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I grandi film di fantascienza: gli anni ’70, il decennio d’oro

Una nuova carrellata di storia del cinema, questa volta con protagonisti i film di fantascienza degli anni '70, da "Arancia Meccanica" in poi

di Giuseppe Vatinno

Arancia Meccanica (Flickr.com / Photo Icarus)

Gli anni ’70 del XX secolo segnano un ulteriore (e fisiologico) cambiamento. Se gli anni ’50 sono ricordati come il decennio d’oro del cinema di fantascienza e gli anni ’60 per la maturazione filosofica del genere, il decennio successivo è un periodo che potremmo definire di passaggio, ma non per questo meno interessante.

Il cinema, si sa, è un fedele specchio che riflette la società, i suoi turbamenti, i suoi cambiamenti, il suo evolvere, l’affermarsi di nuovi valori e la scomparsa di vecchi.

Gli anni ’70 sono fisiologicamente interlocutori perché dopo l’esplosione post bellica di vitalità dei due decenni precedenti ora arriva il momento della riflessione, della meditazione, del consolidamento valoriale, della registrazione del cambiamento coscienziale e di una crisi intimistica di riflusso.

Del 1971 è infatti Arancia Meccanica, capolavoro di un registra eclettico ed imprevedibile, Stanley Kubrick che dopo il successo di 2001: Odissea nello Spazio si cimenta di nuovo con la fantascienza, anche se di un genere completamente diverso.

Arancia Meccanica, dal libro di Anthony Burgess, è la traduzione del titolo originale Clockwork Orange che deriva dal termine slang sud londinese, As queer as a clockwork orange, a significare “strano come una arancia a orologeria” e si riferisce al protagonista della vicenda un ragazzo che solo apparentemente conduce una vita normale, da bravo cittadino inquadrato nelle istituzioni, ma che in realtà, sotto l’apparenza, è un delinquente Alex DeLarge che insieme a tre suoi amici -Pete, Georgie e Dim- , i drughi, è dedito all’amata “iperviolenza” che si manifesta in stupri, furti, pestaggi. Comportamento favorito da una bevanda di cui i drughi fanno un grande uso, il latte+, che è latte addizionato di mescalina, consumato all’amato Korova Milk Bar.

L’analogia con un frutto normale, appunto l’arancia, e il suo complesso (e imprevedibile) meccanismo interno è evidente.

Nei manifesti pubblicitari c’era scritto:

«Being the adventures of a young man whose principal interests are rape, ultra-violence and Beethoven.»

Ma veniamo alla trama del film.

Una notte i drughi si ritrovano in un quartiere periferico di Londra ed adocchiano una villetta isolata dove si trova lo scrittore Frank Alexander e la giovane moglie. I quattro entrano con l’inganno, (“visita a sorpresa”) malmenano l’uomo e stuprano la moglie.

Successivamente la banda decide di rapinare una clinica per dimagrire gestita da un’anziana circondata di gatti. Alex colpisce la donna con una scultura a forma di grosso fallo e la uccide.

Nel frattempo arriva la polizia chiamata in precedenza dalla proprietaria e i compagni tradiscono Alex colpendolo con una bottiglia di latte+ e lasciandola a terra.

La polizia arresta il ragazzo che viene condannato a 14 anni per l’omicidio.

Alex è a suo modo una persona di grande cultura e ama la musica classica particolarmente Beethoven.

In carcere, dopo un paio di anni, scopre la possibilità di partecipare al “programma Ludovico” che consiste nell’osservare, con le palpebre degli occhi tenute artificialmente aperte, scene di violenza associandole a un farmaco che provoca nausea.

Con questo condizionamento ogni volta che Alex tenterà di utilizzare la violenza sentirà una forte nausea che gli impedirà di esercitarla.

Uscito dal carcere si incontra con gli ex amici drughi che sono diventati poliziotti e lo picchiano selvaggiamente. Alex si rifugia in una casa in cui scoprirà essere proprio quella del vecchio scrittore di cui aveva stuprato e ucciso la moglie e reso lui inabile.

A questo punto lo scrittore che è un oppositore del governo, lo riconosce e si vendica legandolo e facendogli ascoltare forzatamente la nona sinfonia di Beethoven provocandogli grande nausea. Per salvarsi Alex si getta dalla finestra e finisce in ospedale in coma.

Ripresosi viene disintossicato.

Intanto la stampa è venuta a conoscenza dei metodi del governo e scoppia uno scandalo. Il ministro degli Interni va a trovarlo in carcere e deve venire a patti con lui che gli chiede di diventare capo della polizia per potere esercitare la violenza in modo legale. Alla fine si vede Alex e il politico stringersi la mano. Ora Alex può tornare alla sua vecchia vita ma senza più la paura della legge.

