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Il miglior cinema d’Africa, Asia e America Latina in festa a Milano

Dal 23 al 31 marzo, a Milano prende il via la 29esima edizione del FESCAAL, con 60 film, di cui 5 anteprime mondiali, 1 europea e 22 italiane

festival cinema africano

Prende il via sabato, a Milano, la 29esima edizione del FESCAAAL (Festival del cinema Africano Asia e America Latina): dal 23 al 31 marzo, grazie alla proposta di ben 60 film, il pubblico italiano potrà meglio conoscere la dinamicità culturale e sociale dei tre continenti, “toccare più da vicino” la realtà di quanto sta accadendo e sentirci così tutti “più vicini”. Dopotutto, è la semplice ma grande magia del cinema!

E che sia un’offerta culturale davvero interessante lo dimostra il fatto che di quei 60 film, 5 sono anteprime mondiali, 1 europea e 22 italiane. La sempre maggiore risonanza del festival a livello internazionale è sottolineata dai ben 700 film proposti all’esame dei direttori artistici Annamaria Gallone e Alessandra Speciale.

La proiezione di ogni lavoro vedrà la presenza in sala di registi, tecnici o giornalisti che introdurranno il film e il tema. Come sempre, la sezione principale dei film in concorso è quella di Finestre sul mondo, che quest’anno vedrà la presenza di diverse opere che riguardano il mondo dell’infanzia e della donna in quelle tre diverse società e culture. Sarà una giuria internazionale ad assegnare il premio “Comune di Milano” al miglior lungometraggio di questa sezione, mentre ad una giuria di giornalisti sarà affidato il compito di scegliere e premiare il Migliore Cortometraggio Africano ed anche il Miglior film del Concorso Extr’A, riservato ai film italiani girati nei tre continenti e con riferimento anche alle attualità italiane.

E sarà proprio, per la prima volta, il film di una regista italiana, ‘Fiore Gemello‘ di Laura Luchetti, ad aprire il festival. I due attori esordienti, l’ivoriano Kallil Koné e Anastasyia Bogach, sono giovani non professionisti. “Kallil Koné era sceso da un barcone proveniente dalla Libia pochi mesi prima che iniziassimo le riprese – racconta Laura Luchetti -. A piedi, dalla Costa d’Avorio era arrivato in Libia e qui si era imbarcato per l’Italia a bordo di uno dei tanti gommoni che spesso non ce la fanno ad arrivare a destinazione. Voleva fare l’attore. Lo guardavo muoversi e recitare durante il provino. È un dono il suo, un talento ruvido, uno sguardo che si porta dietro un orrore che noi non possiamo nemmeno immaginare”.

Non saranno però solo i film a tenere desta l’attenzione del pubblico su Africa, Asia e America Latina: una mostra fotografica, conferenze e dibattiti contribuiranno ad una maggiore attenzione del pubblico italiano per le diverse realtà di quei tre continenti.

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