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Vaccinazioni: l’Italia quasi prima in Europa mentre a New York c’è confusione

Ma la popolazione “generale” italiana non ha un’idea precisa di quando potrà cominciare a vaccinarsi; intanto a NYC de Blasio accusa Cuomo per la lentezza

Illustration by Antonella Martino

Al netto delle polemiche, da lunedì la città di New York allargherà i criteri includendo anche gli over75 tra le persone che potranno, immediatamente, prenotare la vaccinazione. Secondo le autorità cittadine, per chi non lavora nel sistema sanitario potrà essere prenotato e ricevuto dove abitualmente vengono inoculate le vaccinazioni: il medico curante, le cliniche ospedaliere, le farmacie, nonché alcune delle cliniche temporanee create per effettuare i tamponi.

La campagna di vaccinazione è ormai iniziata a pieno regime anche nel vecchio continente, e ogni giorno si inseguono nuove statistiche per confrontare Paesi e, come spesso accade in Europa, decidere chi è più bravo e chi è meno bravo.

Inaspettatamente, negli ultimi giorni gli italiani hanno ricevuto ottime notizie: l’Italia è sul podio per numero di dosi somministrate. Inizialmente il Ministero della Salute aveva diffuso che fosse prima in Europa, tuttavia la notizia è parzialmente inesatta e il Ministero si è dovuto correggere: escludendo UK e Russia, che non sono allineate alle direttive EMA, il Bel Paese, con quasi 600mila dosi somministrate è primo per numero assoluto, ma secondo per vaccinati in proporzione alla popolazione (dietro alla Danimarca). La Francia rimane pecora nera d’Europa, e le polemiche impazzano oltre le Alpi sulle ragioni del ritardo.

Il Premier Giuseppe Conte e il Ministro della Sanità Roberto Speranza

Insomma, un risultato soddisfacente per il Ministro Speranza, ed un successo che, per ora, fa tirare un sospiro di sollievo agli Italiani che, date le note difficoltà organizzative e la prova generale zoppicante coi vaccini antinfluenzali questo autunno, si aspettava il peggio.

Tuttavia, la popolazione “generale” non ha ancora un’idea precisa di quando potrà cominciare a vaccinarsi. Come già annunciato in precedenza il Piano Strategico Vaccinazione è iniziato da personale sanitario, ospiti e personale di RSA, tutti contattati individualmente. Successivamente, over 80 e poi a seguire over 60 ed infine persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità. Nella sezione delle domande frequenti del Ministero della Sanità, alla domanda “Non rientro nelle categorie di persone che hanno diritto alla somministrazione del vaccino nella prima fase, quando potrò fare anch’io il vaccino?” la risposta è piuttosto evasiva: dipenderà dal numero di dosi ricevute. Si stima dopo la primavera.

Una categoria è particolarmente insoddisfatta delle sue prospettive: gli insegnanti ed il personale ATA che, secondo un sondaggio di Orizzontescuola, sarebbero ben disposti a farsi vaccinare immediatamente. L’ex ministro Gelmini, alla Camera, ha detto: “Tenuto conto della doppia inoculazione delle dosi, prima che siano immunizzati tutti gli operatori della scuola arriveremo alle soglie della chiusura dell’anno scolastico (…). Docenti e personale delle scuole vanno inseriti da subito fra le priorità: l’impegno di tutto il Paese deve continuare ad essere quello di mantenere il virus il più lontano possibile dalle scuole e, disponendo dei primi quantitativi di vaccini, occorre dare un segnale immediato a insegnanti e famiglie”.

Nel frattempo, oltreoceano, la progressione della vaccinazione è un grattacapo anche per il sindaco di New York City Bill De Blasio e il governatore Andrew Cuomo, che si scontrano sul tema da alcuni giorni.

Sandra Lindsey l’infermiera del Long Island Jewish Medical Center, in Queens, la prima ad essere vaccinata a New York (Image from youtube)

De Blasio si era posto come obiettivo quello di vaccinare 1 milione di cittadini di New York entro la fine di gennaio, tuttavia per ora la conta si ferma a meno di 200mila, cioè attorno al 30% di quelle ricevute, molto al di sotto del 50% della media statale.

Le autorità sanitarie raccomandano di utilizzare tutte le dosi entro sette giorni da quando sono ricevute, e in molte cliniche e ospedali di NYC, che riportano di ricevere paradossalmente troppe dosi, questo sembra star portando ad un ingente spreco del farmaco. Di questo inaccettabile difetto organizzativo, il sindaco ha incolpato il governatore Cuomo, sostenendo sia il collo dell’imbuto, rifiutando di autorizzare la vaccinazione di più categorie di cittadini.

Al netto delle polemiche, da domani la città di New York allargherà i criteri includendo anche gli over75 tra le persone che potranno, immediatamente, prenotare la vaccinazione. Secondo le autorità cittadine, per chi non lavora nel sistema sanitario potrà essere prenotato e ricevuto dove abitualmente vengono inoculate le vaccinazioni: il medico curante, le cliniche ospedaliere, le farmacie, nonché alcune delle cliniche temporanee create per effettuare i tamponi.

Governor Andrew Cuomo (by Antonella Martino)

In una conferenza tenuta venerdì pomeriggio ad Albany, Cuomo ha avvisato che espandere la popolazione da vaccinare immediatamente sarà logisticamente complesso: sommando personale sanitario, ospiti di case di riposo e cittadini sopra i 75, si tocca la quota di 5 milioni di newyorkesi. Naturalmente, non possono presentarsi tutti in farmacia senza una organizzazione ben strutturata. Il governatore stima che, per terminare la vaccinazione di questi gruppi, occorrerà fino ad Aprile.

Quindi, che anche a New York, come in Italia, la vaccinazione non sarà disponibile per il pubblico generale ancora per diversi mesi. Il dottor Vivek Murthy, fresco di nomina come chirurgo generale da parte di Joe Biden, ha spiegato che: “se tutto va bene, potremmo avere le circostanze per cui, nella tarda primavera, le persone che sono nelle categorie a basso rischio potranno vaccinarsi, ma questo richiederebbe che tutto vada esattamente come programmato. Credo sia realistico presumere che sarà più verso metà estate o inizio autunno che il vaccino sarà distribuito alla popolazione generale”.

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