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Papa Francesco parla ancora ai giornalisti: “Uscite dalle redazioni e ascoltate le persone”

Per il Pontefice occorre "sottrarsi alla tirannia dell'essere sempre online e verificare le situazioni", un discorso molto simile a quello pronunciato a gennaio

Papa Francesco - ANSA/FABIO FRUSTACI

Il Papa ha chiesto ai giornalisti di “sottrarsi alla tirannia dell’essere sempre online, sui social, sul web” e di tornare a “consumare le suole delle scarpe, a uscire dalle redazioni, a camminare per le città, a incontrare le persone, a verificare le situazioni in cui si vive nel nostro tempo”.

Durante la consegna dell’onorificenza – Insegne di Cavaliere e Dama di Gran Croce dell’Ordine Piano – a due decani vaticanisti, Valentina Alazraki (Televisa) e Philip Pullella (Reuters), alla presenza dei giornalisti accreditati alla Sala Stampa della Santa Sede, ha indicato tre verbi per “caratterizzare il buon giornalismo”: ascoltare, approfondire, raccontare.

Un discorso molto simile a quello già pronunciato a gennaio, quando, in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, consigliò ai professionisti dell’informazione di evitare che l’informazione fosse “costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più consumare le suole delle scarpe”.

Pope Francis (L) greets journalists aboard the papal plane heading to Bangkok, 20 November 2019 – EPA/GREGORIO BORGIA / POOL

“Ascoltare è un verbo che vi riguarda come giornalisti, ma che ci riguarda tutti come Chiesa, in ogni tempo e specialmente ora che è iniziato il processo sinodale – ha sottolineato questa volta Francesco – Ascoltare, per un giornalista, significa avere la pazienza di incontrare a tu per tu le persone da intervistare, i protagonisti delle storie che si raccontano, le fonti da cui ricevere notizie. Ascoltare va sempre di pari passo – ha continuato – con il vedere, con l’esserci: certe sfumature, sensazioni, descrizioni a tutto tondo possono essere trasmesse ai lettori, ascoltatori e spettatori soltanto se il giornalista ha ascoltato e ha visto di persona. Questo significa sottrarsi (e so quanto è difficile nel vostro lavoro!)  sottrarsi alla tirannia dell’essere sempre online, sui social, sul web”.

Il “buon giornalismo dell’ascoltare e del vedere ha bisogno di tempo”, ha aggiunto il Papa, che ha ricordato che “non tutto può essere raccontato attraverso le email, il telefono, o uno schermo”.

“Ogni notizia, ogni fatto di cui parliamo, ogni realtà che descriviamo necessita di approfondimento – ha proseguito – nel tempo in cui milioni di informazioni sono disponibili in rete e molte persone si informano e formano le loro opinioni sui social media, dove talvolta prevale purtroppo la logica della semplificazione e della contrapposizione, il contributo più importante che può dare il buon giornalismo” sia proprio quello dell’approfondimento.

“Che cosa potete offrire in più, a chi vi legge o vi ascolta, rispetto a ciò che già trova nel web? Potete offrire il contesto, i precedenti, delle chiavi di lettura che aiutino a situare il fatto accaduto”.

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