Cerca

Food & Wine

Commenti: Vai ai commenti

“How do you FIOL?…” Il nuovo prosecco doc extra dry entra nella sfida americana

Intervista a Gianluca Passi, fondatore del brand. Il racconto dell'eccellenza italiana che punta a diventare leader anche nel mixaggio dei drink

Gianluca Passi, fondatore di Fiol, New York (@ Terry W. Sanders)

Fotografie di Terry W. Sanders

New York è una capitale del business, dove si intrecciano storie di imprenditori visionari. Fra questi c’è Gianluca Passi, fondatore di Fiol. Da Treviso all’America, Gian Luca è riuscito a crearsi uno spazio nel mondo del vino con un prodotto mediatico e di alta qualità come il prosecco. Attraverso Fiol, Gian Luca vuole educare i consumatori al piacevole e raffinato gusto del prosecco, che per molti anni è stato sottovalutato. In dieci anni Fiol ha collaborato in diversi campi imprenditoriali, dalla moda allo sport d’alto livello, dall’arte al design. Adesso è arrivato il momento di fare il suo debutto con il grande pubblico, tanto in Italia quanto negli Stati Uniti.

Marito della star Jessica Chastain (The Martian, Dark Phoenix, The 355), imprenditore, ex pr director presso Armani ed executive manager di Moncler, Gian Luca ha consolidato nel corso degli anni un legame forte con l’Italia e gli USA, non solo per motivi di lavoro, ma anche per famiglia. Già noto all’industria del vino e dell’hospitality con l’azienda di famiglia Villa Tiepolo Passi, Gian Luca, insieme a due suoi cari amici, ha deciso di prendere in mano questo settore con obbiettivi strategici e mediatici, entrando in contatto diretto con nuovi consumatori. La compagnia e l’azienda diFiol rappresentano una sorta di full circle moment, dove Italia e Stati Uniti s’incontrano: business, culture e innovazioni nella tradizione.

Bottiglie Fiol e Gianluca Passi sullo sfondo a New York (@ Terry W. Sanders)

Come definiresti la tua vita americana, specialmente qui a New York?

“Sono estremamente felice di vivere e soprattutto di avere i miei figli qui a New York, un punto d’incontro e a metà strada fra la California e l’Italia. New York è davvero perfetta a livello di logistiche ed è una città ricca di opportunità, sia a livello culturale che come luogo di scambi di persone e idee diverse. Qui si fa sempre il tifo per chi ce la fa, che è una cosa estremamente importante perché continua a spingere la gente a fare meglio e a volere crescere personalmente, tenendo sempre vivo il sogno americano”.

Lo stile americano premia gli individui che si lanciano nell’imprenditoria. Molti sono gli italiani che vengono in America o hanno in mente di venire in America per investire nel loro sogno. Come vedi il mondo del business negli Stati Uniti, facendo comparazioni con l’Italia?

“Ci sono due mondi: l’italia guarda gli Stati Uniti come un motore per iniziare nuovi trend, sia a livello di moda e di prodotti, sia a livello del tipo di velocità del business. C’è una concezione dei soldi molto diversa tra l’Europa e gli Usa, dove l’Europa è “old money”, quindi più rivolta a investimenti a lungo termine. Negli Stati Uniti invece è più “new money”, si cerca sempre di generare profitto nel breve-medio periodo. La cosa incredibile è avere un Paese da 300 milioni di persone che vivono più o meno allo stesso modo a livello di consumo, e vedere quanto veloce sia il cambiamento culturale nel trovare soluzioni alternative.

Gianluca Passi, fondatore di Fiol, New York (@ Terry W. Sanders)

Come PR Director di Armani avrai creato sicuramente una rete di conoscenze abbastanza solida nel mondo della moda e dell’imprenditoria. A differenza dell’Italia, quali sono i valori più importanti che hai avuto modo di vivere e sperimentare nelle relazioni lavorative americane?

“La società americana è estremamente meritocratica. La meritocrazia è un elemento straordinariamente importante per cui chi vale, chi si dà da fare e chi lavora sodo, viene riconosciuto sempre (o quasi sempre) e spinto dalla società ad avere successo. In Italia la meritocrazia è un elemento che si sta mano a mano scoprendo, ma che è ancora abbastanza acerbo”.

La moda e il vino. Come riesci a bilanciare questi due mondi così diversi? 

“Il mondo del prosecco è sempre stato paragonato a quello dello champagne. Con la crisi mondiale nel 2008, c’è stato un gran cambiamento culturale. Il consumatore ha iniziato a guardare ad alternative per celebrazioni ogni tipo come compleanni, capodanni e anniversari. Qui il consumatore ha notato l’identità forte del prosecco. È da lì che è nata la voglia di creare il nostro brand nel 2011. Il motivo è stato spinto dal fatto che non ci sentivamo rappresentati in quella che era allora il mondo del prosecco, sempre venduto e posizionato ovunque senza un chiaro ordine. Siamo partiti come prodotto di estrema qualità, selezionando le uve, lavorando con dei partner molto seri senza sacrificare o scendere a compromessi nel business. Questo fattore deriva dal mondo della moda, soprattutto del lusso. Partendo dall’alto si può costruire una “legacy” (tradizione) con un brand, cosa che il mondo del prosecco non ha sempre valorizzato. C’è sempre stata una “guerra” fra i consumatori e i produttori e l’unico marketing tool che hanno sempre usato è stato il valore del prezzo”.

Bottiglie FIOL con lo sfondo di New York. Fondato da Gianluca Passi (@ Terry W. Sanders)

Parliamo di Fiol, il tuo prosecco. Cosa vuol dire Fiol e che tipo di prosecco è?

“Fiol è una parola veneta.Fiol è la persona nel gruppo di amici che ha una personalità tale da rappresentare un esempio per gli altri. Il nostro Fiol è un prosecco prodotto con 100% uva glera, un’uva del territorio veneto non collinare, proprio della pianura locale. Il Fiol classico è un extra-dry e ha note floreali, con sentori che ricordano mela, pera, e acacia. Si abbina molto bene con diversi tipi di cibi. Ha un tasso alcolico dell’11% quindi è mediamente alcolico.  Abbiamo deciso di andare con un extra-dry perchè incontrava il nostro gusto e anche quello di un consumatore internazionale. La cosa incredibile con Fiol è il fattore mixology. Il Fiol può essere utilizzato per un numero infinito di cocktails. Abbiamo un programma che si chiama “How Do You Fiol?”, che rimanda alla frase in inglese “how do you feel?”, destinato ai bartenders e alla promozione e all’incoraggiamento di creare nuovi cocktails con Fiol. Abbiamo anche il Fiol Rosė (85% glera, 15% Pinot Nero), un’aggiunta alla nostra lista per esplorare nuove categorie e gusti fra i consumatori”.

Chi è il consumatore ideale per Fiol?

“È un consumatore molto trasversale, ma che ha un’identità e un carattere che sa quello che vuole. La mia missione con Fiol è quella di educare il consumatore su ciò che sta bevendo e dare un senso alla sua esperienza gastronomica. L’America sarà un mercato importantissimo per questa fase, per raggiungere più consumatori di ogni tipo”.

Fiol si può ordinare sul sito ufficiale e in 2-3 giorni arriva a destinazione. Fiol è siponibile in circa 40 stati negli USA e in diversi winestores a New York, The Hamptons e Florida. In Italia, l’azienda lavora con Tannico e in Inghilterra ha una collaborazione con Amazon prime.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter