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Salute mentale e coronavirus: gli psicologi a sostegno di pazienti e familiari

Iniziative e consigli per chi vive il disagio del contagio da covid-19, dal paziente al medico, al familiare: parla lo spicologo Fabrizio Pace

Coronavirus (TPHeinz/Pixbay)

Pazienti, medici, infermieri, OSS, addetti alle pulizie, alle camere mortuarie, e sanitari in genere. Tutti stremati dagli incessanti turni svolti nei reparti, eppure sembra che le ripercussioni psicologiche che il Coronavirus causa attualmente, e che causerà in seguito, vengano sottovalutate. Ne abbiamo parlato con lo psicologo astigiano Fabrizio Pace, specializzato in Psicoterapia Biosistemica, Cure Palliative e terapia del dolore

Psicologi: “ci troviamo nel pieno della crisi che il Covid-19 ha creato nei pazienti”

Cosa può accadere alle famiglie con pazienti contagiati?

“Il rischio è quello di trovarsi davanti a familiari di chi è affetto da COVID-19 con danno da disturbo post-traumatico da stress. È esattamente ciò che percepisco attraverso l’incessante lavoro che in questo momento mi trovo ad affrontare all’interno dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato per conto dell’Associazione Vitas che da anni si occupa delle realtà più fragili legate al fine vita, sia in ospedale che a domicilio.”

E ai malati?

“Attualmente la procedura che si attua nelle persone che risultano positive al Coronavirus prevede che vengano portati in ospedale senza lasciare il tempo e lo spazio sia ai familiari presenti nella stessa abitazione, che a quelli che dimorano in altre case. All’interno dei reparti adibiti per l’emergenza attuale, i malati non possono più vedere ne sentire i loro familiari. in pochissime circostanze provengono delle informazioni dal personale sanitario che mette addirittura a disposizione i propri telefoni per mandare notizie alla famiglia, in alcuni casi attraverso videochiamate. Intere famiglie attendono per ore che si trasformano in giorni, soprattutto nelle situazioni in cui viene comunicato che il congiunto sta molto male. I familiari attendono la notizia con una tale ansia, frustrazione e terrore che difficilmente riescono a gestire: ecco perchè interveniamo noi Psicologi, con l’adeguato e necessario supporto, attraverso mezzi di comunicazione come Skype o videochiamate di WhatsApp”.

fabrizio pace

fabrizio pace

Gli psicoterapeuti come riescono ad aiutare?

“Personalmente, come terapeuta, scelgo di effettuare la videochiamata all’aperto, per cercare di restituire serenità e normalità alle persone con cui sto dialogando al telefono. In questo momento di emergenza fornisco anche reperibilità il sabato e la domenica proprio per quei malati internati nei reparti, ai familiari, nonché al personale sanitario che mai come ora sta affrontando un’enorme sacrificio. A ciò si aggiunge il grande limite della presenza di pochi presidi DPI, in particolare per quanto riguarda le mascherine FPP2 e FPP3. L’utilizzo di questi presidi ci tutela non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico in quanto al solo pensiero di visitare un qualunque paziente che, ad oggi, potrebbe essere un potenziale Covid-19, ci mette in allarme”.

Cosa succederà dopo?

“Purtroppo a breve la ricaduta sociale di tutto ciò sarà inevitabile e di elevata importanza. di ciò lo Stato si è reso conto in quanto tra le rapide assunzioni che si stanno svolgendo, oltre a Medici e Infermieri, troviamo anche Psicologi. L’intera popolazione è duramente colpita, la reclusione in casa ha delle ripercussioni importanti, soprattutto di chi che perde il congiunto e non ha la possibilità nè di vederlo ne di salutarlo nella camera mortuaria. Ad oggi la salma dei deceduti viene inserita nel feretro e immediatamente chiusa. L’ultimo saluto al proprio parente è importante. il rito funebre, con la sua fondamentale valenza psicologica”.

