Cerca

Scienza e SaluteScienza e Salute

Commenti: Vai ai commenti

Croce Rossa: 51,6 milioni di persone colpite da inondazioni, siccità, tempeste e covid-19

Conferenza stampa di Francesco Rocca dell'IFRC: nel 2020 il coronavirus al centro del dibattito politico, ma non si può ignorare la crisi climatica e ambientale

Le inondazioni monsoniche di quest'anno hanno reso la vita molto difficile a milioni di persone in Bangladesh (Facebook / IFRC)

In Asia e Africa, inondazioni diffuse hanno distrutto le comunità, spazzato via case, scorte di cibo e mezzi di sussistenza. Ondate di roghi hanno devastato nelle ultime settimane la costa Ovest degli Stati Uniti, mentre la sponda dell'Atlantico si prepara alla stagione degli uragani, che si prevede sempre più disastrosa. L'Amazzonia, polmone destro dell'umanità, rischia l'estinzione, compromettendo così, l'intero ecosistema. E non bisogna dimenticarsi dell'Australia tra le fiamme, appena 7 mesi fa. Francesco Rocca, Presidente dell'International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC), affiancato da Julie Arrighi, consulente per il clima, con Red Cross Red Crescent Climate Centre, ha tenuto oggi una conferenza stampa per presentare una nuova analisi sul numero di persone nel mondo colpite dalle due crisi: il clima e la pandemia Covid-19

Press Briefing di Francesco Rocca, Presidente di IFRC.
(Archive UN Photo: Loey Felipe)

Il Presidente Francesco Rocca ha aperto la conferenza via zoom, dal titolo “Disastri legati al clima e Covid-19”, ringraziando i corrispondenti delle Nazioni Unite e ha proseguito raccontando che un anno fa si trovava a New York per presentare il primo vertice sul clima del rapporto IFRC (International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies) chiamato The cost of doing nothing, ovvero “il costo di non fare niente”, per sottolineare l’urgenza di un’azione ambiziosa per il clima. Purtroppo, esattamente un anno dopo, la situazione non è cambiata. “Siamo qui oggi per presentare la nuova analisi, condtotta insieme ai nostri colleghi del dall’International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC) e dal Red Cross Red Crescent Climate Center, sulla sovrapposizione delle vulnerabilità delle persone colpite dal covid-19 e sui disastri legati al clima”. L’idea dell’incontro, svoltosi via zoom, è quella di riportare l’attenzione sulle conseguenze umanitarie dei cambiamenti climatici.

La nuova analisi, pubblicata oggi, rivela che almeno 51,6 milioni di persone nel mondo sono state colpite da inondazioni, siccità, tempeste e Covid-19. Almeno altri 2,3 milioni di persone sono state colpite da grandi incendi e si stima che 437,1 milioni di persone in gruppi vulnerabili siano state esposte a calore estremo, il tutto contendendo gli impatti diretti sulla salute del covid-19 o le misure attuate per frenarne la diffusione. Secondo lo studio, nel 2020, su 132 eventi meteorologici estremi unici che si sono verificati finora, 92 eventi metereologici si sono sovrapposti alla pandemia.

La pandemia colpisce tutti, ma soprattutto le persone più vulnerabili. Il coronavirus sta aumentando i bisogni delle persone che soffrono di disastri legati al clima, ostacolando la ripresa.

Non tutti i disastri legati al clima hanno un legame diretto con il cambiamento climatico; è inequivocabile che la causa degli estremi cambiamenti meteorologici, avvenuti negli ultimi anni, sono dovuti ad una chiara impronta dell’uomo.

Il 2020 è stato un anno molto complesso e impegnativo per tutti noi”. Covid-19 è stato al centro del dibattito politico, “ma non possiamo permetterci di ignorare la crisi climatica” ha dichiarato Francesco Rocca, Presidente dell’IFRC.

In tutta l’Asia e l’Africa, i volontari dell’IFRC hanno risposto attivamente alle inondazioni diffuse, che hanno distrutto le comunità, spazzato via case, scorte di cibo e interrotto i mezzi di sussistenza. Inoltre, in queste regioni, Covid-19 ha ostacolato gli sforzi di risposta, aumentando il carico sui sistemi sanitari, che erano già tesi o limitati e impedendo alle persone colpite di cercare cure per paura di contrarre il virus.

Un pompiere lavora per contenere i roghi nel Nord della California.

Ondate di roghi hanno devastato nelle ultime settimane la costa Ovest degli Stati Uniti. Milioni di ettari sono stati bruciati e migliaia di case sono andate distrutte. Si sono contati diversi morti e tanti altri dispersi. Solo in Oregon ci sono stati 500 mila sfollati. Inoltre i venti caldi in California, Oregon e Washington hanno alimentato gli incendi. E’ “colpa del cambiamento climatico” aveva detto il governatore democratico della California, Gavin Newsom. “Questa è una dannata emergenza climatica. E’ reale e sta accadendo”. “Venite nello stato della California. Osservatelo con i vostri occhi”. Qui, i volontari della Croce Rossa sono stati sul campo, fornendo cibo e riparo alle persone colpite e hanno aiutato la comunità a prepararsi a rispondere agli uragani e alle tempeste tropicali in arrivo.

L’altra sponda degli Stati Uniti, che affaccia sull’Atlantico, sta per entrare nella stagione degli uragani. Rispondendo alla domanda di un giornalista, il Presidente Francesco Rocca ha detto che sebbene non sia un scienziato, la sua opinione per quello che ogni anno viene ribadito, è che il peggio deve ancora arrivare. Si dice essere una persona ottimista, ma ad oggi, la sua esperienza lo fa essere realista: “Ogni anno, questi fenomeni peggiorano rispetto all’anno precedente, quindi credo che non siamo all’apice della crisi; ma questo è segnalato in ogni report, non solo nei report della IFRC”.

