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In Italia esplode la TikTok mania: resistere, resistere o diventare tutti tokki?

Sta superando Instagram e sta contagiando già anche la politica. Il più social dei leader, Matteo Salvini della Lega, usa l’app per dialogare con gli under 16

Da un po’ di giorni provo, da relatore a vari convegni e seminari, a chiedere agli adulti, siano essi docenti o genitori, se conoscono Tik Tok. Magari se ne hanno sentito parlare ai loro figli under 16. La risposta è ovviamente negativa. Quasi nessuno conosce l’app nata a Pechino nel 2016 che ha avuto una diffusione incredibile negli Stati Uniti e in Europa. E anche l’Italia sta battendo, soprattutto tra gli adolescenti, Instagram, vero competitor, riuscendo a totalizzare milioni di visualizzazioni. Basta postare un video da 15 a 60 secondi per diventare protagonisti di questo tempo. Le ragazzine impazziscono: cantano, ballano e si improvvisano attricette con scenette demenziali. Un fenomeno incredibile: quasi un miliardo di utenti in 150 Paesi,75 lingue e 280 challenge in Italia lo scorso anno.

Le ragazze e i ragazzi fanno a gara per spararla più grossa. C’è chi dice che con un combinato di un liquido si riesce a cambiare colore dell’iride dell’occhio. E’ una bufala che può far grossi danni. C’è chi decide di lanciare la gara a chi si spoglia di più. C’è di tutto. Tutti possono vedere tutti, senza restrizioni o blocchi. Un altro mondo rispetto al vecchio Faebook o allo stagionato Instagram. Diverso da Snapchat e persino dal temuto Ask. E’ la nuova frontiera del social network per i più giovani. Uno studente di un liceo mi ha detto poche ore fa: “mica tutto è negativo. Si possono fare anche tante cose carine su Tik Tok. Ci si può divertire in maniera diversa”. Verissimo. E’ difficile provare a rilanciare i due temi che mi stanno molto a cuore: gestire le emozioni in rete e l’uso consapevole dei social network. E’ difficilissimo riuscire a far passare il messaggio.

E su Tik Tok è arrivato da una settimana il “Capitano” Matteo Salvini. Ha postato vari video su poliziotti, migranti, con un albero in Umbria (scrive  Repubblica stile Alberto Angela).

Non tutti sono contenti del suo arrivo. Ma l’operazione è interessante da studiare a livello di marketing politico. Il leader della Lega utilizza l’app indossando il guanto di Thanos, l’eroe degli Avengers. Vedremo come proseguirà nei prossimi giorni questo esperimento. Ma torniamo al perché Tik Tok piace tanto alle ragazze e ai ragazzi italiani. Forse perché è diverso, forse perché non ci sono ancora tutti, ma alcuni, quelli giusti. Forse perché in un mondo sempre più competitivo è giusto usare i social in questo modo. Non sappiamo di tutto questo cosa pensano i genitori. O è meglio dire lo ipotizziamo: non conoscendo il nuovo social non si preoccupano più di tanto per poi entrare in stato di agitazione quando succede qualcosa. Mark Zuckerberg  sta progettando e sperimentando Reels, la risposta a Tik Tok. Permette di realizzare duetti con altri utenti. Si prova a lanciarlo in Brasile e si attendono i risultati. Il Patron di Facebook, Instagram, Whatsapp non molla. Ma anche i grandi dello spettacolo stanno sperimentando Tik Tok. Si prevedono grandi traslochi da Instagram . Anche l’attore Will Smith è tra gli ultimi arrivati. Adesso vedremo anche come reagirà la politica. E se su Tik Tok rimarrà soltanto Matteo Salvini o se l’altro Matteo molto social, Renzi, si lascerà tentare. Massimo Gramellini, giornalista del Corriere della Sera e scrittore, oltre che volto televisivo ha più volte sostenuto: “Internet ha riaperto i giochi ma li ha anche confusi: lo struscio elettronico consente i bluff dei vigliacchi e le bugie dei mitomani”.

“Make every second count” è lo slogan di Tik Tok. E al momento sembra essere vincente.

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