Come deve collocarsi la vostra figura professionale?​

“In questo momento i professionisti della salute mentale dovrebbero essere impiegati per supportare le equipe di sanitari impegnate in questo momento.Ci si deve fare  carico, pur non avendone gli strumenti professionali dell’angoscia di morte che gli affetti manifestano. alla cittadinanza che in solitudine sta attraversando un momento del tutto inaccettabile per l’essere umano;
a tutti quei ricoverati e alle loro famiglie con cui non riescono ad avere più contatti. E’ scientificamente provato che la vicinanza di un congiunto possa elevare i benefici di guarigione e gli effetti farmacologici di cui i pazienti stanno beneficiando”.

corona

Riflessioni

Un importante appello indirizzato alle istituzioni che firmano i decreti è quello di provare a mettersi nei panni dei familiari. Lo scopo è quello di  comprendere questo aspetto e mettere in condizione i familiari delle vittime del COVID-19 di poter dare loro l’ultimo saluto.
Un ultima riflessione ma non meno importante vuole essere in misura di utlità professionale.
In questo momento i professionisti della salute mentale dovrebbero essere impiegati:
• per supportare le equipe di sanitari impegnate in questo momento con particolare attenzione sia a quelli in prima linea sia a tutti quei sanitari di ordine e grado che  si preoccupano di chiamare tutti i sanitari in quarantena
• alla cittadinanza che in solitudine sta attraversando un momento del tutto inaccettabile per l’essere umano;
• a tutti i contagiati e alle loro famiglie con cui non riescono ad avere più contatti. E scientificamente provato che la vicinanza di un congiunto desiderato possa elevare i benefici di guarigione e gli effetti farmacologici di cui ogni paziente ricoverato sta beneficiando.

Ad oggi si rivela che il grande bisogno possa realmente essere quello di avvalersi degli specialisti della comunicazione per evitare di generare continuo panico di massa.
“Da Psicoterapeuta comunico un altro aspetto fin ora non preso in considerazione. Tra i milioni di italiani ve ne sono molti affetti da patologie psichiatriche più o meno gravi che pertanto a seguito di queste errate comunicazioni entrano in panico e difficilmente la comunità di terapeuti riesce a gestirli a distanza in questo momento così delicato.
Purtroppo abbiamo pochi Medici, Psicologi e Infermieri. Stimo pagando lo scotto di una sempre più stringente politica di “elite” verso le classi mediche che non hanno mai permesso di rendere pubblico l’accesso alle facoltà sanitarie per quanto riguarda Medici, Psicologi ed Infermieri, mentre per gli Psicologi, ancora oggi non sono sufficientemente integrati nel sistema Sanitario Nazionale come le altre professioni, ritenendoli, erroneamente, superflui. I cittadini che decidono di avvalersi di un professionista della salute mentale, affrontano un percorso privato per potersi far supportare da questo mondo professionale con carichi economici individuali”.

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Come affrontare la paura del covid-19

Perché non bisogna avere paura? Perchè la paura mette in difesa il sistema neurovegetativo autonomo e pertanto si attivano i meccanismi di difesa, attacco e fuga che si mettono in atto per difenderci. Già ma da cosa? Non di certo possiamo attraverso questi meccanismi combattere un nemico invisibile. In questo modo produciamo pertanto sostanze come il cortisolo, l’adrenalina e noradrenalina.Tutte sostanze che portano in grande stress il sistema immunitario.
Dobbiamo cercare, per quanto possibile di recuperare serenità e tranquillità di cui il nostro organismo necessita, “normalizzando” quanto più possibile questa, a dir poco surreale, situazione.
Musica, tecniche di rilassamento, riscoprire un vecchio libro che ci ha restituito momenti di benessere, occuparci di tutte quelle cose che non ci siamo mai dati il giusto tempo di affrontare, sono strumenti atti ad andare nella giusta direzione.
Cerchiamo di ritrovare il nostro fulcro attraverso il sistema cerebrale detto Parasimpatico. Producendo neurotrasmettitori come la serotonina, le endorfine, la cedilcolina ci trasmettono benessere in quanto sono quelle sostanze che fanno vedere il bicchiere mezzo pieno.
Decidiamo noi, due soli momenti della giornata, in cui recepire le informazioni sul Coronavirus . Facciamolo solo attraverso canali e fonti ufficiali nonché autorevoli. Più ci allarmiamo e più la così detta ansia anticipatoria comincerà ad avere il sopravvento su di noi.

Strumenti di sostegno psicologico per gli expat durante ilcovid-19

In questi giorni giungono agli psicologi di Transiti richieste da ogni parte del mondo. Alcuni connazionali partiti per un’esperienza sono disorientati dall’isolamento in un luogo lontano dalla loro casa in cui vigono regole di gestione della quarantena e sistemi sanitari differenti, altri hanno perso il lavoro, c’è chi è preoccupato per familiari in Italia che si sono ammalati: si trovano in un limbo in cui è difficile pensare, sperimentano angoscia e sintomi depressivi.

