Cerca

LifestylesLifestyles

Commenti: Vai ai commenti

Innamorarsi 2.0: quando un algoritmo scatena nel cuore la tempesta perfetta

Facebook può agire da Cupido? Ecco come due essere umani, che si incontrano in rete, passano dall'amore "virtuale" a quello reale

Il bacio (Klimt, 1907)

La storia che sto per raccontarvi è una storia vera, la storia d’amore tra due perfetti sconosciuti che l’algoritmo mette in collegamento su Facebook...

Parliamo d’amore, l’amore al tempo dei social. Amori che nascono in rete, dietro pulsazioni visive e sonore senza che i 5 sensi siano tutti in connessione tra loro. Una volta l’approccio seduttivo accadeva dal vivo, per esempio alle feste o in case di amici. Oggi le cose sono decisamente cambiate e ci si innamora sempre più spesso sul web. Nascono relazioni virtuali con una forte carica di emotività che rischiano di scoppiare nel nulla come bolle di sapone quando si confrontano con il reale.

In rete tutto è più sensuale e travolgente: un’immagine , una situazione o una condizione perfetta. La quotidianità, il guardarsi negli occhi sono ben altra cosa e spesso queste relazioni sono proiezioni di qualcosa che vorremmo che fosse. Si rischia, durante l’innamoramento in rete di idealizzare l’altro e destabilizzare il proprio equilibrio, si idealizza il partner, mentre chi è invece più fragile o vulnerabile rischia ancora di più di iconizzare la persona conosciuta in internet. I sentimenti sono veri per chi si innamora in chat, le emozioni sono dilatate e si espandono provando a coprire la distanza fisica.

Ma come si spiega questo fenomeno sociale una volta demandato ai bar, alle piazze o a dei semplici incontri in treno o in metropolitana?  Oggi abbiamo occhi soprattutto per il telefonino: lo schermo aperto sul mondo sempre più interconnesso e veloce. Le relazioni, l’approccio in rete ci tengono al riparo da noi stessi e dagli altri, diamo il meglio di noi e mostriamo l’immagine di come vorremmo  essere. I social sono un mezzo nuovo e ci permettono di poter iniziare una vera e propria relazione che sia un’amicizia o un amore.

La rete è anche un’arma a doppio taglio perché crea dipendenza, alienazione: in rete ci si tradisce, si cerca sesso a tanto al chilo. E’  un mondo senza regole, senza limiti. Ora se un algoritmo è capace di accostarci al compagno Alfa resta un mistero per noi comuni mortali con il benestare dei tecnologici, ma fatto sta che innamorarsi online può equivalere al film romantico “L’Insonne di Seattle” interpretato da Meg Ryan e Tom Hanks, dove lei si innamora di quest’uomo che non conosce affatto, ascoltandolo alla radio. Lo insegue, lo cerca, lo sfiora fino a incontrarlo con la complicità di un bambino e un orsacchiotto. O se preferite De Niro e la Streep in “Innamorarsi”. Benigni nel suo monologo sull’amore dice “Innamoratevi” e qualche volta accade che davvero ci si innamori, che accettare un’amicizia su Facebook ti cambi la vita. Immaginate se aveste detto no a quell’amicizia, nulla sarebbe accaduto. Perché qualche volta succedono cosa incredibili. Scatta la scintilla… il colpo di fulmine. Direbbero gli americani… a love at first sight.

La storia che sto per raccontarvi è una storia vera, la storia d’amore tra due perfetti sconosciuti che l’algoritmo mette in collegamento su Facebook. Mark Zuckerberg aveva già previsto tutto questo? I due si sono incontrati sui social, hanno qualche amico caro in comune. Passano un paio di mesi e una sera lui decide di scriverle un messaggio: “Mi fa piacere che metti mi piace ai miei post, una donna di cultura come te…”. Passa qualche ora lei risponde. Inizia una conversazione ma a un certo punto messenger comincia a fare le bizze, non funziona. Ecco che lei gli da il numero e per altri tre giorni dialogano su WhatsApp. A quel punto lui la chiama e la prima telefonata va avanti per tutta la notte. Nasce una chimica smodata e l’amore fa capolino tra i due. Non mancano i colpi di scena quando lui le invia un disegno fatto a mano, tratto da una foto con una dedica: “Alla mia unica musa della notte”.

Vi chiederete? Una storia possibile? Sì. Tutto vero. Queste due persone esistono, hanno una professione, una vita. Persone che sono andate oltre la rete, oltre uno schermo provando a non illudersi in un amore tra immagini e pixel.

Se Mr Zuckerberg sapesse cosa ha combinato, potrebbe dirsi soddisfatto perché attraverso un social, è nato un grande amore.

Quel che sappiamo di Tristano e Isotta (nomi di fantasia) è che nel giro di pochi giorni si sono incontrati, annusati, ascoltati e a quel punto è stato solo il cuore a decidere per loro. Sono innamoratissimi e se innamorarsi in rete è la nostra modernità, l’umana connessione resta quella più forte. Più vera. Un algoritmo può agire da Cupido ma saranno solo due essere umani a stabilire un contatto vero, reale.  Quel che sappiamo di questa storia incredibilmente romantica è che al primo incontro Tristano ha regalato a Isotta un anello con un ranocchio: lei la Principessa, lui il Ranocchio: un anello come suggello d’amore che potesse portare sempre con sé. Sappiamo anche che il primo incontro è avvenuto non all’Empire State Building ma in un aeroporto italiano e che da quel momento sono diventati inseparabili. Nell’imbarazzo di vedersi la prima volta, è stato un bacio a far sciogliere i due innamorati. Tristano e Isotta esistono, si amano e sono la prova reale che con un click si va incontro al destino.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter