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La foto del secolo? Perché non mi emoziona l’immagine del Buco nero M87

Non si tratta di uno "scatto", ma stiamo “solo” ricostruendo con passaggi e l'elaborazione d'informazioni un mondo che ancora poco conosciamo

L'immagine ricostruita dopo varie rielaborazioni di dati che mostra il "buco nero"

Grazie allo sforzo di centinaia di ricercatori e ad otto telescopi distanti tra di loro migliaia di chilometri, dalle Ande cilene alle Hawaii, dal Messico alla Spagna, dagli Usa all’Antartide, la comunità scientifica ha elaborato migliaia di informazioni creando una immagine di un Buco Nero al centro della galassia Messier M87 a circa 55 milioni di anni luce dalla Terra nel vicino ammasso della Vergine. Per l’Italia ha contribuito l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). I telescopi che hanno contribuito a questo risultato sono stati Alma, Apex, il telescopio Iram da 30 metri, il telescopio James Clerk Maxwell, il telescopio Alfonso Serrano, il Submillimeter Array, il Submillimeter Telescope e il South Pole Telescope.

L’enorme quantità di dati grezzi – misurabile in petabyte, ovvero milioni di gigabyte – ottenuta dai telescopi è stata poi ricombinata da supercomputer altamente specializzati ospitati dal Max Planck Institute for Radio Astronomy e dal Mit Haystack Observatory.

La massa del buco nero è di 6.5 miliardi di volte quella del Sole, il diametro 40 miliardi di chilometri, oltre 260 volte la distanza Terra-Sole, tanto da contenere tutto il nostro Sistema Solare.

Per osservare un oggetto così lontano il consorzio Event Horizon Telescope ha osservato il centro della galassia Messier M87 ed ha rilevato come i raggi di luce che costituiscono l’orizzonte degli eventi si piegano verso il centro del buco nero dimostrando l’esistenza di un buco nero super-massivo. Il grande lavoro che è stato fatto dal consorzio è stato quello di calibrare i dati e le immagini in quanto i segnali astronomici sono deboli nella banda millimetrica, e distorti per effetto dell’atmosfera, che varia molto velocemente a quelle frequenze. Contrariamente a quanto si può pensare non si tratta di una foto istantanea, ma di una immagine ricostruita.

Non mi emoziona perché è quello che abbiamo sempre pensato e che i vari artisti hanno realizzato dopo che hanno parlato con vari scienziati e vederlo fattivamente non rappresenta una sorpresa. Io stesso una ventina di anni fa avevo fatto un fumetto che conteneva una visione personale di un buco nero che potete osservare qui.

È comunque interessante il fatto che nessuno o quasi nessuno dica che il buco nero sta ruotando come appare anche dalla sequenza. 

Siamo in un’era di nuove scoperte fondamentali, altri eventi recentemente registrati, come le onde gravitazionali stanno segnando un cammino ipotizzato ed ora verificato. Ma dire che questa è la foto del secolo è a mio avviso impreciso. Stiamo “solo” ricostruendo un mondo che ci appartiene ma che ancora poco conosciamo e questo è un tassello.

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