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Covid-19, in Campania posti in terapia intensiva insufficienti: come rimediare?

Il virus va anticipato, prevenuto e non inseguito. La salute è un diritto, ai politici spetta potenziare la medicina territoriale e far rispettare le regole

Una foto di un reparto ospedaliero per "COVID-19 Hospital"

Da “napoletano” prestato agli Stati Uniti ho sempre considerato la Campania un’eccellenza, non solo per quanto riguarda la qualità dei medici, ma anche per le ottime università e le modalità di svolgimento delle attività di ricerca... Con la pandemia è emerso che il problema principale è legato alla densità di popolazione rispetto alla inadeguatezza delle aziende ospedaliere regionali anche per l’esiguità dei posti di terapia intensiva

Negli ultimi giorni, i dati sanitari ed epidemiologici del mondo e dell’Italia non sono rassicuranti. Virologi esperti sostengono che si avvicinano le settimane più buie per l’America. In Italia, invece, anche se non viviamo una situazione critica come quella francese e i nostri ospedali non sono in crisi come questo inverno, si vivono giorni di difficoltà in quanto il paese non è validamente attrezzato.

Il virus va anticipato, prevenuto e non inseguito. Dovremmo rispettare i tanti sacrifici fatti, le tante vittime e tutelare i soggetti più fragili, stabilendo nuove regole da far rispettare in maniera rigorosa nelle prossime fasi.

Un operatore sanitario controlla una ragazza per COVID-19 in una clinica temporanea allestita vicino a un ospedale nel sud del Nepal (UNICEF Nepal)

Le scelte delle istituzioni, in Italia, non si fondano su un indirizzo unico, tengono molto in conto gli equilibri sociali e politici. Una tra le regioni più a rischio è la Campania. Da “napoletano” prestato agli Stati Uniti ho sempre considerato la Campania un’eccellenza, non solo per quanto riguarda la qualità dei medici, ma anche per le ottime università e le modalità di svolgimento delle attività di ricerca. La situazione socio-economica di questa regione forse negli anni ha offuscato questa peculiarità, ma con la pandemia è emerso che il problema principale è legato alla densità di popolazione rispetto alla inadeguatezza delle aziende ospedaliere regionali anche per l’esiguità dei posti di terapia intensiva.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca
(fonte: regione Campania)

I politici locali forse avrebbero potuto meglio potenziare i trasporti, e gli ospedali. Ad oggi i 110 posti in terapia intensiva potrebbero risultare insufficienti per la popolazione campana. Si sarebbe potuto aprire qualche ospedale chiuso, potenziare la medicina territoriale per una assistenza domiciliare dei malati ed, invece, sembra che stiano chiudendo i percorsi ospedalieri non urgenti. Questo ovviamente rappresenta una seria criticità per la tutela della salute di persone affette da altre patologie più o meno severe.

Tornando al discorso di identificazione di percorsi unitari per la diagnosi rapida e sensibile del coronavirus, forse sarebbe stato opportuno non istituire dei costi sui tamponi avendo concesso il patentino di validità anche ai laboratori privati. La salute deve essere garantita a tutti.

Concluderei dicendo che il diritto alla salute si collega all’obbligatorietà degli interventi precisi di monitoraggio dei residenti, della loro salute e della salute dell’ambiente in cui vivono; bisogna potenziare la medicina territoriale ed intervenire duramente su chi non rispetta le regole.

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