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Esiste un congegno che fa sentire ai bambini nati prematuri la voce della mamma

Lo produce l'associazione "Mami VOiCE", sostenuta dal club calcistico Feralpisalò e funziona grazie a un complesso meccanismo di magneti e vibrazioni

Papà accanto alla culla Voice Mami, ospedale Poliambulanza reparto terapia intensiva neonatale, 12 dicembre 2020. Ph Fotolive Filippo Venezia

Feralpisalò, a dicembre, ha ufficializzato un progetto con il charity partner “Mami VOiCE”: il club di calcio professionistico lombardo sostiene questa associazione che produce congegni non elettrici da applicare sulle termoculle dei bimbi nati prematuri e da cui trasmette, tramite magneti e con vibrazioni, la voce della mamma.

In collaborazione con Fondazione Poliambulanza, il principale ospedale della città di Brescia, il club inserirà nella scatola che viene donata ad ogni neomamma una maglietta che riproduce la jersey home della squadra ma sostenuta da partner commerciali differenti ed inerenti al mondo nascita. Questo progetto avrà un importante risvolto sociale: 2 euro per ogni maglia consegnata (in quell’ospedale, ogni anno, nascono circa 2800 bambini) andranno a sostegno della Terapia Intensiva Neonatale. I bambini prematuri che nascono al Poliambulanza potranno così ascoltare la voce della mamma grazie ad una nuova apparecchiatura denominata appunto Mani VOiCE che, composta da elettrodi vibranti, consente di trasmettere all’interno della termoculla la voce dei familiari proprio per tranquillizzare e rassicurare il piccolo. In terapia intensiva i genitori non possono assistere 24 ore il proprio figlio. Ecco perché questa apparecchiatura è ritenuta innovativa e di grande visione perché permette ai genitori di stare virtualmente accanto al neonato.

Feralpisalò al Poliambulanza Leoncino in Cresciata con Giuseppe Pasini e Alessandro Triboldi e reparto terapia neonatale, 12 dicembre 2020. Ph Fotolive Filippo Venezia

La parte interessante è l’aspetto sociale che ha avuto anche all’ospedale St. Joseph di Gerusalemme (dove i tifosi salodiani hanno inviato un congegno, “acquistandolo” rinunciano al rateo rimborso degli abbonamenti non goduto della passata stagione), dove nascono alcuni bambini prematuri palestinesi ai quali però non viene concesso di essere seguiti dai genitori.

Grazie al cuore di medici e infermieri della struttura (anche supportati dalla Fondazione Peres) però, Mami VOiCE ha permesso alle madri di parlare a distanza ai loro piccoli. Ed essere accanto a loro. Per alcuni di questi bimbi non c’è nessuno: le loro madri sono rimaste intrappolate a un’ora e mezza di distanza a causa del blocco imposto da Israele a Gaza. Israele consente l’uscita temporanea da Gaza per motivi medici, in alcuni casi, ma non a tutti. Allo stesso tempo, impedisce o ritarda seriamente la partenza di molti genitori. Così, dall’inizio dell’anno scorso, quasi 60 bambini di Gaza sono stati separati dalle loro madri e dai loro padri. Sei di loro sono morti senza un genitore presente.

In un caso, a una madre di 24 anni di Gaza è stato permesso di recarsi a Gerusalemme per dare alla luce tre gemelli gravemente malati con due mesi di anticipo. Due pesavano meno di una confezione di zucchero. Ma dopo che il permesso è scaduto, lei è dovuta tornare a Gaza. Non era quindi in ospedale quando il suo primo figlio è morto dopo nove giorni e neanche quando, due settimane più tardi, ha perso la vita anche il suo secondo bambino. Ad informarla è stata una telefonata.

Medici in reparto al Poliambulanza

“Fondazione Poliambulanza opera da sempre con particolare attenzione al benessere del paziente e della sua famiglia. In quest’ottica è nato il kit neomamme: un omaggio che l’ospedale distribuisce a tutte le pazienti del nostro percorso nascita per i primi giorni di vita del bambino, dopo la dimissione dal reparto. Grazie ai Leoni del Garda abbiamo potuto rinnovare questo progetto per i prossimi tre anni e produrre i kit per le famiglie che decideranno di far nascere i loro bambini da noi, sesto punto nascite in Lombardia con circa 2.800 parti all’anno”, la nota ufficiale della Fondazione.

