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La moda che deve fare i conti con il Covid-19: intervista a Emanuele Farneti

Con il direttore di VOGUE Italia analizziamo un settore strategico per il Bel Paese che la pandemia ha messo in ginocchio e che ora sta cercando di rialzarsi

Come sta reagendo il settore, che in Italia è il secondo per giro d'affari? È cambiata la filosofia generale, cioè meno sprechi e più attenzione alle persone e all'ambiente? Intervista video a Emanuele Farneti di Claudio Moschin, con la collaborazione di Angelica Moschin

Quello della moda è stato uno dei settori più penalizzati in questi mesi di pandemia. Saltate infatti quasi tutte le tradizionali fiere, i saloni, le sfilate, saltati i servizi fotografici che avrebbero dovuto servire a decine e decine di riviste, rimandate o ridotte solo online le presentazioni delle nuove collezioni degli stilisti, ci si è dovuti inventare nuove strategie soprattutto sul web, in attesa (forse) dell’autunno e di capire meglio quali manovre dovrebbero essere prese affinchè non si perda per strada il valore, la fama e il peso economico della moda italiana. Claudio Moschin è andato allora a intervistare Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia e di L’Uomo Vogue (che ad aprile sarebbe dovuto andare a New York e invece non è partito per la pandemia…) per chiedergli: Come sta reagendo il settore, che in Italia è il secondo per giro d’affari? È cambiata la filosofia generale, cioè meno sprechi e più attenzione alle persone e all’ambiente? E cosa si è inventata Vogue, “la bibbia del fashion”, in questi mesi? Come sarà il futuro?

Intervista video di Claudio Moschin, con la collaborazione di Angelica Moschin

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