le anime fanno rumore recitando il Padre Nostro (Pater Noster), e sono condannate a camminare portando un masso sulla schiena, costretti dal peso, dunque, sono costretti a chinarsi in segno di umiltà. Dante si rende conto che senza il suo viaggio, probabilmente avrebbe avuto la stessa sorte.

Canto XI of Purgatory, frame of the proud. The souls make noise while reciting the Our Father (Pater Noster), and are condemned to walk carrying a stone on their back, forced by the weight, therefore, they are forced to bend down as a sign of humility. Dante realizes that without his journey, he probably would have had the same fate.

Veni sponsa de libano, anche le gocce del mio sangue vibrano,

si levar cento, ad vocem tanti senis, tutti dicean Benedictus qui venis!

Volto coperto ma ne percepii l’essenza, d’antico amor senti la gran potenza

Canto XXX del Purgatorio: vi è comparsa di Beatrice a Dante, il quale inizialmente non riesce a vederla in volto. ”Veni, sponsa, de Libano” è il coro intonato e ripetuto dai ventiquattro anziani che precedevano un carro durante la processione, mentre ”Benedictus qui venis” si riferisce al coro intonato dagli angeli mentre gettavano fiori sopra al suddetto carro. ”Anche le gocce del mio sangue vibrano” è una frase propria di Dante durante gli avvenimenti.

Canto XXX of Purgatory: there is the appearance of Beatrice to Dante, who initially cannot see her face. ” Veni, sponsa, de Libano ” is the choir sung and repeated by the 24 elders who preceded a cart during the procession, while ” Benedictus qui venis ” refers to the choir sung by the angels as they threw flowers on the aforementioned cart. ” Even the drops of my blood vibrate ” is Dante’s own phrase during the events.

 

*** Paradiso, Paradise

Luce di sfondo, luce negli occhi

la luce nel mondo che non incolla ma stacca dal clero,

un mondo che crolla che casca un impero.

Primi canti del Paradiso, vige il tema dell’ineffabile e della luce. Qui si fa riferimento a Piccarda Donati, un’amica di Dante realmente vissuta alla quale fu impedito di farsi monaca, pertanto si dice che sia morta dal dolore. Infine, si fa riferimento a Giustiniano, ex imperatore dell’Impero Romano, che narrerà all’ autore tutta la sua storia, dagli inizi fino alla sua caduta.

First songs of Paradise, there is the theme of the ineffable and of light. Here reference is made to Piccarda Donati, a real life friend of Dante who was prevented from becoming a nun, therefore she is said to have died from her pain. Finally, reference is made to Justinian, former emperor of the Roman Empire, who will tell the author the whole story of him, from the beginning until his fall.

E non è vero che siam tutti uguali,

guardati intorno e poi dimmi che vedi,

avere dei beni non è esserne schiavi,

devi far valere i valori in cui credi

Canto XI del Purgatorio, riferimento a San Francesco, protagonista del canto.
Canto XI of Purgatory, reference to St. Francis, the protagonist of the song.

Ho valicato per selve e per cieli

provato dolore rischiato la pelle,

ma adesso ho compreso i segreti che celi,

non ti vedevo ma tu c’eri sempre…

L’amor che move il sole e l’altre stelle

Viene citato l’ultimo verso dell’ultimo canto del Paradiso, e in una frase viene racchiuso tutto il senso del viaggio di Dante.

The last verse of the last canto of Paradise is quoted, and the whole meaning of Dante’s journey is contained in one sentence.

 

 

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