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La notte magica dei Maneskin: cronaca della vittoria che attendevamo da 31 anni

Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, come quattro ragazzi italiani vivono la vittoria di Eurovision 2021

I Maneskin festeggiano la vittoria all'Eurovision 2021 (Foto L.L)

‘Dove vogliamo andare ora? Andremo ovunque la musica ci porterà. La seguiremo. In fondo ci divertiamo così tanto a suonare... Alla fine siamo solo quattro amici che stanno suonando e stanno suonando la musica che amano.’ 

 Ore 4.10 Rotterdam, Hotel dove soggiornano i Maneskin. 

Damiano entra in ascensore con una mano allungata ancora a salutare. Dice ‘ciao buonanotte’ ai fan olandesi e italiani che lo fermano nella hall. 

Stringe a sè il trofeo dell’Eurovision 2021, quel microfono di cristallo che anche lui come tutti fino a ieri pomeriggio guardava tramite una teca. 

Ore 3.50. Hotel. 

Qualcuno nella hall ha portato una mini cassa per trasmettere musica. Nella stanza grande, ma che ora zeppa di gente tra cui i Maneskin al completo sembra troppo piccola, si diffonde a ciclo continuo ‘Zitti e buoni’, quel brano uscito il 3 marzo con il quale avevano già vinto Sanremo. E loro, i Maneskin, ovvero Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, la cantano. Continuano a cantarla, sottovoce, tra le foto. Nonostante l’abbiano provata e cantata fino allo sfinimento in questi giorni olandesi di Eurovision. 

Mentre Ethan si intrattiene un po’ di più con meno pressione da parte dei fan, Damiano fa un passo e un selfie con qualcuno che glielo chiede, un altro passo e un altro selfie. Dice sempre di sì, sempre sorridendo, instancabile. Fanno un brindisi tutti insieme, si balla giusto un paio di minuti. 

Ore 2. Sala conferenza stampa, momento foto con i fotografi internazionali. 

Per una volta si evita la calca: ci si mette tutti comodamente in fila indiana e si attende il proprio turno per fotografare da vicino i vincitori dell’Eurovision. Qualcuno propone la foto con tutti i giornalisti italiani. Così te li ritrovi alle spalle sudati e Damiano dice sottovoce incredulo: ‘Oh abbiamo vinto l’Eurovision, non ho ancora capito come abbiamo fatto’. 

Ore 1.50 

Sala conferenza stampa.

Damiano è un leader istrionico, gli si sono strappati i pantaloni e ci gioca in modo sexy. Mette il suo stacco di coscia sopra al bancone della conferenza stampa. Lo fa per gioco. Lo vedo. Gli grido in italiano: ‘Damiano ancora’. Lo rifà, libero e spontaneo come loro, va avanti fino a quando gli dico ok, un professionista, un giocherellone, una grande professionalità al servizio della passione anche in cose apparentemente frivole. 

Ore 1.10 

Sala conferenza stampa. Rassegna stampa vincitori dell’Eurovision. 

Entrano con una bottiglia in mano. Iniziano la conferenza e poi la stappano, come su un podio di Formula 1. Le domande prima toccano ai giornalisti italiani, poi si aprono alla stampa internazionale. Partono da uno slogan: “All’Europa e al mondo voglio dire che il rock non muore mai”. Serve per sciogliere il ghiaccio, ma sotto l’iceberg è molto più corposo. 

Il segreto per vincere? “Siate voi stessi, fregatevene di chi vi critica – dice Victoria – E a chi critica dico: abbiate una mentalità più aperta e smettetela di giudicare. Negli anni essere autentico a quello che sei è quello che paga’. 

Scrosciano gli applausi. 

Un giornalista chiede a Damiano se davvero stava usando cocaina sul divanetto tra il pubblico come sembra da quel video, uno spezzone della diretta, che sta andando virale su Twitter subito dopo la vittoria. 

Dice: “Non mi drogo. Please guys don’t use drugs”. 

Sono bravi ragazzi vestiti da rockers gentili, non hanno paura di dedicare la vittoria alle famiglie e agli amici, ‘e anche ai nostri fan, specialmente quelli nuovi’.

Rivelano la loro canzone preferita tra gli altri Stati in gara: l’Ucraina. 

‘Dove vogliamo andare ora? Andremo ovunque la musica ci porterà. La seguiremo. In fondo ci divertiamo così tanto a suonare… Alla fine siamo solo quattro amici che stanno suonando e stanno suonando la musica che amano.’ 

Ore 1.00 sala conferenza stampa. 

Parla la delegazione italiana, il team che in questi giorni ha fatto loro da custode e custodia. 

“Questi ragazzi rilassano l’atmosfera più di chiunque altro. Questa vittoria è il riscatto italiano dopo un anno così difficile come lo scorso per via del Covid.” 

Fa un commento anche Claudio Santucci, creative director dello staging dei Maneskin: “Il mio compito è solo sottolineare le pagine di un libro. Ma se il libro non è buono non avrei avuto niente da sottolineare.” 

Ore: 00.40 palco dell’Eurovision. 

I Maneskin cantano la canzone vincitrice. Per la prima volta dall’inizio della kermesse rompono la regola della censura e cantano il testo originale con la parola c*zzo al posto della più pulita ‘cosa’ sulla frase ‘la gente purtroppo parla, non sa di che cosa parla.’ 

Ore 00.30 sala stampa 

I giornalisti italiani, che si sono riuniti per vedere se il pronostico diventerà realtà, vengono circondati da una pletora di giornalisti e cameraman. I Maneskin vincono sull’inaspettata Svizzera e piovono flash sulle lacrime di qualche giornalista nostrano incredulo. 

Ore 17 luoghi misti dell’Eurovision. 

Senti l’aria che cambia. Giornalisti stranieri quando sentono che sei italiana ti guardano quasi fossi il sacro graal, ti chiedono se poi in caso possono venirti ad intervistare. ‘Ma solo in caso eh?’. 

2016 

I Maneskin si formano a Roma. 

5 maggio 1990 

Toto Cutugno vince l’Eurovision con il brano europeista ‘Insieme’. Damiano dei Maneskin, il redentore, colui che riporterà la vittoria in patria, nascerà tra 9 anni. 

Maggio 2022, forse Torino. 

L’Eurovision viene organizzato in Italia, per il costo di qualche decina di milione di euro. 

Forse presenta Alessandro Cattelan, forse gli stessi Maneskin. Con quel loro inglese perfetto lontano dagli stereotipi ‘diversi da loro.’ 

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