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Le signore con il SUV: una moda americana per il Luna Park delle italiane

Negli Stati Uniti abbiamo notato un fenomeno singolare... Vogliamo provare a farlo anche in Italia? Vedrete che giostra

Immagine Pixbay/Victoria Borodinova

Tempo fa, un commerciante inglese di macchinoni, detti anche Suv o gipponi, chiese a un nostro amico, venditore di auto: “Ma voi in Italia, avete le strade sterrate?”. Non si spiegava il perchè tutti corressero a comprare il macchinone con i ruotoni, da deserto del Sahara.  E da qui nasce il fantastico fenomeno della “Signora col Suv”.

La Signora col Suv, che c’è anche a New York. è una che, non essendo una pilota di grande affidabilità, è stata dotata dal marito del famoso macchinone (“Così se fa il botto è più riparata”). Cosa è successo? Che la Signora col Suv ha lanciato la moda di telefonare mandando messaggi,  truccandosi contemporaneamente e alimentare una chat su Whattsapp. O, ancor meglio,  parcheggiare il Suv dove capita, in mezzo alla strada, facendo imbestialire i guidatori dei mezzi pubblici o quelli che hanno parcheggiato la macchina in maniera normale.

Le Signore col Suv hanno anche cambiato le regole del codice della strada. Per esempio l’uso della freccia. Hanno smesso di usarla e oggi la freccia, per girare a destra o a sinistra,  nessuno la mette più. Abolita. Se uno la usa può essere anche multato. Ecco che il modo di guidare è cambiato, pian piano, a causa di queste trasformazioni e c’è da aggiungere che lo scimmiottare l’americano col pickappone, che arriva dalla campagna o che torna dal campo di guerra o dal greto di un fiume con la Jeep, è diventato da “sboroni” (con una erre sola).

Risultato? La qualità della guida nelle città si è abbassata, diventando ai limiti del demenziale. E qui nasce, facendo il paragone con gli Stati Uniti della provincia e non tanto di Manhattan, un tipo di senso civico che l’italiano, con le vene gonfie e l’incazzatura perenne, applica alla guida ogni giorno.

Negli Stati Uniti abbiamo notato un fenomeno singolare. Fuori dalle grande città, nei grandi incroci in cui convergono quattro strade, spesso non ci sono semafori. Se arrivano in quattro più o meno contemporaneamente, si passa a turno, basta un’occhiata e un cenno. Prima quello di destra e poi, via via,  tutti gli altri. Vogliamo provare a farlo anche in Italia? Provate. Mettete quattro Signore col Suv in un incrocio senza semafori. Vedrete che giostra. Come agli autoscontri, con la signora della cassa che gracchia al microfono: “Stai largo cinque, stai largo cinque!”.   

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