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Scendono i contagi in Italia, ma Conte è preoccupato per i ritardi della Pfizer

Da domenica le regioni cambieranno colore. Anche l'UE in crisi per i ritardi sui vaccini. Negli USA situazione Covid zoppicante, ma ora è nelle mani di Biden

Da mesi ormai scarseggiano ovunque le dosi del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19. (BioNTech)

Secondo quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, il livello di rischio è generalmente in calo in Italia. I casi di oggi, 22 gennaio 2021, sono 13.633, e le vittime 472. Dopo cinque settimane di crescita, la curva epidemiologica mostra secondo l’ISS “una lieve diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni”, con 339,24 casi per 100.000 abitanti nel periodo 4-17 gennaio contro i 368 per 100.000 dei 14 giorni precedenti.

“Nonostante la flessione negativa di ricoveri ordinari e intensivi, i sistemi sanitari di 12 regioni sono ancora sotto pressione oltre le soglie critiche, e l’ISS avvisa che la fase è ancora delicata. Sulla base dell’aggiornamento degli indici di rischio a partire da domenica le regioni italiane sono pronte a cambiare nuovamente colore: Sicilia e provincia autonoma di Bolzano rimarranno rosse, mentre dovrebbe alzarsi bandiera arancione per la Lombardia, facendo rientrare il problema del ricorso al Tar del presidente Fontana. Rimangono in dubbio la Sardegna, che potrebbe passare da gialla ad arancione, e la Liguria, che al contrario potrebbe passare alla fascia gialla.

Ciò che maggiormente preoccupa Conte e il governo sono i ritardi annunciati da Pfizer nella consegna delle dosi di vaccini, che l’esecutivo ha già pagato. ”

Toscana e Valle d’Aosta hanno sospeso la somministrazione delle prime dosi fino a data da destinarsi, per utilizzare le scorte per i richiami e assicurarsi che nessuno rimanga senza la seconda iniezione a 21 giorni dalla prima, come prescritto dal protocollo. Nel Lazio, invece, si ritarda la campagna di vaccinazione per gli over80, che doveva iniziare il 25 gennaio ed invece attenderà fino all’8 febbraio, a causa della carenza di dosi.

L’Italia, nella persona del commissario straordinario Arcuri, ha già annunciato un’azione giudiziaria contro Pfizer, e il presidente Conte ha twittato ieri che “le consegne dei vaccini devono rispettare gli impegni”.

Il summit virtuale del 21 gennaio tra i leader dei 27 Paesi, per fare il punto sulla situazione sanitaria (twitter)

Il ritardo da parte di Pfizer, dovuto alle difficoltà di uno dei centri di produzione, sta mettendo in crisi l’intera Unione Europea. Ieri si è tenuto un summit virtuale tra i leader dei 27 Paesi, per fare il punto sulla situazione sanitaria ed economica. La BCE ritiene che la ripresa non avverrà prima del secondo semestre del 2021, ed il commissario all’economia Gentiloni continua a ritenere la situazione economica molto incerta, sebbene abbia espresso cauto ottimismo. L’economia del continente rimane in balia dello sforzo vaccinale di tutti i paesi dell’area euro, il completamento del quale rappresenta la luce alla fine del tunnel.

Per questo motivo Austria, Grecia, Repubblica Ceca e Danimarca hanno inviato una lettera a Charles Michel richiedendo che l’EMA, l’agenzia europea del farmaco, velocizzi l’approvazione di nuovi vaccini. La Commissione ha sempre mantenuto la sua neutralità nei confronti dell’EMA, senza porvi pressioni, dunque è difficile che la richiesta sia accolta.

La Commissione, in ogni caso, ha assicurato che dalla prossima settimana le consegne torneranno al 100% delle previste per ogni settimana, e che entro metà febbraio giungeranno ai destinatari anche le quantità in ritardo non ricevute nel mese di gennaio. Nel frattempo, dopo l’Ungheria, anche la Germania apre alla possibilità di acquistare dosi del vaccino russo Sputnik V: “Al di là delle differenze politiche che sono ampie, possiamo certamente lavorare insieme in una pandemia, in un settore umanitario” ha detto la cancelliera Merkel.

In preparazione alla stagione estiva 2021 ieri è stata accennata la possibilità di istituire un passaporto vaccinale, tuttavia la discussione è stata rimandata, in parte in quanto ritenuta prematura, in parte a causa dei forti contrasti sul tema. Molti in Europa non vogliono il passaporto vaccinale, chi perché ha una popolazione molto scettica e restia a farsi vaccinare, come la Francia, e chi per ragioni di privacy. In realtà esistono già certificati per malattie come malaria o colera, obbligatori per poter viaggiare verso determinati paesi, ma nel caso del COVID la questione si complica perché non vi è, per ora, nessun dato scientifico che indichi che i vaccinati non siano più contagiosi e possano quindi viaggiare senza rischi. In ogni caso, entro un mese la Commissione europea dovrebbe presentare una proposta in merito.

Nel frattempo, negli USA, la pandemia continua a battere nuovi record. Mercoledì, nel giorno dell’inaugurazione di una nuova presidenza, sono stati registrati 4.409 morti, una delle cifre più alte dall’inizio dell’emergenza. Secondo le stime del Centre for Disease Control, gli Stati Uniti supereranno il mezzo milione di vittime raggiungendo quota 508mila entro il 13 febbraio.

Vaccino a New York (di Terry W. Sanders)

La situazione vaccinale resta zoppicante. Nelle ultime cinque settimane, dall’inizio della campagna, sono state distribuite indicativamente 36 milioni di fiale, ma solo 14.3 milioni di americani hanno ricevuto almeno una dose, mancando tutti gli obiettivi postisi dalla ex amministrazione.

Quantomeno, ora è noto il motivo: uno dei peggiori rospi da ingoiare per il team di Biden, negli ultimi giorni, è stato scoprire che l’amministrazione Trump non aveva nessuna strategia di distribuzione, nonostante diversi vaccini fossero già stati approvati da diverse settimane. Una fonte vicina al presidente ha dichiarato: “non c’è nulla su cui lavorare. Dobbiamo costruire tutto dall’inizio”.

Nessuna sorpresa, dunque, davanti al sollievo del dottor Fauci nella sua prima conferenza dall’inaugurazione del presidente Biden. La nuova amministrazione si impegna ad essere completamente trasparente e onesta coi cittadini sulla situazione sanitaria, una novità secondo l’infettivologo, che ha ammesso di avere temuto spesso che la sua onestà in merito all’emergenza potesse avere ripercussioni da parte dell’ex presidente.

“Era molto chiaro che venivano dette cose, come dell’idrossiclorochina o altre cose simili, che erano molto sgradevoli perché non erano basate su dati scientifici. L’idea che puoi alzarti e parlare di quello che conosci, quali sono le evidenze, cosa dice la scienza… è una sensazione di sollievo”.

 

 

 

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