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Salute e ambiente: inquinamento e cancro, una nesso da non sottovalutare

In tutto il mondo, il numero di nuovi casi di tumore è in continuo aumento. Nel 2019 a 18 milioni di persone verrà diagnosticato il cancro e 9 milioni moriranno

Inquinamento (Foto di Ralf Vetterle da Pixabay).

La relazione tra smog e cancro è stata ampiamente dibattuta. Rispetto allo stile di vita e alle cattive abitudini di ognuno di noi, lo smog ricopre un ruolo marginale nel contribuire allo sviluppo delle malattie, perché spesso se ne sottovaluta il potenziale, l’impatto sulla salute ed il benessere fisico. Ad esempio, l’inquinamento potrebbe spiegare l’aumento del numero dei casi di tumore al polmone in persone non fumatrici

È ormai noto che l’insorgenza del cancro ha un carattere multifattoriale, ovvero da imputare a fattori intrinseci e fattori estrinseci che, in maniera simultanea, concorrono ad aumentare il rischio di sviluppare tale patologia. Tra i fattori estrinseci, che esulano dalla componente genetica, vi è l’inquinamento ambientale, inteso come inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo.

La relazione tra smog e cancro è stata ampiamente dibattuta. Rispetto allo stile di vita e alle cattive abitudini di ognuno di noi, lo smog ricopre un ruolo marginale nel contribuire allo sviluppo delle malattie, perché spesso se ne sottovaluta il potenziale, l’impatto sulla salute ed il benessere fisico. Ad esempio, l’inquinamento potrebbe spiegare l’aumento del numero dei casi di tumore al polmone in persone non fumatrici. In tutto il mondo, il numero di nuovi casi di tumore è in continuo aumento, in confronto ad altre malattie, come quelle associate alle infezioni virali. Si calcola che nel 2019 a 18 milioni di persone verrà diagnosticato il cancro e 9 milioni moriranno a causa di esso. Il nostro organismo è continuamente costretto a reagire all’ambiente e alle minacce che da esso provengono per mantenere un equilibrio e preservare le proprie funzioni vitali. Sostanze cancerogene, come metalli pesanti, nichel e arsenico sono presenti in beni di largo consumo, tra cui cosmetici, indumenti, gas di scarico e, purtroppo, anche negli alimenti.

Nel corso degli anni sono stati effettuati test tossicologici per valutare il potenziale cancerogeno di diverse sostanze, ma quelle testate sono ancora troppo poche rispetto a quante ne vengono quotidianamente utilizzate. Inoltre, l’esposizione a tali sostanze non avviene singolarmente, ma spesso in modo simultaneo, e questo rappresenta un ulteriore limite nelle analisi tossicologiche. Considerata la difficoltà nell’evitare il contatto con tali sostanze a causa della loro estrema diffusione e presenza in ogni contesto della nostra vita, diventa necessario intervenire sui quei comportamenti che dipendono direttamente da ognuno di noi, con particolare attenzione allo screening preventivo. Attualmente, molte risorse economiche vengono destinate proprio alla prevenzione. In ogni caso, la cosa più complicata resta dimostrare un nesso di causalità tra i fattori imputati e l’insorgenza di patologie in generale, comprese quelle di natura oncologica.

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