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Sì di de Blasio al vaccino anche ai ristoratori e tassisti, ma le dosi a NYC scarseggiano

Cuomo annuncia la possibilità per le giurisdizioni locali di decidere se estendere l'ammissibilità. Favorevole il sindaco, ma grande confusione sul modus operandi

Taxi a New York (Foto di Terry W. Sanders)

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha deciso di estendere l’ammissibilità al vaccino COVID-19 ai lavoratori dei ristoranti, i tassisti e le persone che lavorano nelle strutture per le persone con disabilità nella fase 1b, purché ci sia una quantità sufficiente di dosi. I governi locali avranno la possibilità di scegliere se espandere l’idoneità a queste categorie di lavoratori.

Su Twitter, De Blasio si dice d’accordo con l’espansione, che secondo lui aiuterà NYC a ripartire più rapidamente ed in modo più sicuro

Secondo Associated Press, l’iniziativa potrebbe interessare 200.000 tassisti e più di 800.000 lavoratori di ristoranti e servizi di ristorazione. Attualmente, però ci sono solo 438.000 dosi a disposizione, dunque la quantità dei vaccini non è sufficiente per l’espansione.

Mercoledì, in una conferenza stampa, il sindaco, Bill de Blasio, si è detto favorevole, ma non è ancora chiaro come verrà data la priorità ai membri di questa fascia di lavoratori.

La situazione è confusa. Il sito web di idoneità della città dice che i lavoratori dei ristoranti e i tassisti possono ricevere il vaccino, mentre l’elenco steso dallo Stato li omette. Inoltre, nessuno dei due siti menziona i residenti in strutture per persone con disabilità. E così, gli interrogativi stanno generando parecchie polemiche.

La confusione sull’idoneità al vaccino è un sintomo della mancanza di una risposta centralizzata da parte del governo, che affligge la nazione sin dall’inizio della pandemia. Si dovrebbe agire in modo strategico e in modo coordinato a livello nazionale. Infatti, lasciando libera gestione agli Stati, si creerà sempre più caos. La mancata coordinazione è lampante nello stato di New York, dove soltanto il 66% delle dosi viene effettivamente somministrato.

Le polemiche si sono moltiplicate dopo che nuovi dati della città hanno rivelato che i residenti di colore e gli ispanici stanno ricevendo solo la metà delle dosi di vaccini prevista per la loro popolazione. Ma a NYC oltre il 60% dei lavoratori nei ristoranti sono immigrati: circa il 44% è ispanico ed il 20% asiatico. I quartieri con il maggior numero di questi lavoratori sono Jackson Heights, Corona ed Elmhurst nel Queens, nonché Washington Heights, Inwood e Marble Hill a Manhattan.

Allo stesso tempo, però, ci si aspetta che questi stessi lavoratori si presenteranno al lavoro per servire i clienti nel giorno di San Valentino, quando i ristoranti potranno finalmente riaprire anche all’interno.

Un ristorante a New York durante la pandemia (Foto di Terry W. Sanders)

Nel frattempo il timore per le nuove varianti in circolazione cresce. I funzionari sanitari della città e dello Stato hanno affermato che solo la variante del Regno Unito è stata rintracciata a New York, ma si presume che anche gli altri ceppi del Brasile o del Sud Africa si trovino già in città.

Ristoratori e tassisti si sono detti sollevati dall’annuncio. Come la nuova campagna procederà esattamente non è ancora chiaro, ma Cuomo ha affermato che lo Stato dovrebbe ricevere il 20% in più di dosi nelle prossime tre settimane, il che permetterebbe anche a NYC si tirare un respiro di sollievo. Bisogna sperare che le dosi siano abbastanza, in modo da evirare di dover scegliere chi dovrà riceverlo prima.

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