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Cala la cura dei tumori: Covid-19 ha mandato in fumo gli enormi progressi fatti

Sia in Italia che negli Stati Uniti, la pandemia ha causato ritardi nella prevenzione, diagnosi e miglioramento delle terapie anticancro

Medici al momento dell'operazione (pixabay)

Le conseguenze della pandemia sono ancora evidenti. Se da un lato si accende la speranza di un ritorno alla normalità grazie alla somministrazione dei vaccini, dall’altro sta emergendo una nuova crisi legata all’aumento del numero e della severità dei tumori. 

Purtroppo, tra le conseguenze dell’infezione vi è un numero incalcolabile di tumori non diagnosticati o trattati poiché i pazienti hanno posticipato gli screening annuali e/o le terapie oncologiche.

Nel corso della prima ondata, in Italia, circa il 20% dei pazienti oncologici non si è sottoposto a trattamenti utili; in aggiunta, le diagnosi sono state dimezzate del 52%, ed anche gli interventi chirurgici e le visite hanno subito ritardi o severi tagli dal momento che in molti casi le strutture ospedaliere sono divenute inaccessibili per il timore che si trasformassero in veri e propri focolai della trasmissione infettiva.

Ne consegue che in Italia come negli Stati Uniti, la cura del cancro ha subito una interruzione mai verificatisi prima. Molti pazienti, in particolare quelli provenienti da comunità svantaggiate, si stanno gravemente ammalando: i lavoratori, nel timore di perdere l’occupazione lavorativa hanno ignorato sintomi che in altri tempi li avrebbero allarmati scoprendo, poi, di avere sviluppato patologie tumorali ormai al 4 stadio.

Di fatto, in molti casi, le persone continuassero hanno continuato a lavorare fino a quando il dolore non li ha costretti ad intervenire.

La conseguenza è che l’emergenza Covid ha mandato in fumo gli enormi progressi fatti fino ad ora per quanto riguarda la prevenzione, la diagnosi precoce, il miglioramento delle terapie anticancro.

Ricordiamo che il paziente oncologico è un paziente estremamente fragile e che la maggior parte di essi si trova in uno stato di immunosoppressione dovuto alle terapie (chemioterapie e radioterapie ad esempio), ma anche di fragilità psicologica.

Da ultimo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite (OMS) ha dichiarato che “l’impatto del Covid-19 sulla cura del cancro è stato “profondo”, e pare che il cancro al seno sia diventato una delle patologie più frequenti”.

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