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I massimi esperti di covid continuano a dire che il virus è uscito da un laboratorio cinese

Con un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista "Science", gli scienziati che da oltre un anno si occupano della malattia tornano a parlare della sua origine

Infermiere del pronto soccorso dell'ospedale di Shenzhen, Cina, indossano la mascherina per proteggersi dal coronavirus (Foto UN News/Man Yi)

Un articolo pubblicato dalla rivista ‘Science’, firmato da una ventina di scienziati attivi in alcuni dei più prestigiosi poli di ricerca del mondo, suggerisce che non si può affatto escludere con certezza che all’origine della pandemia vi sia stata una fuga del Coronavirus dal laboratorio di virologia di Wuhan. In altre parole, un incidente.

“Crediamo che la questione meriti un’indagine basata su elementi scientifici, corretta e accurata, e che qualsiasi conclusione debba essere elaborata sui dati disponibili”, afferma David Relman, professore di microbiologia e immunologia alla Stanford University, uno degli autori.

All’inizio di quest’anno l’Oms ha svolto un’indagine con i propri esperti che si sono recati a Wuhan e nel rapporto conclusivo è scritto che l’ipotesi dell’incidente, cioè quella della fuga dal laboratorio, è “estremamente improbabile”. Poche ore prima che venisse pubblicato l’articolo su ‘Science’, sono stati divulgati su Twitter tre lavori universitari realizzati all’Istituto di virologia di Wuhan fra il 2014 e il 2019 che contengono dati diversi rispetto a quelli forniti dall’Istituto cinese dall’inizio della pandemia sul numero e sulla natura dei Coronavirus conservati in laboratorio e sulle sperimentazioni fatte con il virus.

Secondo alcuni esperti, tali lavori universitari rimettono addirittura in discussione l’integrità delle sequenze genetiche virali pubblicate in questi ultimi mesi dall’Istituto di Wuhan per spiegare la comparsa del virus. Tra i firmatari dell’articolo su ‘Science’ vi sono anche il virologo Jesse Bloom dell’università di Washington, il professore di microbiologia clinica all’università di Cambridge Ravindra Gupta e il microbiologo Ralph Baric, considerato uno dei più grandi specialisti del Coronavirus a livello mondiale che, fra l’altro, ha collaborato a stretto contatto con l’istituto di Wuhan.

(Agi)

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