Tramite i dispositivi ‘Mami Voice’, invece, è possibile far giungere ai neonati il suono e le vibrazioni della vocematerna all’interno della termoculla senza introdurre apparecchiature, senza intralciare il lavoro del personalemedico e infermieristico e senza la creazione di campi elettrici o elettromagnetici che risulterebbero dannosi. La mamma registra la propria voce comodamente a casa, con uno smartphone o un tablet tramite l’app dedicata. Viene poi scaricato su una chiavetta usb e, tramite il dispositivo Mami Voice applicato all’incubatrice, vengono diffusi il suono e le vibrazioni della voce all’interno del nuovo ambiente di vita del piccolo.

Giuseppe Pasini, Presidente Feralpisalò:

“Ringrazio Poliambulanza e Mami Voice per aver condiviso con noi valori importanti. Come azienda che opera in ambito sportivo il mio club vuole offrire una restituzione al territorio di iniziative che diano un grande contributo a tutti i potatori d’interesse.
abbiamo dato vita a questo progetto il 13 dicembre: vogliamo che la magia di Santa Lucia accompagni tutti e trasmetta quella forza e quella voglia di ripartire che i bresciani hanno sempre dimostrato anche nei momenti più bui del 2020. La maglia del bambino è un prodotto dal Dna bresciano e l’aver creato un circuito virtuoso tra calcio, aziende locali e charity è un orgoglio”.

Alessandro Triboldi, Direttore generale Fondazione Poliambulanza:

“Ringraziamo Feralpisalò per questa importante donazione a Fondazione Poliambulanza. Crediamo pienamente nell’alto valore sociale del progetto. In Fondazione Poliambulanza non ci limitiamo a curare i pazienti ma ci prendiamo cura di loro nella loro totalità, ponendo attenzione anche ad aspetti che potrebbero apparire non primari ma che invece concorrono a migliorare la qualità della vita. La tecnologia MAMI VOICE, riuscendo a trasmettere la voce o il battito del cuore della mamma o altro suono familiare all’interno della termoculla, aiuta a ridurre quel distacco traumatico che i bambini prematuri si trovano ad affrontare e a ricreare un ambiente rassicurante. Ogni innovazione tecnologica per noi deve essere a vantaggio della vita e del benessere della persona”. 

Feralpisalò al Poliambulanza Leoncino in cresciata con Giuseppe Pasini e Alessandro Triboldi e reparto terapia neonatale, 12 dicembre 2020. Ph Fotolive Filippo Venezia

Alfredo Bigogno, Presidente Mami VOiCE:

“È già passato un anno da quando, tramite Poliambulanza, ho conosciuto da vicino Feralpisalò ed il suo Staff con il quale si è instaurata una concreta collaborazione che, nell’arco di poche settimane dal primo incontro, ha dato concretezza al progetto MAMI VOiCE nella Terapia Intensiva Neonatale di Poliambulanza. Con poche parole, pochi incontri, nello stile imprenditoriale bresciano, nonostante le difficoltà del momento siamo riusciti ad allargare la visione, trovare punti comuni per impostare anche nuovi e diversificati progetti finalizzati al benessere dell’uomo.

Con un’iniziativa lungimirante, una visione di gioco di squadra siamo al secondo Sistema operativo in Poliambulanza che permetterà di attivare anche una ricerca scientifica con due tesi di laurea. Non solo: anche un terzo Sistema operativo si è aggiunto all’Ospedale St. Joseph di Gerusalemme.

Con l’ingresso di Feralpisalò nel team MAMI VOiCE, si è aggiunto un altro campione di solidarietà che ha dato ulteriore forza, una formazione con altri imprenditori Bresciani che da anni sostengono il Progetto”.

Cos’è Feralpisalò?
Feralpisalò è una squadra di calcio con sede a Salò, in provincia di Brescia, in Lombardia, a pochi chilometri da Milano. Milita in Serie C, la terza serie professionistica italiana. Il presidente è Giuseppe Pasini, anche leader di Feralpi Group (un colosso europeo dell’acciaio con 1500 dipendenti, anche in Germania) e di Confindustria Brescia.

Questo club, i cui colori sociali sono il verde e il blu, si differenzia per proprietà ed ambizioni dalla maggior parte delle realtà della Lega Pro: già da qualche anno (la società è nata solo nel 2009) lotta per la promozione in Serie B e si mette in luce per dimensioni, strategie e soprattutto etica. Vanta, oltre alla Prima squadra, anche un settore giovanile con quasi 300 ragazzi ed il primato nazionale per aver creato la squadra di ragazzi con disabilità “Senza di me che gioco è?”, da cui è poi nato il progetto nazionale “Quarta categoria”. Il credo primario è la restituzione valoriale come responsabilità sociale per il territorio.

 

 

 

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