Il film produsse in seguito imitazioni reali di aggressioni e stupri e il regista decise di toglierlo dalla proiezione in Gran Bretagna. Anche lo scrittore Burgess si espresse pubblicamente contro gli episodi di violenza che si ebbero e modificò la sua visione dell’arte da neutra ad agente attiva nella società, citando i casi della violenza nella commedia scespiriana Tito Andronico e nella Bibbia.

Sempre del 1971 è Ufo –  allarme rosso… attacco alla Terra! per la regia di Gerry Anderson e David Tomblin. In realtà, il film è una collezione di tre episodi della fortunata serie televisiva Ufo, che aveva il grande pregio di poter essere vista finalmente a colori, visto che in Italia c’era ancora solo il bianco e nero.

Le vicende sono tutte incentrate nel tentativo da parte degli alieni di distruggere la base terrestre della SHADO, comandata da Ed Straker (Ed Bishop) e anche di quella lunare.

In questo lungometraggio gli alieni dimostrano di possedere poteri particolari come la capacità di fermare il tempo pur di raggiungere i loro obiettivi e controllare telepaticamente le persone, come avviene dopo una seduta spiritica.

Si noti che Gerry Anderson che firma regia, soggetto e sceneggiatura è anche il produttore esecutivo e che poi sarà, insieme alla moglie Sylvia, il produttore della fortunata serie TV Spazio 1999.

Prima aveva prodotto nel 1964, sempre insieme alla moglie Sylvia, la serie televisiva Thunderbirds, con sofisticate marionette elettroniche animate.

Seguirono poi altri due lungometraggi, Ufo distruggete Base Luna (1971) e Ufo…annientate SHADO, uccidete Straker…stop (1972).

Veniamo ora ad un grande regista americano versato forse più nel genere horror, John Carpenter, ma che nel 1974 firma un interessante film di fantascienza “pura” dal titolo Dark Star. Ricordiamo di lui anche Essi vivono (1978) e Il signore del Male (1987).

La Dark Star è una astronave che ha un compito molto particolare: distruggere pianeti e stelle instabili. L’equipaggio è molto strano; essi hanno a bordo un animaletto alieno di cui si prendono molto cura e parlano di tutto: dal campionato di baseball al tema filosofico della morte e come sport praticano una singolare forma id surf a gravità ridotta.

Tutto va bene fino a che un ordigno chiamato bomba 20 incomincia a parlare e dice di avere un fine coscienziale: farsi esplodere. L’unico modo che hanno i membri dell’equipaggio di impedire questo letale atto è quello di dialogare con lei. Si assistono quindi a surreali discorsi tra un tenente e la bomba. Il militare tenta naturalmente di convincerla a non esplodere ma alla fine ella si fa esplodere declamando: «In principio era il buio e io venni dopo il buio. E luce sia!»

Il film risente di 2001: Odissea nello Spazio per quanto riguarda la tematica della metafisica della Intelligenza Artificiale e sicuramente c’è un parallelismo tra HAL il computer del film di Kubrick e bomba 20 del film di Carpenter.

Un film cult del decennio può sicuramente essere considerato per i cinefili Zardoz (1974), diretto da John Boorman. Sean Connery è Zed, il protagonista della vicenda che si svolge nell’anno 2293.

La Terra è solcata da orde di Sterminatori, di cui fa parte anche Zed, che devono catturare e uccidere gli umani in nome di una enigmatica divinità che si chiama Zardoz e si materializza loro in forma di gigantesca testa volante che incita a sterminare con dei fucili che lei stessa fornisce loro.

La divinità si fa consegnare gli alimenti che gli schiavi controllati dagli Sterminatori coltivano. Zed, un giorno, si nasconde nel carico di grano caricato sull’ordigno volante e grazie a una pistola uccide l’uomo, Arthur Frayn, che si trova alla guida e così atterra nel Vortex, un paradiso separato dal mondo esterno e governato dal Tabernacolo. Il Vortex è abitato dagli Immortali, cioè dei privilegiati eternamente giovani che vivono a scapito degli schiavi esterni. La sociologia del Vortex prevede diverse classi sociali tra gli stessi Immortali. Infatti, oltre gli Adattati, ci sono gli Apatici che vivono in una eterna noia e i Rinnegati che vengono invecchiati per punizione. Tra gli Immortali due donne si occupano del “Bruto”, alias Zed, e ne studiano la sessualità mentre si presenta a lui un Apatico, Amico, che lo sfrutta come cameriere.

