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100 mila morti: resistere con coraggio e razionalità sensibilizzando i giovani

Ad un anno dalla scoppio della pandemia, in Italia si piangono le vittime: una generazione di persone con i capelli bianchi ci ha lasciato

Mappa protezione civile italiana con i dati dei malati e morti di covid in Italia al 9 marzo, 2021

Piango guardando i volti e leggendo le storie di chi è stato strappato alla vita dal #Covid. 100.000 morti, il peggior traguardo raggiunto. Un anno fa non avremmo mai immaginato una tragedia simile. È il momento più difficile con il virus incattivito che colpisce duramente, ma i vaccini per tutti sono dietro l’angolo. Resistiamo! E facciamo tesoro degli errori commessi, perché questa non sarà l’ultima pandemia. Gli scienziati ce lo stanno dicendo da tempo che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e fermare il cambiamento climatico.

Il servizio si Repubblica sui centomila morti di Covid-19 in Italia ad un anno dalla pandemia

L’Europa si è data un obiettivo ambizioso con il Green Deal, la rivoluzione verde:arrivare al 2050 con zero emissioni prodotte da fonti energetiche fossili. L’arrivo di Biden negli Usa ha ricreato un asse ideale nella lotta al cambiamento climatico che Trump negava, autorizzando persino le trivellazioni nell’Artico alla ricerca di petrolio. La Cina ha spostato al 2060 la sua rivoluzione verde, ma è in linea con il mondo occidentale sulla necessità di cambiare il nostro modello di sviluppo e proteggere il pianeta, l’unico che abbiamo sul quale vivere per il momento. È un giorno di dolore, un giorno per ricordare chi non c’è più.

Una generazione di persone con i capelli bianchi ci ha lasciato, ma come dimostra il lavoro minuzioso di Repubblica, tra quei volti non ci sono solo anziani. Ci sono mamme di figli ancora piccoli, ci sono giovani trentenni che non pensavano certo di finire la loro vita così all’improvviso. Il Covid ci sta dimostrando che non guarda in faccia nessuno e con le sue varianti è ancora più minaccioso. Vedo in giro tanta sofferenza per il lavoro perduto, per le persone care che se ne sono andate senza un saluto dei loro familiari, per un futuro incerto. Ma vedo anche tanta insofferenza e voglia di protestare. Ci sarà tempo per chiamare a rispondere chi non ha fatto bene il proprio lavoro, chi si è arricchito alle spalle degli altri. Oggi però è tempo di resistere con lucidità e razionalità.

La via d’uscita non è lontana, ha ricordato ieri il presidente del consiglio Draghi. È l’ora più buia ma si vede la fine. Dobbiamo tutti fare qualcosa contro la pandemia”. Significa che ognuno deve fare la propria parte per contenere il virus, mentre il governo accelererà sul piano vaccini. Ancora più attenzione ai nostri comportamenti, distanziamento sociale e mascherine. Proprio ieri in treno ho dovuto chiedere ad una signora di coprirsi il naso. Si, c’è ancora chi con egoismo rimane in un vagone con il naso di fuori, incurante di chi non è stato vaccinato. E darò uno schiaffo a quella ragazzina che insieme ai suoi amici, una compagnia di 20 ragazzi e ragazze tutti senza mascherina e con un lecca lecca in bocca, mi ha risposto provocatoriamente che stava mangiando e non poteva tenere la mascherina. Un gioco provocatorio. Si le darò uno schiaffo questa volta se la incontro di nuovo. Non mi limiterò a chiederle di alzare la mascherina pensando alla sua famiglia, e ne subirò le conseguenze. Dovrebbero farlo di più i genitori in questo momento, invece di continuare a lamentarsi dei danni che la didattica a distanza sta provocando nella psiche dei loro figli iperprotetti. Ognuno deve fare la propria parte. Anche i ragazzi e le ragazze devono essere parte della soluzione, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Alcuni sono molto responsabili e spaventati ,ma altri si comportano in modo sbagliato. Se le scuole sono chiuse, e si insegna a distanza, non significa che il loro cervello sia spento. Si comportino quindi di conseguenza, pensando a quelle 100 mila persone che non ci sono più.

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