Transiti è partner di una sperimentazione all’interno del progetto di telemedicina dell’Asl Roma 6 che ha preso il via a inizio ottobre per la validazione scientifica di un modello di psicoterapia breve online, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e l’Università degli Studi di Torino. Lo studio permette di validare un modello di intervento efficace, tempestivo e capillare nel contrasto di ansia e depressione in sedici sedute online secondo un modello sviluppato manualizzato dal Anna Freud Institute e adottato dal sistema sanitario pubblico Britannico. Anna Pisterzi, Ceo di Transiti, è Docente di Psicologia e nuove Tecnologie all’interno del corso di Laurea Magistrale di Psicologia clinica e di Comunità dell’Università degli studi di Torino. Oltre alle tematiche di psicoterapia online e espatrio si occupa delle componenti psicologiche legate allo Smart working alla Didattica digitale e agli aspetti delle nuove traumaticità da reati in rete.

Per questo Transiti, ha scelto di compiere un atto di solidarietà sociale offrendo tre colloqui gratuiti con i suoi psicologi e psicoterapeuti per tutti gli italiani all’estero che hanno bisogno di un supporto. Per attivarli sarà necessario registrarsi sul sito www.transiti.net e utilizzare il codice convezione specifico IOSTOCONTE che permette di iscriversi alla sezione riservata.

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Tutti gli incontri online effettuati durante la terapia avvengono nella D-stanza, una stanza virtuale creata appositamente da Transiti per gestire le consulenze psicologiche in luoghi e fusi orari diversi. La D-stanza è un ambiente sicuro e accogliente, dove ci si può relazionare via Voip con il terapeuta ed è protetta da una tecnologia avanzata con crittografia end-to-end, che garantisce totale sicurezza e rispetto della privacy. Non è richiesto alcuno scambio di informazioni personali tra paziente e terapeuta, gli incontri non vengono registrati né i dati di accesso venduti a terzi. I soli dati utilizzati, resi anonimi, verranno usati esclusivamente a fini di ricerca scientifica.

Le caratteristiche fondamentali del servizio: ricerca scientifica sull’efficacia della psicoterapia online e sulle tematiche d’espatrio; psicoterapia in lingua madre; il luogo sicuro e dedicato (la D-stanza) costruito apposta e SOLO per svolgere colloqui psicologici; la formazione sul nuovo paradigma della psicologia online e la supervisione costante del gruppo di lavoro, risultano in questa situazione emergenziale determinanti nel poter accogliere con efficacia e professionalità il dolore psichico. Lo psicologo online non si improvvisa: il colloquio psicologico online è un nuovo paradigma in cui è fondamentale un a formazione multidisciplinare per saper leggere le dinamiche che si strutturano, è un grossolano errore pensarlo come mera trasposizione del colloquio vis a vis. Gli psicologi che lavorano con noi si sono formati intensivamente per sei mesi prima di iniziare a lavorare online e continuano in un processo di formazione permanente. È inoltre fondamentale proteggere il setting adottando una tecnologia adeguata strutturata appositamente per un colloquio terapeutico. Per questo è nata la D-stanza” dichiara Anna Pisterzi, CEO di Transiti.

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Il gruppo di terapeuti di Transiti è formato da quindici psicologi e psicoterapeuti selezionati (tutti professionisti laureati e iscritti all’Ordine), con una formazione specifica e approfondita alle dinamiche di espatrio, alle problematiche di chi vive all’estero e all’approccio digitale della psicologia. Attualmente Transiti si avvale anche di un comitato tecnico scientifico multidisciplinare formato da studiosi quali il direttore del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino Alessandro Zennaro e il prof. Salvatore Gullo dell’Università di Palermo – entrambi esperti nella ricerca sull’efficacia della psicoterapia – la prof.ssa Roberta Ricucci, sociologa delle migrazioni, e la prof.ssa Francesca Prandstraller che insegna risorse umane internazionali in Bocconi.

Transiti si rivolge a studentiaziendeenti pubblici e privati, a chi lavora nel terzo settore cercando di tutelare la salute emotiva e mettere l’espatriato in condizioni di vivere al meglio un’esperienza stimolante e impegnativa.

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