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L’Italia resta senza il suo Vinitaly anche quest’anno, 54° Edizione rimandata al 2022

A causa della pandemia anche nel 2021 Italia senza la fiera Vinitaly, che però farà tappa in Russia, Asia e Brasile nei prossimi mesi

54° Edizione del Vinitaly spostata al 2022 (immagini del Vinitaly 2019)

L’emergenza pandemica sembra ancora ben lontana dal termine, ce lo dimostrano anche le grandi difficoltà riscontrate dall’Italia e dall’Europa nella vaccinazione della popolazione e le conseguenze che da questo derivano. Decisione quindi assolutamente comprensibile per non dire obbligata quella di Veronafiere nel rimandare al prossimo anno l’edizione n°54 del Vinitaly.

L’Italia resta di nuovo senza il suo Vinitaly, la più grande fiera italiana dedicata al vino e una delle maggiori fiere di settore in Europa e nel mondo.
Ebbene sì, la 54° edizione del Vinitaly è stata nuovamente rinviata al prossimo anno, con appuntamento dal 10 al 13 aprile 2022. Sembra incredibile dover rimandare ancora i piani di un altro anno, ma così è.

Il Vinitaly è il salone dedicato al vino italiano ed internazionale che si tiene ogni anno a Verona, nell’enorme sede di Veronafiere, sin dal 1967 ed è il luogo di ritrovo annuale di tutti gli appassionati del mondo del vino e degli operatori del settore. Un luogo simbolo dell’enologia, dove si stringono affari, si conoscono persone e nuove eccellenze, ci si diverte da soli o in compagnia. Sembra di parlare di un tempo che fu, non è vero?

Durante l’ultima edizione del Vinitaly nel 2019

Sulla stessa linea del Vinitaly anche il Prowein di Dusseldorf, il salone più importante d’Europa e del mondo dedicato al settore del vino, che si tiene con cadenza annuale e che quest’anno doveva svolgersi dal 19 al 23 marzo 2021: “Non abbiamo preso questa decisione alla leggera, abbiamo soppesato con molta attenzione gli argomenti a favore e contro una fiera in questi tempi di pandemia, in stretta e approfondita consultazione con i nostri partner ed espositori. Il fattore decisivo per noi è stato l’interesse degli espositori e dei visitatori”, ha spiegato Erhard Wienkamp, amministratore delegato della Messe Düsseldorf GmbH, che ha preso la dolorosa decisione di rimandare la manifestazione ancora di un anno per motivi di sicurezza.

Così, anche per il Vinitaly, stesse sorti e stessa coscienza. Nel comunicato stampa del 16 marzo, il presidente di Veronafiere SpA Maurizio Danese ha detto: “Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero ed il protrarsi dei divieti del Governo ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54a edizione della rassegna nel 2022. Si tratta di una scelta di responsabilità, ancorché dolorosa; un ulteriore arresto forzato che priva il vino italiano della sua manifestazione di riferimento per la promozione nazionale e internazionale. In attesa che lo scenario ritorni favorevole. Vinitaly continua a lavorare congiuntamente con tutti i protagonisti anche istituzionali del settore, a partire dal ministero delle Politiche agricole e Ice-Agenzia oltre a tutte le associazioni e le categorie, per continuare a supportare la competitività del vino made in Italy sia sul mercato interno che sui Paesi già proiettati alla ripresa, Usa, Cina e Russia in primis”.

Degustazione di vino durante il Vinitaly del 2019

Proseguirà infatti (paradossalmente?) il Vinitaly all’estero, sui mercati internazionali. La fiera si sposterà a partire dalla Russia con tappe a Mosca e San Pietroburgo, in programma dal 23 al 25 marzo, per poi proseguire in Asia dal 3 al 6 aprile con il Vinitaly Chengdu e a giugno Wine to Asia, fino ad arrivare in Cina a settembre e in Brasile nello stesso mese per la Wine South America.

Durante il Vinitaly si stringono affari tra aziende produttrici ed operatori di settore

“Lo spostamento del Vinitaly è un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del prodotto agroalimentare Made in Italy più esportato nel mondo dove, nonostante la pandemia, il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020” afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che sottolinea l’importanza del programma dei prossimi mesi nel promuovere l’evento e tutto il settore del vino italiano anche all’estero nei Paesi in cui sarà permesso, principalmente fuori dall’Europa.

L’emergenza pandemica sembra ancora ben lontana dal volgere al termine, ce lo dimostrano anche le grandi difficoltà riscontrate dall’Italia e dall’Europa nel vaccinare la popolazione e le conseguenze di questi ritardi. Decisione quindi assolutamente comprensibile per non dire obbligata quella di Veronafiere nel rimandare al prossimo anno l’edizione n°54 del Vinitaly anche se contribuisce ad alimentare ancora quel famoso senso di incertezza che conosciamo ormai bene e speravamo tutti diminuisse con l’arrivo del nuovo anno.

Degustazione di vino durante l’ultima edizione del Vinitaly due anni fa a Verona

Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi (Associazione Enologi Enotecnici Italiani) ed enologo di diverse e grandi case produttrici vinicole italiane, ha detto: “La decisione assunta da Veronafiere di posticipare al 2022 la 54a edizione di Vinitaly va nella direzione suggerita dalla filiera del vino, ma soprattutto tiene conto del perdurare di una situazione di grave difficoltà generata dall’emergenza pandemica, che non ha ancora trovato una risposta risolutiva nella vaccinazione. Una scelta di responsabilità che condividiamo ampiamente. È necessario da parte del mondo del vino farsi trovare pronto al giorno della ripartenza dei mercati ma ancora più importante sarà il sostegno che il governo italiano e l’Europa sapranno mettere in campo a favore dell’intero agroalimentare che, dopo oltre un anno di pandemia, sta accusando il peso della crisi al pari degli altri settori dell’economia nazionale”.

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