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Incontrarsi a New York: avviene una volta ogni 20 anni in occasione della Grande…

Come si mantengono i rapporti d'amore o d'amicizia in una città di piú di 8 milioni di abitanti come New York? Oggi risponderemo a questa domanda...

Allineamento dei pianeti

Già, come la congiunzione tra i pianeti... Ecco più o meno deve trascorrere lo stesso periodo di tempo prima che due persone a New York riescano ad incontrarsi, per una pizza, un caffè o semplicemente una stretta di mano
Avrete sentito sicuramente parlare della congiunzione tra due pianeti.

Avviene quando essi appaiono allineati, se guardati dalla Terra. In pratica, se guardiamo il cielo, i due pianeti in congiunzione ci appaiono molto vicini tra di loro.

La congiunzione di Marte e Venere, che sono i due pianeti “interni” del Sistema solare, può essere superiore o inferiore. Si parla di congiunzione superiore se si trovano tra il Sole e la Terra, mentre è inferiore se sono dietro il Sole.

Quando avviene fra Giove e Saturno viene detta Grande Congiunzione, e si verifica solo una volta ogni 20 anni.

Più o meno lo stesso periodo di tempo che deve trascorrere prima che due persone a New York riescano ad incontrarsi, per una pizza, un caffè o semplicemente una stretta di mano.

A volte può accadere che si verifichi un incontro fra addirittura tre persone quando la congiunzione è tripla e oltre ai due pianeti si allinei anche il Sole.

Com’è mantenere i rapporti in una città di piú di 8 milioni di abitanti come New York?

Oggi risponderemo a questa domanda.

New York City

Nella notte dei tempi due giovani persone, piene di speme, s’incontrano e si ritrovano ad intrattenere una conversazione sorprendentemente piacevole che assolutamente vogliono replicare.

Arriva il momento in cui le strade si devono inevitabilmente dividere; con un sorriso da guancia a guancia, pieni di speranze, come quando a gennaio ci si iscrive in palestra convinti che ci si andrà tutto l’anno:

“Ma lo sai che é stato davvero, davvero un piacere immenso vederti, e dovremmo rifarlo assolutamente al più presto. Che ne dici?!”

“Si certamente fammi sapere la tua agenda settimanale e ci organizziamo, anche per un semplice drink o un caffè e non facciamo passare come al solito 6 mesi però!” (detto enfaticamente agitando l’indice verso il cielo, forse subconsciamente consapevoli che ci si stia affidando agli astri o cercando la benevola benedizione di una divinità a piacere).

“Si, veramente! No sul serio, questa volta ci rivediamo massimo massimo tra un mese”.

Promesse da marinai, fatte con la gioia negli occhi e il cuore colmo di speranza; e, signori e signore, lo so che voi penserete che queste siano false frasi di circostanza, ma in realtà noi in quelle parole ci crediamo davvero.

Se vivete a New York non potrete di certo negare di esservi trovati anche voi, ripetutamente, in questa identica situazione ipotetica-non-tanto-ipotetica e perciò saprete come andrà a finire.

Di quella persona non ne saprete più nulla per un periodo non inferiore ai 6-12 mesi.

Di quei messaggi promessi e chiacchiere davanti a un caffè, resterà solo un lieve sibilo del vento, fra le balle di fieno nel deserto.

Succede anche, nei casi migliori, che si facciano grandi (vani) sforzi per cercare di conciliare i propri impegni con quelli della persona bramata per riuscire a vedersi prima della fine dell’ anno (senza specificare quale).

Come in Ocean’s Eleven, ci si siede mentalmente a tavolino analizzando nel dettaglio, con controlli incrociati, rilevamenti, ipotesi ed equazioni matematiche, il piano d’attacco:

“Allora: martedì ho sempre palestra, giovedí ho il corso per il lavoro, venerdì pomeriggio di nuovo palestra, sabato e domenica anche mi é difficile peró potrei liberarmi lunedì tra le 17:45 e le 19:15 o mercoledì dopo le 18:50 o domenica mattina, se riesco ad alzarmi, sarei libera fino alle 14:45, e tu?”

“Il lunedì sono libera dalle 15:00 alle 16:30 oppure dalle 19:45 alle 21:00 altrimenti venerdí pomeriggio o sabato mattina…”

Dopo un lungo silenzio:”……..Ok vediamo se riusciamo a spostare qualche impegno e ci riaggiorniamo al più tardi settimana prossima.”

Una settimana che non durerà sette giorni, ma bensí mesi, stagioni, anni ed ere fino a finalmente incontrarsi in tarda età.

