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Il fascino del vino anche a distanza: incontro virtuale con la famiglia Bonzano

Il webinar dell' azienda vinicola piemontese della famiglia Bonzano ha presentato il loro vino del Monferrato dando speranza al tempo del coronavirus

Alcuni esponenti della famiglia Bonzano: da sin. Elisa, Simonetta, Stefano e Francesca

In Italia stiamo finalmente per entrare nella “fase 2” del lockdown.
Durante le settimane precedenti il web è stato preso d’assalto ma sono nate nuove occasioni di condivisione e intrattenimento online che rompono questa barriera e uniscono virtualmente le persone, ancora meglio se di fronte a una buona bottiglia di vino.

Esempio di come il vino non ha perso la sua dote conviviale è stato il webinar organizzato dalla famiglia Bonzano giovedì 30 aprile, quando la nuova realtà vinicola piemontese ha presentato alla stampa nazionale ed internazionale il loro vino cavallo di battaglia, “Hosteria” 2018.

Nato dall’unione di Pinot Nero e Barbera, “Hosteria” è un vino conviviale dall’eleganza semplice che sottolinea con il suo packaging pop lo stile moderno dell’interpretazione dei vini del Monferrato, già capitale vinicola italiana a fine ’800 e territorio che stiamo riscoprendo grazie anche all’impegno di famiglie come la loro che investono sul territorio monferrino.

Il comune denominatore che sposa entrambi i vitigni in perfetta armonia è la mineralità dei terreni, che si esprime al meglio in questo blend.
Unione insolita delle due uve, spiega Donato Lanati enologo di fama internazionale che ha sposato il progetto vinicolo dei Bonzano, che è frutto di attenti studi sul terreno e sui grappoli di ogni annata prodotta dal 2016, anno della prima vinificazione dell’azienda.

Monferrato, tenuta Mandoletta

Schiacciata spesso da altre denominazioni più conosciute la realtà del Monferrato ha grandi distese di terreni agricoli perfetti per la coltura della vite, dove sapienti contadini ancora oggi consigliano alle nuove aziende vinicole che nascono sul territorio i terreni dove produrre il miglior vino.
E’ così che la tradizione di un territorio, unita alla scienza che conduce ricerche sul terreno e sulle tecniche di vinificazione, contribuiscono allo splendore del Monferrato nel panorama vitivinicolo nazionale.

Come anche per altre aziende appena nate, le difficoltà in questo momento storico sono grandi ma è difronte a scommesse come questa lanciate dalle annate ai nostri produttori che è necessario continuare a promuovere il proprio lavoro insieme al proprio territorio, con tenacia e spirito d’iniziativa.

Il rustico della tenuta Mandoletta, Moferrato

Infatti, obiettivo dell’azienda è valorizzare il territorio monferrino con i suoi terreni argillosi e calcarei portando avanti un progetto divenuto ormai un patto generazionale.
Una realtà che guarda già al futuro e che punta a diventare un riferimento nel panorama dei vini piemontesi.

La vite è una pianta che assorbe tutta la cura che le viene fornita, il territorio e lambiente.
Con la conduzione dell
uomo nell’andamento stagionale può arrivare a produrre vere eccellenze. Sono le stagioni, infatti, che conducono il lavoro nei vigneti e in cantina, non il contrario.

Tenuta Mandoletta, le vigne in autunno

Ogni annata è diversa, una più dell’altra porta con se difficoltà, gioie e scommesse.
L’annata 2020 ci ha colto di sorpresa ed ha lanciato una grande sfida all’Italia, ma come ha detto anche l’enologo Donato Lanati nel webinar di giovedì “ogni vendemmia è una possibilità nuova di vivere”. Allora prendiamo queste parole come un augurio.

Le aziende che produrranno il vino dell’annata 2020 contribuiranno a celebrare una nuova era. Le bottiglie nate da questa vendemmia saranno ancora più pregiate perché mai come nel vino di quest’annata vi è racchiusa dentro una storia, che non è più solo di un territorio ma è la storia dell’Italia intera.

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