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I vini campioni del mondo dei Fratelli Berlucchi sono all’asta e comprarli aiuta la Croce rossa

Sono bottiglie da collezione che hanno vinto la Champagne & Sparkling Wine World Championships. Il ricavato andrà alla CRI per l’emergenza Covid

La cantina dei fratelli Berlucchi

Tra queste righe c’è un intreccio di storia, nobiltà, amore per il territorio, concretezza ed operosità. Una storica azienda agricola della Franciacorta mette all’asta le trenta bottiglie più preziose della sua cantina. Lo fa in supporto alla Croce Rossa Italiana e all’emergenza pandemia, non ancora del tutto conclusa. Parliamo dell’azienda Fratelli Berlucchi, con sede a Borgonato (BS).

E facciamo un passo indietro, agli anni ottanta del XIX secolo. Il Conte Ignazio de Terzi Lana aveva una figlia di 17 anni, Giustina, che si innamorò di un giovanissimo Francesco Berlucchi. Un’unione forte e talmente approvata dal nobile che fu proprio al giovane Berlucchi che il Conte affidò la direzione della tenuta di Borgonato per seguire Cavour e darsi alla politica. La coppia ebbe due figli. Uno di questi, Antonio, con la moglie Antonia, fondò l’azienda.

Matteo Berlucchi

Saranno poi i cinque figli che nel 1967 la porteranno ad essere registrata come prima Doc di Franciacorta. Parliamo di settanta ettari di vigneti, oggi curati dalla terza generazione, con vendemmia tradizionale, a mano, e tutto il processo di maturazione ed imbottigliamento che si svolge all’interno dell’antica proprietà. I vini di Fratelli Berlucchi, sono un’eccellenza italiana. Di questa storia importante fa orgogliosamente parte Matteo Berlucchi, legato alla sua terra, rispettoso del lavoro di quella concorrenza di cui non parla con toni competitivi, ma con stima.

“A fine 2020 l’Italia ha avuto importantissimi riconoscimenti al campionato mondiale degli spumanti. Il Ferrari di Matteo Lunelli è stato considerato il miglior spumante italiano, saranno sue le bollicine sponsor della Formula Uno in tutto il mondo”. Lunelli, già presidente delle Cantine Ferrari, è anche alla guida di Altagamma, la Fondazione che riunisce i migliori marchi del made in Italy. “L’Italia ha vinto più premi della Francia” dice Matteo Berlucchi, che spende parole di elogio anche per la produzione di Cà del Bosco, tra le aziende top della Franciacorta.

Ma, come detto, la Champagne & Sparkling Wine World Championships ha stabilito che tra le migliori bollicine del mondo ci siano anche quelle dei Fratelli Berlucchi, azienda che produce 300 mila bottiglie l’anno (da non confondersi con la Guido Berlucchi, altro ramo della stessa famiglia, con una produzione e distribuzione differenti ndr) “Si, inaspettatamente il nostro è stato considerato il miglior Satèn Magnum del 2014. Il Satèn viene prodotto esclusivamente in Franciacorta e questo vuol dire anche che per questa categoria siamo stati considerati i migliori tra i quasi 150 produttori della Franciacorta”. C’è di più, vero?: “Si, siamo stati considerati i migliori del mondo anche per la produzione del Rosé, sempre Magnum”.

Saten 2014

Bollicine e beneficienza, come nasce questa associazione di idee? “Erano rimaste nella nostra cantina solo una trentina di rare bottiglie del 2014 – spiega Berlucchi – Come previsto dal disciplinare, abbiamo cominciato a venderlo solo dopo 40 mesi, dunque nel 2019. Ma il riconoscimento mondiale è arrivato alla fine dell’anno successivo”. Trasformando le bottiglie rimaste in veri e propri pezzi da collezione. Così avete pensato all’asta: “Si, su un portale web dedicato alle aziende, Catawiki, che si occupa anche di vini. Abbiamo iniziato fine aprile e proseguiremo fino a fine giugno con due lotti di quattro magnum a settimana del Freccianera Satèn 2014 (Best Franciacorta 2020, e Best Franciacorta 2020 Blanc de Blanc ndr) e del Freccianera Rosa 2014 (Gold Medal 2020 Best Franciacorta Rosé Vintage ndr)”.

Vini che potrebbero acquistare ulteriormente valore, perché i Freccianera Magnum, se conservati con le dovute attenzioni, potrebbero restare una rarità per i prossimi 10-15 anni, mantenendo integre le proprie caratteristiche strutturali. Ma perché è stato premiato proprio il formato Magnum? Matteo Berlucchi lo spiega in poche parole, perfette anche per chi non conosce tutti i dettagli della produzione. “E’ stato dimostrato che in una bottiglia più grande il Franciacorta resta più stabile, matura in modo più lento e mantiene una maggiore complessità di aromi”.

Uno scorcio della cantina dei Fratelli Berlucchi

Abbiamo parlato di beneficienza alla Croce Rossa. La provincia di Brescia è stata una delle più colpite dal covid. Tante persone sono morte, moltissime si sono ammalate. Matteo, così come la sua famiglia, ne è rimasto molto colpito. A Brescia sono tante le persone che hanno perso un amico, un conoscente, una persona cara. A soffrire è stata un’area di grande produzione industriale, di eccellenze, stampella di un Paese in difficoltà. Ma il settore vitivinicolo sta sopravvivendo alla crisi economica innescata dalla pandemia? “Dipende. La vendita al privato è andata benissimo, anche online. Le persone, nel 2020, sono rimaste a casa, i consumi sono aumentati. E’ l’Horeca, settore alberghiero, che è stato un disastro. E l’incremento delle vendite al privato non è bastato a compensare le perdite Horeca. Il calo minimo è stato, nel 2020, almeno del 20 per cento”.

Le esportazioni? “Praticamente zero. Il Regno Unito era un mercato importante, un business che, nel complesso, valeva miliardi”. Matteo Berlucchi parla di Inghilterra perché vive da molti anni a Londra, ma sa bene che ripercussioni importanti sulle esportazioni hanno riguardato il mondo intero, considerato che prima della pandemia Fratelli Berlucchi era distribuito nei migliori ristoranti ed enoteche in Europa, Stati Uniti, India, Cina, Giappone e America Centrale. “Nel 2021 c’è una lenta ripresa, vedremo come va”.

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