Interrogato si scopre che Zardoz finge ignoranza ma ha letto molti libri e ha scoperto che il nome di Zardoz è la contrazione di wiZARD of OZ, cioè Il Mago di Oz, nota favola anglosassone. Quindi i Bruti hanno inviato Zed a fare vendetta.

Dietro a questo c’è proprio Frayn che ha ordito tutto per liberare la comunità dalla immortalità.

Le donne Immortali vengono fecondate da Zed, perché nel Vortex non c’è più violenza e sesso.

Ma il finto bruto riesce a distruggere il Tabernacolo e alla fine si allontanerà con la sua compagna fecondata mentre i Distruttori uccidono gli Immortali che anzi supplicano di essere sterminati.

Film sociologico che rientra nel clima anti – tecnologico ed apocalittico di una epoca che sta rifluendo sulla natura dopo l’ubriacatura tecnologica della conquista della Luna, è comunque un capolavoro che fa riflettere filosoficamente.

L’uomo che cadde sulla Terra (1976) di Nicolas Roeg, è un film tratto dall’omonimo romanzo di Walter Tevis e che si avvale di una eccezionale interpretazione del cantante e attore inglese David Bowie.

La vicenda è quella di un alieno, Thomas Jerome Newton, che è dovuto atterrare sulla Terra è che grazie alle sue incredibili conoscenze scientifiche e tecnologiche registra una gran numero di brevetti che lo rendono in breve tempo ricchissimo. Ma il suo potere attira l’attenzione dei concorrenti e della Cia,

Nel frattempo Newton, tramite la sua industria, la World Enterprises, costruisce una astronave per tornare al suo pianeta, ma prima della partenza la Cia lo rapisce e lo segrega in una camera di Hotel dove lo interroga brutalmente provocandogli dei danni fisici.

La vicenda si intreccia con una storia sentimentale con una donna, Mary-Lou.

Uno dei poteri di Newton è che il tempo per lui non passa e così alla fine del film rincontra, dopo essere riuscito a fuggire, la sua ormai ex donna e un amico. È ancora molto ricco ma alcolizzato e ha rinunciato a tornare nel suo pianeta di origine.

Un accenno a Guerre Stellari (1977), scritto e diretto da George Lucas, che fu il primo di una lunga serie che tutt’ora continua.

La storia è troppo nota per riportarla in particolare. Le vicende raccontano le avventure di Luke Skywalker e del suo maestro Obi-Wan Kenobi e della principessa Leila. Fiaba tecnologica ambientata nell’Impero Galattico ha coinvolto generazioni di spettatori, ma forse non può considerata a pieno titolo nel genere fantascientifico, quanto più nel fantasy.

Il decennio si chiude con Alien (1979), diretto da Ridley Scott.

Il film ha avuto numerosi sequel e un pre – sequel.

Nell’anno 2122 l’astronave da trasporto Nostromo sta tornando sulla terra dopo aver caricato dei minerali dal pianeta Thedus con sette membri di equipaggio, cinque uomini e due donne in stato letargico.

Improvvisamente MOTHER, il computer di bordo, riceve un Sos da un pianeta sconosciuto e così, per procedura, deve svegliare gli astronauti che atterrano sul corpo celeste dove trovano il relitto di una astronave aliena e il corpo di un extraterrestre fossilizzato e che presenta una vasta ferita. Nel frattempo ci si accorge che il messaggio non è una richiesta di aiuto, ma un’allerta. L’equipaggio torna velocemente all’astronave madre ma nel frattempo un membro del gruppo viene attaccato da un parassita alieno fuoriuscita da un uovo che stava sul relitto.

Inizialmente il contaminato viene messo in quarantena ma poi viene fatto salire in astronave. La storia successiva è il racconto della lotta tra la donna tenente Ellen Ripley, unica sopravvissuta, e il parassita alieno che alla fine distrugge bruciandolo con l’attivazione dei motori di una scialuppa di salvataggio.

Altri film interessanti del periodo che per motivi di spazio non possono essere trattati singolarmente:

2000: la fine dell’uomo (1970); L’altra faccia del pianeta delle scimmie (1970);Colossus: the ForbinProject (1970);Amore extraterrestre (1970);Atom, il mostro della galassia (1970); 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra (1971); Fuga dal pianeta delle scimmie (1971);Mattatoio 5 (1972);L’invenzione di Morel (1974);;La fuga di Logan (1976);Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977);Terrore dallo spazio profondo (1978);Stalker (1979);Sette uomini d’oro nello spazio (1979);I viaggiatori della sera (1979);Occhi dalle stelle (1978)

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