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Pasqua 2019: Quando Gesù cambiò le scarpe per l’ultima volta e non bastò

Si reincarnò bambino, con un solo mese di vita, in braccio per una volta alla sua vera mamma, ad una mamma non europea... Se Gesù fosse crocifisso oggi

Gli dissero vieni nel 2019. Non esistono né croci né sepolcri, puoi cambiare la storia, ti troverai bene.
Allora si mischiò tra la gente senza fare rumore, senza nascere in una mangiatoia, senza attirarsi addosso riflettori e sconvolgimenti. Indossò un paio di sandali di gomma, con gli strappi sopra, camminò nel deserto, venne torturato in Libia, si imbarcò sui gommoni in mezzo a tanti altri cristi come lui. Arrivò.

Gli schiamazzi che lo accolsero gli sembrarono gli sberleffi dei centurioni. Dicevano che i porti erano chiusi, che avrebbe portato via loro il lavoro. Proprio a lui che non aveva mai lavorato un giorno in vita sua.
Pensò che era ritornato con le scarpe sbagliate. Aveva solo fatto un errore di valutazione.
Pensò di riprovarci.

Indossò lo stesso colore scuro di pelle ma stavolta scelse di pelle pure le scarpe, eleganti, stringate. Si vestì elegante e iniziò a cercare casa e lavoro da italiano.

I colloqui telefonici andarono benissimo, nessuno gli chiese ‘Come mai parli così bene italiano’ perché non vedevano il suo essere nero, i suoi capelli afro che quando cadono sul lavandino bianco del bagno sembrano cerchi perfetti, quasi palline sezionate.
Era normale, era ritornato da nato in Italia. Avrebbe voluto raccontare loro del suo dono della polilalia dove ‘ciascuno ti sente parlare la propria lingua’, simpatico omaggio dello Spirito Santo, ma preferì soprassedere.

Non soprassedettero loro, vedendolo. Balbettarono dicendo che l’appartamento era già stato affittato, che avevano cambiato idea e che gli dispiaceva davvero tanto. Ma quel lavoro da cameriere in riviera non era più disponibile. ‘Lo so, fa schifo, ma la nostra clientela non è ancora pronta’.

E allora lui sentì male al costato, reminiscenza di una lancia tra le costole. Aprì la tv, da Vespa un direttore stempiato di un giornale diceva che il nostro non è un paese razzista. Guardò occhi che sembravano dire ‘se vuoi allontana da me questo calice’.
Avrebbe potuto, cambiò scarpe.

Ne scelse un paio con il tacco, rimase uomo. Lo presero in giro mentre camminava di sera sul ciglio di una strada, si fermarono, lo molestarono, ‘presero le sue vesti e ne fecero quattro parti. Poi dissero tra loro ‘Non stracciamola ma tiriamo a sorte a chi tocca’. Chi vinse gliela fece di nuovo indossare e mandò la foto nel gruppo whatsapp, che diventò una catena di inoltra, trofeo di una seratah.

Sciupata ed offesa Gesù cambiò scarpe.
Ritentò con le scarpe con il tacco, diventò donna. Le dissero che doveva dimagrire ma niente paura bastava bere questa tisana e spalmarsi questa crema anti cellulite. Le chiesero perché non avesse figli e non badasse alla casa. Allora si mise in gioco in uno di quei nuovi lavori da fashion blogger, usò il selfie col suo profilo migliore per sponsorizzare la tisana. Alzò una coscia a favore di camera per mostrare come spalmarsi la crema anticellulite.
Le dissero di andare a lavorare, ‘sei una bagascia, prova il lavoro in fabbrica’.
Avrebbe voluto sottilineare che dare della bagascia a Gesù era come bestemmiare. Lasciò perdere.
Piuttosto parlò al datore di lavoro dalla volontà di farsi una famiglia, come le avevano detto, per avere figli e badare alla casa.
Le risposero che il contratto a tempo determinato non sarebbe stato rinnovato.

Stremato cambiò scarpe per l’ultima volta.
Non aveva visto né crocifissi né sepolcri ma si era lasciato rinchiudere in tanti.
Cercò un modo per non farsi flagellare.
Abbandonò le scarpe, si reincarnò bambino, con un solo mese di vita, in braccio per una volta alla sua vera mamma, in braccio ad una mamma non europea. Muoveva i piedini liberi, stavolta non avrebbero potuto fargli del male. Il paese dove era nato non gli diede la cittadinanza, lo condannarono ad andirivieni burocratici senza ius soli, in una pletora di Ponzi pilati con mani in pronte bacinelle di acqua corrente, con la paura che a rubare lavoro, diritti, privilegi e identità fosse un Gesù Bambino.
Decise allora di morire in croce, con le mani inchiodate, e di farlo per tutte le scarpe che non aveva ancora avuto il coraggio di indossare.
Il terzo giorno, resuscitò.

 

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