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I ristoranti di New York potrebbero chiudere a causa dell’aumento di casi Covid-19

Se il tasso di ricoveri non si stabilizzerà, Cuomo darà ai ristoranti l'unica opzione del take out e dell'outdoor dining. La reazione del ristoratore Rosario Procino

Chinatown, August, 2020 (Photo Terry W. Sanders)

Mentre il governatore annuncia la possibile chiusura delle sale interne dei ristoranti, Bill De Blasio ed il suo team stanno lavorando ora per creare un nuovo piano di contenimento del virus.

Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che tutte le attività di ristorazione potrebbero chiudere se il numero di ospedalizzazioni non diminuirà entro lunedì prossimo. I locali che lavorano con una capacità interna del 25%, potranno limitarsi solo alle attività di take out ed outdoor dining, mentre quelli che ora hanno una capacità del 50%, dovranno diminuirla al 25%.

L’avvertimento arriva a causa dell’elevato numero di contagi: oltre 9.170 i nuovi casi (4.79%) e oltre 4.600 pazienti ricoverati in ospedale, mentre i decessi hanno superato i 34.000 nello stato dall’inizio della pandemia. 

“Se entro cinque giorni non assistiamo ad una stabilizzazione del tasso di ospedalizzazione, abbiamo intenzione di limitare i ristoranti a servire i clienti all’aperto”, ha dichiarato il governatore Cuomo. “I newyorkesi possono abbassare la curva perché tutto dipende dal loro comportamento”.

“Ormai sono due settimane che ci si susseguono dichiarazioni simili. Sembra che Cuomo non aspetti altro”. Ha reagito così, interpellato dalla Voce, Rosario Procino, ristoratore ed imprenditore napoletano, newyorkese di adozione e proprietario della nota pizzeria al West Village Ribalta.

Rosario Procino con il suo socio e chef Pasquale Cozzolino, proprietari di Ribalta

“Io penso che la situazione è molto diversa da Marzo. A parità di contagi, il numero di ricoveri e decessi è di gran lunga inferiore. A questo punto, col vaccino alle porte, bisogna trovare il giusto equilibrio e compromesso che limiti i contagi ma che permetta anche alle attività commerciali (e migliaia di lavoratori) di continuare a sopravvivere”, ha continuato Procino, che poi ha aggiunto: “Sia chiaro, se il governo è pronto a dare supporto alle attività come fatto nella scorsa primavera, che ci chiudano anche. Ma chiudere le attività senza aiuti, avranno sulla coscienza tanti piccoli imprenditori e operatori del settore. Tra l’altro nei ristoranti c’è controllo, con la paura di multe e il rischio di perdere le licenze, è nostra cautela assicurarsi che social distances e altre procedure vengano implementate e rispettate. Se la gente non può andare a ristornate, farà party a casa” ha avvertito Procino “e chi controlla nelle case private?”.

L’“ultimatum” è stato presentato con anticipo, in modo tale da dare tempo ai ristoranti per prepararsi all’eventuale cambiamento. La decisione del governatore è influenzata anche dalle misure di sicurezza rilasciate dal CDC, che classifica “ad alto rischio” l’attività di ristorazione al chiuso. Ci si aspetta un netto aumento di ricoveri, contagi e decessi a partire da gennaio, dopo le feste del Ringraziamento e del Natale

Il sindaco Bill De Blasio, che ha annunciato la settimana scorsa che non implementerà più un completo lockdown del sistema scolastico, è in contatto con l’amministrazione Cuomo, ed insieme stanno cercando di elaborare un nuovo piano per capire se, e quando, chiudere le attività non-essenziali. Secondo le regole precedenti, ogni non-essential business avrebbe dovuto chiudere se la città avesse registrato una percentuale di contagi del 3% per 10 giorni consecutivi. Nonostante questa situazione si sia verificata, i business non hanno chiuso, o almeno non ovunque. Come ha annunciato De Blasio lunedì in conferenza stampa, i prossimi giorni saranno decisivi per capire quale percorso intraprendere, mentre i contagi continuano a salire. Il sindaco ha infatti ricordato che NYC non dovrebbe registrare oltre i 500 contagi giornalieri, ma se ne contano quasi 2.800.

Dei commensali a New York City indossano mascherine dentro ad un ristorante. Foto: Terry Sanders

Nel frattempo, gli occhi sono tutti puntati sugli ospedali, che hanno ricevuto dal governatore l’ordine di aumentare i loro posti letto del 25% per prepararsi all’ondata di pazienti Covid. “Non possiamo soffocare i nostri ospedali”, ha detto Cuomo. “Non possiamo essere come l’Italia”.

Questa strategia di gestione del sistema ospedaliero è definita come “flex”, (flessibile), poiché consente alle strutture di aumentare il numero di posti letto disponibili annullando gli interventi chirurgici elettivi e spostando alcuni pazienti. Il piano è stato attuato per la prima volta in primavera e Cuomo ha comunicato che con la seconda ondata sta ricominciando.

Inoltre, se la capacità ospedaliera di una regione raggiungerà il 90% entro tre settimane, l’intera regione sarà “chiusa”. “Gestiremo il sistema ospedaliero nel miglior modo possibile, ma se lo travolgiamo, non avremo altra scelta che chiudere”, ha spiegato Cuomo. “Non ci sono opzioni, non è discrezionale… non è possibile sopraffare il sistema ospedaliero… o le persone moriranno inutilmente”.

In fila a Manhattan in attesa del test per il covid-19 (Foto d Terry W. Sanders)

New York sta facendo tutto il possibile per fermare questa seconda ondata della pandemia, ma da settimane i numeri continuano ad aumentare costantemente, e non danno segno di diminuire, specialmente se si aggiunge all’equazione l’incognita delle festività, che non mostrerà i danni arrecati fino alle prime settimane di gennaio. 

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