Come quella volta che per lasciare un ragazzo dovetti alzarmi alle 5 del mattino…

È qualche mese che ci vediamo, ma, insomma, come a volte succede, la cosa non é decollata, cosí penso “semplicemente” (povera ignara) di vederlo venerdì per un casual drink dopo il lavoro e parlarne perché, no signore, io non sarò una di quelle persone che lascia per telefono perché a New York é difficile vedersi. No, no e poi NO!!

 

Così ci sentiamo la sera prima per telefono:

Io” “Ciao come stai? Senti volevo chiederti se ti va di incontrarci domani dopo il lavora per una  birra e due chiacchiere. Che ne dici?”

Lui:”A che ora esci?”

Io:”Verso le 18:30”

Lui:” mmm io domani esco prima, verso le 15:00 sono fuori. Aspettare più di tre ore mi sembra troppo e per tornare a casa e ritornare a Manhattan ci metterei più di due ore. Facciamo cosi vado a casa intanto e preparo la cena così tu mi raggiungi li?”

Premesso che io abito in Queens e lui a Brooklyn (2 ore circa in treno) e lui dista dal centro circa un’ora abbondante; ora fargli preparare la cena per lasciarlo mi sembra di poco gusto, ma anche fargli fare la traversata avanti ed indietro; perciò cerco di improvvisare velocemente una soluzione…che non trovo, quindi taglio corto dicendo qualcosa del tipo: “mmm eehmmm uhmm vediamo domani ti scrivo perché in realtà stavo pensando che preferirei uscire”.

Lui, un po’ perplesso, acconsente.

Ne parlo con la mia coinquilina americana-da-più-di-15-anni-a-New York per un consiglio e mi risponde:

”Mha io gli manderei un messaggio”.

“…bé io mi rifiuto!!”

Allora il giorno dopo, con motivazione e determinazione, mi alzo alle 5:00 a.m. per poter arrivare a lavoro prima, così da uscire in tempo per beccarlo appena dopo lavoro.

Lo avviso e rimaniamo d’accordo per il fatidico incontro alle 15:30.

Un piano machiavellicamente architettato se non fosse che, sfortunatamente, gli si presenta un imprevisto a lavoro che lo costringe a rimanere più a lungo.

Mi chiede se a quel punto fosse meglio rimandare, ma io non mi voglio arrendere…almeno fino alle 20:00 quando, visto che non si vede la luce infondo al tunnel, cedo e torno a casa.

Il giorno seguente lo risento e sono costretta ad accennargli le mie intenzioni per telefono per poi  parlarne di persona a data da destinarsi, ma non prima dei 7 giorni seguenti.

Sara 0 – New York 1

Eppure sarebbe stato così facile: cercare casa insieme a metà strada, iniziare a fare progetti di vita, unirsi nella celebrazione di un matrimonio gargantuesco come è costume nel mio Salento, e vederlo sgranare gli occhi alla moltitudine di parenti accorsi, e, invitandolo a presentarsi a tutti questi, cogliere l’occasione per segnarsi su un quadernetto il nome e il rapporto di parentela di tutti quegli zii e cugini che per tutta una vita ti sei chiesto chi cavolo fossero. Portarlo in giro per le coste e le spiagge più belle, e restare con lui ad ammirare tramonti e albe che New York può solo sognare. E vederlo farmi la proposta più emozionante da quella di concedergli la mia mano: trasferirsi in Salento. Avere un bambino pestifero ma dolcissimo, e poi una bambina che è una principessa ma dal carattere risoluto. E poi una domenica mattina, preparargli una colazione su un vassoio, che i nostri figli gli porteranno a letto. E mentre lui berrà il caffè con un sorriso, noterà la lettera sotto il piattino del pasticciotto. E sulla lettera ci sarà scritto “Scusa se ho architettato tutto questo, ma non mi andava di lasciarti via telefono. Comunque non può funzionare fra di noi…”.

In effetti, ad averci pensato prima, avrei anche potuto fare così.

O come quella volta che comprai due ingressi spa per me e la mia amica Andrea da consumare massimo nei 3 mesi seguenti, per poi ritrovarci li due giorni prima della scadenza a parlare di come va la vita, il lavoro, l’amore e scoprire che in realtà…abitavamo ancora insieme!

Il mio consiglio?

Mettetecela tutta per darvi un giorno alla settimana, massimo ogni due, per incontrare le persone a cui tenete, ma, per il “non si sa mai”, guardatele bene in faccia, imprimete i loro volti nella mente e magari scattate anche una foto ricordo prima di salutarle.

Giusto per il “non si sa mai”!

O forse la realtà é che New York ti aiuta a capire e perdere subito le persone che nella tua vita non rimarranno e invece a tenerti strette quelle che nessuna New York riuscirebbe a fermati dal vederle ogni qual volta lo desideri.

Perché per battere New York devi volerlo veramente!

 

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