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Lady Gaga alla prima italiana di House of Gucci: “La vostra cultura è la migliore”

Nel film di Ridley Scott, che uscirà in Italia il 16 dicembre, l'artista è Patrizia Reggiani, ex moglie di Gucci, condannata come mandante del suo omicidio

American singer, songwriter and actress, Lady Gaga, on the red carpet of the premiere of movie 'House of Gucci', in Milan, Italy, 13 November 2021 - ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

In “House of Gucci”, girato tra Milano, Como e Roma e nelle sale italiane dal 16 dicembre (negli Stati Uniti uscirà il 24 novembre), Lady Gaga si è immersa fino ai capelli. Ha studiato i dettagli, si è documentata per farsi una sua idea della ‘vedova nera’, come fu ribattezzata dai media la Reggiani, fino a recitare con accento nostrano. Si vede che le piace. Ogni tanto lascia l’inglese e butta lì un “Buongiorno”, “grazie mille” e qualche altra parola in italiano.

“È una forte emozione essere in Italia – esordisce – Mi sembra di essere sul punto di mettermi a piangere vedendo tutti qui” e in effetti a un certo punto la commozione è tale che le brillano davvero gli occhi e deve recuperare un fazzoletto. Accade quando nomina la sua famiglia: “Quando parlo di questo film con loro, mio padre continua a piangere. E non posso non pensare alle lacrime nei suoi occhi. Essere riconosciuta per qualcosa che è così profondo…”.

“È stato meraviglioso fare un’esperienza delle origini della mia famiglia – aggiunge – Grazie all’Italia per averci abbracciato e consentito di raccontare questa storia”. Che in parte le ricorda una trama conosciuta.

“Mio padre viene dalla Sicilia, per me era importante avere approccio giornalistico e indagare su chi erano i Gucci, non conoscevo la storia di Guccio, delle radici dell’azienda costruita con il duro lavoro in Toscana. Mi ricorda in qualche modo la mia famiglia, certo noi non abbiamo costruito un impero, ma mio padre era un calzolaio. Il motivo per cui mi sento onorata è perché penso a mio nonno Giuseppe Germanotta, che non è più tra noi, ma mi sta guardando ed è fiero di me” ha aggiunto parlando anche della mamma e della nonna, a cui si rifaceva per gli abiti in scena.

“Mia madre e mia nonna si sono ispirate al glamour italiano, si vestivano così”, come la Reggiani.

Un consistente book fotografico ha fatto il resto. “Non volevamo cambiare il suo stile – spiega l’artista – e abbiamo cercato di trovare i riferimenti guardando le foto del tempo, le acconciature, il trucco. Analizzando tantissime fotografie in ordine cronologico che mostravano anche i segni dell’età, perché copriamo 30 anni della sua vita”.

Per lei è stato un impegno “spirituale e complesso”, perché interpreta un’assassina, perseguito “con riverenza per l’Italia e gli italiani, cercando di avere l’accento giusto fornendo un aspetto di umanità” per una storia drammatica in genere letta sempre basandosi su sentimenti di avidità.

Lady Gaga – EPA/VICKIE FLORES

Per Lady Gaga quella dei Gucci è molto altro: non si tratta esclusivamente di soldi e avidità, ma d’amore. Alla Reggiani “ho trovato un modo di volerle bene – spiega – perché era una giovane ragazza di Vignola che sognava in grande. Lei voleva qualcosa di meglio per sè, ha subito un trauma molto forte, credo sia rimasta prigioniera di un sistema guidato dagli uomini”.

E il discorso si allarga a tutte le donne alle quali Lady Gaga vuole lanciare “un messaggio: se ritenete di non contare, tenete duro. E se sopravvivete cercate di restare integre. Lei, Patrizia, ha commesso un errore enorme e credo ancora oggi viva con un grande rimpianto. A modo mio ho cercato di trovare ‘compassione’ per tutti i Gucci”.

La poliedrica regina del pop, che ha studiato recitazione e pianoforte fin da giovanissima, dopo la statuetta vinta per ‘A star is Born’, non nasconde di ambire a fare il bis: “vincere un altro Oscar o avere anche solo la nomination sarebbe un grande onore”.

L’ultimo pensiero prima di salutare i giornalisti è ancora una volta per il nostro paese: “Ho vissuto in Italia per un periodo, è uno dei luoghi più belli del mondo. Non ho mai frequentato una cultura così piena di gioia, passione, colore e amore in ogni momento, l’ho sentito ovunque, per strada, in hotel, sul set”. (Agi)

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