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Papilloma virus (HPV) e cancro cervicale: perché la prevenzione è fondamentale

L’infezione da HPV è molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale, e in alcuni casi è causa di forme tumorali

Vaccinazione contro il Papilloma Virus (Flickr.com).

Attualmente ci sono 3 vaccini che proteggono dal 90 per cento circa dei tumori dipendenti da HPV. La vaccinazione contro l’HPV si è dimostrata molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina, soprattutto se effettuata prima dell'inizio dell'attività sessuale; questo perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus HPV

Il papilloma virus umano (HPV) non è un unico virus, ma un gruppo di virus costituito da oltre 200 diverse tipologie (sierotipi o ceppi), alcuni dei quali considerati a “basso rischio” poiché, in genere, non si associano allo sviluppo di un tumore, ed altri, di cui almeno 14 cancerogeni, definiti “ad alto rischio” poiché potenziali fattori di insorgenza del cancro.

L’infezione da HPV è un’infezione molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale. Sebbene nella maggior parte dei casi sia transitoria e priva di sintomi evidenti, in casi più rari, in cui il sistema immunitario non riesce a debellare rapidamente il virus, l’HPV può determinare l’insorgenza di forme tumorali. In particolare, dei 14 ceppi classificati ad alto rischio, due (HPV 16 e 18) causano il 70% dei tumori della cervice uterina e delle lesioni cervicali pre-cancerose. Oggi è l’unica forma di neoplasia riconosciuta come totalmente attribuibile ad un’infezione.

Il controllo completo del cancro cervicale comprende la prevenzione primaria (vaccinazione contro l’HPV), la prevenzione secondaria (screening e trattamento delle lesioni pre-cancerose), la prevenzione terziaria (diagnosi e trattamento del carcinoma cervicale invasivo) e le cure palliative.

Il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne. Lo screening del cancro cervicale è essenziale per diagnosticare la malattia cervicale, sia prima che durante la gravidanza, in quanto, il cancro cervicale è una delle più comuni neoplasie ginecologiche diagnosticate durante la gravidanza anche se, fortunatamente, è un evento raro. Si tratta di una situazione complessa e delicata sia per la paziente, che è doppiamente spaventata per la sua salute e per quella del suo bambino, sia per il clinico, che si trova a gestire un counselling particolarmente impegnativo. In un recente articolo pubblicato su Journal of Cellular Physiology viene fornita una panoramica della letteratura attuale riguardante le strategie di trattamento di casi concomitanti di gravidanza e cancro del collo dell’utero. Tutte queste osservazioni suggeriscono che la somministrazione del vaccino HPV potrebbe essere una strategia appropriata per il trattamento della cervice cancro nelle donne in gravidanza insieme a terapie standard.

Attualmente ci sono 3 vaccini che proteggono dal 90 per cento circa dei tumori dipendenti da HPV. La vaccinazione contro l’HPV si è dimostrata molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina, soprattutto se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale; questo perché induce una protezione maggiore prima di un eventuale contagio con il virus HPV.

A supporto di ciò, uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha mostrato che due ceppi di HPV legati al cancro cervicale sono diminuiti dall’avvento del vaccino HPV. In questo studio, McClung e colleghi hanno cercato di determinare se i tipi di HPV 16 e 18, che sono responsabili di circa il 70 per cento dei tumori del collo dell’utero in tutto il mondo, stiano diminuendo. Questi due tipi sono stati presi di mira dal vaccino quadrivalente HPV, e dal vaccino anti-HPV 9-valente. Lo studio offre prove che la vaccinazione HPV ha ridotto l’incidenza di infezioni che possono portare al cancro cervicale. “Questa è la prova evidente che il vaccino HPV sta lavorando per prevenire la malattia cervicale nelle giovani donne negli Stati Uniti”, ha detto McClung. “Nei prossimi anni, dovremmo assistere ad un impatto ancora maggiore poiché un numero maggiore di donne verranno vaccinate durante la prima adolescenza e prima dell’esposizione all’HPV”.

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