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Le varianti del Covid sono realmente pericolose? Niente panico!

Gli anticorpi generatisi dopo il vaccino si rivelerebbero inefficaci solo nel caso in cui la mutazione creasse alterazioni nella proteina spike

Immagine di Alexandra Koch/Pixabay

L’obiettivo della scienza, ma anche dei mass media, è informare la popolazione perché questa possa attuare comportamenti responsabili ed utili per il bene comune. Purtroppo, di fatto accade che le informazioni non sempre vengano trasmesse in maniera corretta e che, al contrario, diventino oggetto di allarme sociale.

Un chiaro esempio riguarda il “toto lockdown” quotidiano e, da ultimo, il panico generato dalle varianti.

In questo senso diventa importante precisare che i virus sono organismi capaci di vivere e riprodursi all’interno di cellule viventi, che contengono solo parte dell’informazione genetica necessaria per la loro moltiplicazione e che delegano altre funzioni alla cellula infettata.

Per garantirsi la loro stabilizzazione all’interno degli ospiti infettati, i virus, spesso, generano nuove caratteristiche genetiche cd. mutazioni che potrebbero non produrre effetti rispetto alla diffusione dell’epidemia.

Sappiamo che esistono virus a DNA ed RNA e che quest’ultima molecola è molto più instabile del DNA (le DNA polimerasi hanno attività di proof-reading).

Gli operatori sanitari con una fiala di vaccino COVID-19 in un ospedale in India.
(UNICEF / Vinay Panjwani)

Trovare una nuova variante non significa che il virus si stia trasformando necessariamente in qualcosa di più pericoloso, mentre isolare una nuova variante significa ricevere la conferma della circolazione del virus.

I vaccini della Pfizer e della Moderna sono in grado di stimolare il sistema immunitario umano a generare anticorpi contro la proteina spike che è deputata a favorire l’ingresso del virus nelle cellule. Conseguentemente gli anticorpi generatisi a seguito della somministrazione del vaccino si rivelerebbero inefficaci solo nel caso in cui la mutazione creasse alterazioni nella proteina spike.

Ad oggi, mentre la variante inglese, secondo i dati di Israele, sembrerebbe non arrecare alcuna problematica nell’elusione della risposta immunitaria indotta dai vaccini, non possediamo evidenze rispetto alla variante brasiliana né a quella sudafricana.

Per poterci esprimere in tal senso dovremo continuare a monitorare l’infezione senza per questo spaventare la popolazione.

In sostanza e, vale la pena ripeterlo, le varianti del virus costituiscono unicamente il sintomo che il virus stia continuando a circolare.

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