Ieri, durante la 75a Assemblea generale dell’ONU, il presidente del Brasile Bolsonaro, ha affermato, come già in passato, che il suo Paese soffre di una campagna di disinformazione sull’Amazzonia e le zone umide brasiliane e che l’agroindustria rispetta la legislazione ambientale. “Siamo leader quando si tratta di preservare le foreste pluviali. Abbiamo la rete energetica più pulita e diversificata del mondo”.

Di questo il Presidente Francesco Rocca ha commentato: “Ho sentito ieri il discorso del presidente Bolsonaro e per me non c’è niente da commentare… Non sono uno scienziato e non voglio confrontarmi in modo tecnico”.

Il polmone destro dell’umanità continua ad andare in fiamme. I numerosi incendi delle estati 2019 e 2020 stanno portando alla catastrofe. Secondo il rapporto del WWF, la deforestazione e il cambiamento climatico rischiano di portare l’Amazzonia “all’estinzione”. Sarà una catastrofe mondiale, poiché la foresta genera pioggia, raffredda la terra, immagazzina carbonio e assorbe gas serra.

Foresta Amazzonica (di Lucia Barreiros Flickr)

Appena 7 mesi fa, l’Australia era tra le fiamme. Una vera apocalisse. Nell’inverno del 2020, sono stati bruciati circa 10 milioni di ettari di territorio, distrutte più di mille abitazioni, uccisi quasi un miliardo di animali selvatici, tra cui 8 mila koala. Il bilancio dell’emergenza interessa l’intero continente.

Gli scienziati hanno già dimostrato con diversi dati che il 2020 è uno degli anni con le ondate di caldo superiore. Solo poche settimane fa, le Nazioni Unite avevano lanciato “United in Science 2020“, l’ultimo rapporto coordinato da WMO, che sottolinea gli impatti crescenti e irreversibili del cambiamento climatico. “A causa delle emissioni passate, siamo vincolati a un ulteriore riscaldamento” aveva affermato durante la presentazione il capo dell’ONU Antonio Guterres. “Ondate di caldo, incendi devastanti, inondazioni e siccità. Queste sfide non faranno che crescere”. “Le conseguenze del nostro fallimento nel far fronte all’emergenza climatica sono ovunque”. I dettagli dei dati scientifici hanno indicato che la temperatura media globale per il 2016-2020 è stata la più calda mai registrata. Inoltre si prevede che nel 2020-2024, il mondo è destinato a vedere i suoi cinque anni più caldi mai registrati, con una temperatura di almeno 1,5 ° C superiore alla media. Questa tendenza, con tutta probabilità, continuerà.

Rivolgendosi ai media presso la sede delle Nazioni Unite a New York in vista della tavola rotonda di alto livello sull’azione per il clima, il Presidente dell’IFRC, Francesco Rocca, ha dichiarato: “Queste nuove cifre confermano ciò che già sapevamo dai nostri volontari in prima linea: la crisi climatica non si è fermata per covid-19 e milioni di persone hanno sofferto delle due crisi che si sono accavallate. Non abbiamo altra scelta, dobbiamo entrambe le crisi contemporaneamente”.

Il presidente Francesco Rocca ha aggiunto: “L’azione urgente per il clima non può aspettare, non abbiamo più tempo da sprecare. Serve una forte volontà politica e azioni concrete”. “Abbiamo bisogno di un comitato politico forte. Abbiamo la rara opportunità di fare la differenza per davvero sulla crisi climatica, mentre cerchiamo di riprenderci dagli impatti economici creati dalla crisi sanitaria”.

Un deserto in Arizona, dove il cambiamento climatico sta causando un aumento delle già bollenti temperature

“L’IFRC è in una posizione unica per supportare le persone che vivono in disastri legati al clima e Covid-19 grazie alla nostra rete di quasi 14 milioni di volontari locali che sono rimasti saldi nelle loro comunità, anche se molte organizzazioni internazionali hanno dovuto ritirarsi. Hanno lavorato instancabilmente per affrontare nuove sfide, dalla distribuzione di dispositivi di protezione individuale all’adattamento degli spazi di evacuazione per supportare le distanze fisiche”, ha detto il Presidente Rocca.

Julie Arrighi, consulente per il clima del Centro per il clima della Croce Rossa della Mezzaluna Rossa, ha dichiarato: “Sebbene non tutti i disastri legati al clima abbiano un legame diretto con il cambiamento climatico, è inequivocabile che a causa del riscaldamento globale ci troviamo di fronte a un clima più instabile con più estremi. COVID-19 ha esposto le nostre vulnerabilità come mai prima d’ora e, come mostra la nostra analisi preliminare, ha aggravato la sofferenza per milioni di persone colpite da disastri legati al clima “.

Riflettendo sulla risposta globale al Covid-19, il Presidente dell’IFRC Francesco Rocca ha dichiarato: “In questo momento stiamo assistendo a un investimento senza precedenti di miliardi di dollari per contrastare gli impatti economici della pandemia e salvare i posti di lavoro e la crescita economica”. “Questo dimostra che i governi possono agire in modo decisivo e drastico di fronte alle minacce globali imminenti. Dunque abbiamo urgentemente bisogno di questa stessa energia sul clima, ed è fondamentale che il recupero da covid-19 sia verde, resiliente e inclusivo se vogliamo salvaguardare le comunità più vulnerabili del mondo”. “Le decisioni di oggi, segneranno e faranno la differenza per le generazioni futura. Non possiamo perdere questa opportunità”.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter