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Tullio Serafin a 50 anni dalla morte: tra Firenze e Genova nel nome di Verdi

Istituita dall'Archivio storico che porta il suo nome, l'iniziativa coinvolge i più importanti palcoscenici calcati dal grande direttore d'orchestra

Tullio Serafin bacia la mano di Maria Callas (Arena di-Verona 1958 Archivio storico Tullio Serafin).

Insignite della Medaglia del Presidente della Repubblica, le Celebrazioni per il 50° della morte di Tullio Serafin stanno toccando i più importanti teatri in Italia e nel mondo, nei quali il Maestro operò durante la sua lunga e brillante carriera

Due appuntamenti verdiani, questa settimana, nell’agenda delle Celebrazioni per il 50° anniversario della scomparsa del grande direttore d’orchestra veneto Tullio Serafin (1878-1968), indette dall’Archivio storico che porta il suo nome e che proprio in questi giorni è stato riconosciuto dalla Soprintendenza “di interesse storico particolarmente importante”.

Il primo evento è fissato per giovedì 29 novembre alle 20 e riporterà le Celebrazioni – dopo la conferenza del 17 maggio scorso – a Firenze, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la dedica al Maestro della prima de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, in cartellone fino al 9 dicembre per la regia di Francesco Micheli, con Enrico Calesso sul podio ed un cast guidato da Ekaterina Bakanova nel ruolo di Violetta e Antonio Poli in quello di Alfredo.

Tullio Serafin (Archivio storico Tullio Serafin).

Il Maggio ricorderà così l’intenso rapporto che Tullio Serafin ebbe con Firenze: fin dal 1903, quando venticinquenne diresse “Adriana Lecouvreur” di Cilea e “Maometto II” di De Lorenzo Fabris. Ritornò a Firenze nel 1933, sempre alla Pergola, con “La Cenerentola” di Rossini e dopo due giorni, il 26 maggio, esordì al Teatro Comunale con “I puritani” di Bellini. Nel 1935 propose la prima esecuzione assoluta di “Orseolo” di Pizzetti, mentre nel 1941 e nel 1942 diresse quelle del “Don Giovanni di Manara” di Alfano e della “Missa pro defunctis” di Guerrini. Dal 1942 al 1958 la sua presenza al Comunale fu quasi costante, portando nel 1950 la prima esecuzione italiana dell’“Olimpia” di Spontini con protagonista Renata Tebaldi e nel 1952 due prime esecuzione nel ‘900: “Armida” di Rossini con la Callas al Comunale e “Tancredi”, sempre di Rossini, alla Pergola. L’ultima apparizione del Maestro a Firenze fu nel 1962 per “La Boheme” di Puccini con Tebaldi e Panerai,  e per un concerto sinfonico vocale, sempre con Renata Tebaldi.

Domenica 2 dicembre le Celebrazioni si sposteranno a Genova, dove alle 19 il Teatro Carlo Felice, nell’aprire la sua stagione, dedicherà a Tullio Serafin la prima di “Aida” di Verdi, opera che il Maestro diresse nella città ligure esattamente 70 anni fa, nel 1948, con protagonisti Stignani, Del Monaco e Siepi. L’edizione del 2 dicembre, nuovo allestimento del Carlo Felice, porta la firma alla regia di Alfonso Antoniozzi, con Andrea Battistoni sul podio. Nel cast, Svetla Vassileva e Maria Teresa Leva (Aida), Judit Kutasi e Alessandra Volpe (Amneris), Marco Berti e Amadi Lagha (Radamès). L’opera resterà in cartellone fino al 16 dicembre.

Andrea Castello.

Il Maestro Serafin diresse per la prima volta al Carlo Felice nel 1914, proponendo “Tristano e Isotta” di Wagner e “Manon” di Massenet. Da ricordare anche il “Tristano e Isotta” che diresse nel 1948 al “Grattacielo” (poiché il teatro era stato danneggiato durante la seconda guerra mondiale), con protagonista Maria Callas, che Serafin aveva conosciuto l’anno prima prima all’Arena di Verona, cogliendone il talento. La sua ultima direzione si ebbe nel 1957, ancora una volta con “Tristano e Isotta”, l’opera che lo aveva visto debuttare in città.

Insignite della Medaglia del Presidente della Repubblica, le Celebrazioni per il 50° della morte di Tullio Serafin stanno toccando i più importanti teatri in Italia e nel mondo, nei quali il Maestro operò durante la sua lunga e brillante carriera. L’Archivio storico Tullio Serafin è curato dall’omonima associazione, con sede a Vicenza, fondata nel 2017 da Federica e Jacopo Conte, pronipoti del Maestro, e da Andrea Castello, che ne è il presidente, Guido Faggion e Valentina Casarotto.

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