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Teorie e pratiche sulla ripartenza del turismo enologico in Italia dopo il Covid-19

“Turismo del vino in Italia: storia, normativa e buone pratiche”: il libro di Donatella Cinelli Colombini e del Senatore Dario Stefàno

Calici di Stelle 2020 nella cantina di Donnafugata in Sicilia, (Foto Fabio Gambina)

Il saggio si presenta come un misto di teoria e concretezza per coinvolgere le cantine ed i luoghi del vino all’interno di un discorso sulla storia e sulle normative del turismo enoico in Italia ma anche sulla sua progettualità futura in chiave europea

In Italia torna finalmente il sole a scaldare le giornate primaverili e presto, quando le strette del nuovo Governo si allenteranno prima dell’estate, le persone torneranno ad uscire in compagnia tra escursioni all’aria aperta e pic nic in campagna.

Le meraviglie paesaggistiche in Italia ospitano splendide realtà ricettive ma anche attività e produzioni che mettono a disposizione i loro spazi all’aperto e contribuiscono alla crescita del sistema economico-produttivo italiano.

Torna quindi ad alimentare il turismo l’energia di realtà come le cantine vitivinicole dove la proposta enogastronomica diventa sempre di più una leva strategica anche per lo sviluppo della viticoltura italiana e le location vitivinicole più ricercate diventano destinazioni di ritrovo in sicurezza anche durante i tempi di pandemia.

Sono nate diverse discussioni e riflessioni sul tema del turismo in Italia che hanno portato in molti ad interrogarsi su settori specifici tra cui il turismo enologico italiano. 

Copertina del libro di Donatella Cinelli Colombini e del Senatore Dario Stefàno

A questo proposito, è stato presentato di recente il libro del Senatore Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini, la fondatrice del Movimento Turismo del Vino e ideatrice delle giornate di Cantine Aperte, che si intitola Turismo del vino in Italia: storia, normativa e buone pratiche e ripercorre un excursus della storia del turismo vitivinicolo italiano, dalle sue normative ai progetti futuri di sviluppo a livello europeo.

“Puntare sul turismo del vino come locomotore della ripartenza turistica significa dare concreta applicazione agli obiettivi europei Next Generation-Recovery. L’enoturismo infatti richiede, soprattutto in questo momento, un ampio uso della tecnologia digitale e di conseguenza richiede un netto miglioramento della connettività nelle campagne. Le prospettive sono di un turismo sempre più lento, diffuso e destagionalizzato, in grado di offrire ai giovani un futuro di vita e di lavoro in campagna ma anche di avvicinare chi produce agroalimentare a chi lo consuma, anche in termini di shopping, accrescendo la cultura alimentare e incentivando scelte nutrizionali più sane e rispettose dell’ambiente” racconta Donatella Cinelli Colombini su settori come il turismo enogastronomico in Italia.

Il libro si presenta come un misto di teoria e concretezza che cerca di coinvolgere le cantine ed i luoghi del vino d’eccellenza in Italia all’interno di un discorso che verte non solo sulla storia e sulle normative del turismo enogastronomico italiano ma anche sulla progettualità futura in chiave europea, ad esempio su come legare il tema della ripartenza post Covid con i progetti di Green deal, Farm2Fork e Next Generation grazie al turismo e all’utilizzo del vino e del settore agroalimentare come motore strategico.

Infatti, nell’ultimo anno il Covid ha fatto sì che gli italiani si riavvicinassero all’Italia e lei ha mostrato loro di poterli accogliere e che c’è ancora tanto da scoprire. 

Adesso è bene sottolineare l’importanza e il valore del turismo enologico ed enogastronomico che si alimentano direttamente nei luoghi di produzione dove cresce anche il valore di un’esperienza tradizionale a tutto tondo.

I grappoli di Grillo nelle vigne di Marco de Bartoli, Sicilia 2020

“Il vino ed in generale l’agroalimentare d’eccellenza sono i locomotori della ripartenza turistica. Per questo un manuale sul turismo del vino in Italia, dove si insegnano i principi e la pratica della wine hospitality, è importantissimo e permette di trasformare le 25/30.000 cantine italiane aperte al pubblico in propulsori di sviluppo. Esso può diventare il primo mattone di un’enorme costruzione che nell’auspicio di tutti, userà il vino e le eccellenze agroalimentari per una rinascita più veloce, sostenibile e duratura del nostro Paese” ha detto Senatore Dario Stefàno sottolineando il ruolo primario delle realtà del settore agroalimentare nell’avvicinare i visitatori da tutto il mondo e dall’Italia.

Cibo e vino allora si confermano di nuovo il motore del turismo in Italia sia per chi in Italia ci vive ma anche per il turismo internazionale che ricerca sempre nuove esperienze inimitabili e di assoluta tipicità nazionale.

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