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USA, la FDA approva AstraZeneca, ma in Italia collassa la fiducia nel farmaco

Mentre si ribadisce che il siero britannico non ha gravi effetti collaterali, nel Bel Paese è psicosi: il 20% dei convocati non si presenta al vaccino

Le file per la vaccinazione al Javitz Center di Manhattan (Foto di Terry W. Sanders)

Nello Stato di New York ci si aspetta un consistente aumento di velocità nelle vaccinazioni nelle prossime settimane, dopo che il Dipartimento della Sanità ha stabilito che potranno essere vaccinati i cittadini idonei in tutte le farmacie dello Stato, indipendentemente dall’età o dalla professione

Il vaccino AstraZeneca studiato ad Oxford, divenuto ormai (immeritatamente) la Cenerentola d’Europa dopo che nell’ultima settimana la sua somministrazione è stata repentinamente bloccata e ripresa, verrà finalmente presentato anche negli USA per l’approvazione della FDA.

Un documento presentato lunedì riporta che in un trial di oltre 32mila americani il vaccino ha presentato una efficacia del 79% nel prevenire le infezioni sintomatiche. Questi nuovi dati aggiungono anche una novità, rispetto a quelli portati in Europa: il vaccino è anche efficace nel proteggere gli anziani. Ancora una volta si ribadisce che AstraZeneca non ha gravi effetti collaterali, né neurologici né di trombosi.

I leader del G7 si sono impegnati a rendere disponibili i vaccini COVID-19 a tutte le persone e recentemente hanno aumentato i finanziamenti per l’iniziativa COVAX guidata dalle Nazioni Unite (Janssen)

Questi dati, e l’approvazione FDA per l’uso del vaccino su suolo statunitense, potrebbero non fare molta differenza per gli americani: non sarebbe disponibile prima di maggio, e per allora le agenzie federali hanno già assicurato che ci saranno vaccini a sufficienza per l’intera popolazione prodotti di J&J, Pfizer e Moderna. In particolare, nello Stato di New York, l’approvazione di AstraZeneca non dovrebbe modificare significativamente il decorso della campagna vaccinale, poiché ci si aspetta un consistente aumento di velocità nelle vaccinazioni nelle prossime settimane, dopo che il Dipartimento della Sanità ha stabilito che potranno essere vaccinati i cittadini idonei in tutte le farmacie dello Stato, indipendentemente dall’età o dalla professione.

L’approvazione FDA potrebbe, invece, avere un peso per la attuale situazione europea ed italiana, che ha visto un vero e proprio collasso nella fiducia in questo farmaco dopo lo stop della scorsa settimana.

Newyorkesi davanti al Javitz Center di Manhattan in fila per il vaccino (Foto di Terry W. Sanders)

A Napoli personale scolastico e delle forze dell’ordine non si presentano al loro appuntamento per la puntura con AstraZeneca in percentuali spaventose che sfiorano il 60% di assenteismo; lo stesso accade in tutta la penisola, da nord a sud, con incidenza variabile che si aggira attorno al 20%.

Relativamente alla frenesia scatenatasi di recente sulla presunta inefficacia o peggio ancora pericolosità del siero britannico, è giusto che ogni organo di informazione si prenda l’onesta responsabilità di precisare un dato spesso omesso negli articoli in merito: mentre l’efficacia di AstraZeneca è leggermente inferiore nel proteggere dai sintomi tout court del COVID-19, essa è perfetta, cioè del 100%, nel proteggere da infezioni gravi, come confermano studi condotti in tutto il mondo. In particolare, in America, si conferma che nessuno (nemmeno uno) dei volontari vaccinati con AstraZeneca ha sviluppato sintomi severi o è stato ricoverato.

Gli operatori sanitari con una fiala di vaccino COVID-19 in un ospedale in India.
(UNICEF / Vinay Panjwani)

Sebbene già oltre 70 paesi abbiano approvato ed utilizzino AstraZeneca, forse una conferma anche da parte della FDA, con i suoi scienziati che sono leader mondiali nell’ambito della sanità, potrebbe rassicurare gli animi.

Poiché AstraZeneca utilizza una tecnologia differente da Pfizer e Moderna, può essere conservato fino a 6 mesi ed è di molto più semplice trasporto. In ragione di questo, ed anche dell’approccio sicuramente meno “redditizio” ma più umano che la compagnia ha adottato nel decidere di fornire le dosi a poco più del prezzo di produzione, questo sarà probabilmente il farmaco che vaccinerà il mondo, come ha precisato Ashish Jha, preside della School of Public Health alla Brown University. “Se tifavate per una vaccinazione globale”, ha aggiunto, “questa è una splendida mattina”.

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