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UBM Fashion Show: in fiera a New York l’abbigliamento maschile made in Italy

Fino a domani sera al Javits Center l'evento fashion promosso anche dalla Italian Trade Agency

di Francesca Magnani
Foto di Francesca Magnani

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Per molti di questi venditori era la prima volta negli USA. Abbiamo scambiato due parole con l’esuberante Gigliola Szczesny, che presiedeva come madrina il settore dedicato all’Italia (a dispetto del nome polacco Gigliola viene da Verona), Senior Marketing Manager di ITA e veterana dell’Italian Trade Commission, in cui lavora dal 1994: “Questo lavoro è la mia passione, ed io mi occupo di aiutare le aziende italiane a venire negli States, gli do idee su come promuovere la moda italiana, sui prezzi di questo mercato, il marketing, eventi accessori… insomma di qualunque cosa abbiano bisogno”

Ha luogo in questi giorni al Javits Center la fiera di abbigliamento maschile UBM Fashion Show, promossa in parte dalla Italian Trade Agency dell’Italian Trade Commission. Abbiamo fatto un giro ieri tra gli stand, imbattendoci in buyer elegantissimi e venditori pieni di energia, arrivati solo la notte prima dall’Italia a presentare il loro marchio. Nell’atmosfera rarefatta del grande parallelepipedo di vetro a ridosso di Hudson Yards la heat wave di ieri, che ha fatto registrare temperature record in giro per la città, non si notava, e anzi ci si muoveva agevolmente tra cravatte di seta, calzini colorati, calzature e cinture di pelle, maglioncini di cashmere. Per molti di questi venditori era la prima volta negli USA. Abbiamo scambiato due parole con l’esuberante Gigliola Szczesny, che presiedeva come madrina il settore dedicato all’Italia (a dispetto del nome polacco Gigliola viene da Verona), Senior Marketing Manager di ITA e veterana dell’Italian Trade Commission, in cui lavora dal 1994: “Questo lavoro è la mia passione, ed io mi occupo di aiutare le aziende italiane a venire negli States, gli do idee su come promuovere la moda italiana, sui prezzi di questo mercato, il marketing, eventi accessori… insomma di qualunque cosa abbiano bisogno”. 

Vivendo qui da molti anni, personalmente, ci ha sempre affascinato capire cosa c’è dietro l’apparizione di un marchio italiano per le vie di New York. Le storie sarebbero mille, ma ne abbiamo scelta una sola (perché camminando molto e fotografando per strada, le scarpe comode – e belle! – sono una delle cose più importanti) ad esempio: come arriva una scarpa di qualità dalle mani di un artigiano che lavora in un calzaturificio storico di un paese come San Severino in provincia di Macerata a una vetrina di Madison Avenue? Abbiamo quindi parlato coi due rappresentanti di Seboys, un marchio di scarpe fatte a mano distribuite in boutique di livello medio/alto in Italia e in Europa. Vincenzo Pazzarelli, il sales manager risponde alla prima domanda: “Che cosa ci ha portato qui? Abbiamo sentito che questo è uno degli eventi più prestigiosi per la moda maschile e che si tiene sia a Las Vegas che a New York. Visto che in Europa Seboy’s è riconosciuto come un brand storico di alto livello, ci ha portato qui la volontà di far conoscere le nostre calzature anche nel mercato americano e principalmente nella città più importante che è New York. In un secondo tempo ci piacerebbe magari esplorare anche un mercato più ampio, e quindi las Vegas”.

Interviene Massimiliano Agostinacchio, novarese, l’amministratore delegato del brand: “Da una esposizione come questa ci aspettiamo di allacciare rapporti commerciali con i player del mercato americano e capire se i nostri prodotti potranno avere lo stesso apprezzamento che hanno in Europa. Il bilancio del primo giorno è ottimo. Il primo giorno è stato molto calmo, di osservazione. Ci è parso che i buyer presenti abbiano utilizzato il primo giorno per farsi un’idea sulle tendenze proposte per la prossima spring summer 2020”.

Che abbiano inizio allora i giorni due e tre: UBM è aperto oggi e domani fino alle 19.00. 

Per una lista dei brand presenti cliccare qui.

Per una lista degli eventi all’interno dell’evento fieristico cliccare qui.

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