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Essere donna e mamma e lavorare a Wall Street? Si può: parola di Monica Mandelli

Managing director di KKR e 3 figli, ha da sempre le idee chiare. La sua storia raccontata nel ciclo "Eccezionali donne italiane" all'Istituto Italiano di Cultura

Monica Mandelli.

Si può essere donne felici e realizzate nella vita privata e contemporaneamente con una carriera di successo? Monica Mandelli, un importante lavoro nella finanza, una famiglia e tre figli, non ha dubbi in proposito. E, per il ciclo "Eccezionali donne italiane" ideato da Maria Teresa Cometto, ha raccontato la sua storia e la sua vita piena di responsabilità e soddisfazioni

Si può essere felici avendo successo? Monica Mandelli, managing director di KKR, una delle maggiori società di investimenti internazionali, non ha dubbi a riguardo. “I soldi non sono un lavoro sporco per le donne” esordisce all’ultimo appuntamento di “Eccezionali donne italiane”, il ciclo di incontri ideato, dalla giornalista Maria Teresa Cometto. La determinata e vivace convinzione della manager spiazza la platea, in gran parte femminile, riunita all’Istituto Italiano di Cultura di New York diretto da Giorgio Van Straten, che ha introdotto Mandelli.

“Ero una bambina quando ho sentito un’amica di famiglia confidare alla mia mamma che doveva chiedere il permesso e i soldi al marito per comprarsi un paio di scarpe. Io non avrei mai, mai chiesto nella vita soldi e permesso”, continua con la stessa convinzione la Mandelli.

“All’inizio della mia carriera a Merril Lynch ero l’unica donna a viaggiare in business class e non erano pochi gli uomini che mi chiedevano di appendergli la giacca scambiandomi con una hostess”, commenta con ironia l’ordinaria discriminazione di genere, per chi come lei si muove nel mondo dell’alta finanza. “Ricordo che ad uno dei miei primi incontri d’affari mi è stato chiesto di preparare il caffè e io di rimando ‘Ok. Cerco chi deve prepararlo e appena avete finito cominciamo l’analisi del progetto finanziario’. Erano paralizzati”.

Nel dialogo con la giornalista, Monica non ha rivendicazioni o rimostranze, semplicemente si racconta e racconta degli studi alla Bocconi di Milano “perché volevo lavorare all’estero e affermarmi senza dover essere figlia di qualcuno e da qui la scelta di un MBA, alla Harvard Business School”; parla del suo pacchetto clienti alla Goldman and Sachs dove ha lavorato per 17 anni curando gli investimenti delle famiglie più influenti del mondo; spiega gli stereotipi che vogliono le donne “meno esperte in matematica, più emotive, meno giocatrici di lungo termine per via magari della gravidanza, ma oggi non è così. E’ vero che il corridoio in cui ci muoviamo è sempre stretto perché se parliamo poco siamo timide e non capaci di leadership, se parliamo troppo siamo aggressive, mentre per gli uomini valgono tutti i tipi di leadership. Oggi è diverso, è il momento per noi donne di essere noi stesse e non preoccuparci di sembrare troppo aggressive o troppo timide o qualsiasi altra cosa”.

Incalzata da Maria Teresa Cometto, commenta il cambiamento di rapporto con gli uomini dopo il movimento #MeToo: “Sono più spaventati nel dare feedback e critiche sul lavoro svolto e questo è un problema perché non permette di crescere ed è un problema che magari un uomo anziano non inviti più a cena una collega più giovane magari per supportarla e quindi oggi si scelgono i pranzi, ma senza equilibrio si rischia di perdere opportunità e non avere adeguati supporti dai colleghi esperti”. Un supporto che lei invece non vuol far mancare alle donne intraprendenti, anche nel mondo del cinema e confida di sponsorizzare un thriller, che si sta girando a Philadelfia, su delle donne che Churchill formava come spie

E infine Monica apre le porte di casa dove “organizza in maniera militare il ménage familiare, perché la mia carriera lo richiede, ma non è a discapito della felicità. Anche io nel week-end amo infrangere le regole e stare magari in pigiama tutto il giorno con i miei tre figli a guardare una maratona di film. Certo non faccio la lavatrice e cucino solo la domenica, ma ho un marito che mi supporta e questo è importante, anzi fondamentale”. Ai figli, due maschi e una femmina insegna che “la scuola è il loro lavoro” e li spinge ad investire sui superpoteri che ognuno di loro ha, quelli che fanno la differenza nel mondo e che li aiutano ad affrontare anche le avversità, si trattasse di un compito o di una situazione complessa. Anche con loro parla della felicità: “Anche io dico a loro di fare ciò che li rende felici e di seguire i propri sogni, tenendo conto di avere uno stipendio che ti aiuta ad essere felice. Se lo stipendio di un’infermiera, lavoro stimabilissimo che ti fa felice, non ti aiuta a realizzare i tuoi sogni, forse va ripensato qualcosa”.

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