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OMS, lavorare oltre le 55 ore settimanali aumenta il rischio di morte

Ictus e cardiopatia ischemica tra le conseguenze, ma l'emergenza Covid-19 ha peggiorato la situazione: "offuscati i confini tra casa e lavoro"

(lukasbieri, pixabay)

Lavorare più di 55 ore alla settimana aumenta il rischio di decesso. Lo dice la ricerca dell’OMS e dell’Organizzazione internazionale del lavoro, pubblicata su Environment International. In particolare, aumenta del 35% le probabilità di ictus e del 17% la cardiopatia ischemica. L’eccesso di lavoro ha causato 745’000 decessi in tutto il mondo nel solo 2016, con un aumento del 29% rispetto al 2000.

Lo stress lavorativo corrisponde al fattore di rischio con il più grande carico di malattie professionali. Ciò potrebbe cambiare la prevenzione sul luogo di lavoro, aggiungendo un fattore psicosociale. Ad essere colpiti sono soprattutto gli uomini (72%), in particolare coloro che vivono nelle regioni del Pacifico occidentale e nel sud-est asiatico. La maggior parte delle persone decedute aveva un’età compresa tra i 45 e i 74 anni.

Anche se la ricerca prende in esame il periodo prepandemico, il rischio è che con l’emergenza causata dal Covid-19 abbia contribuito a peggiorare la situazione. Lo ha rivelato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La pandemia ha cambiato in modo significativo il modo in cui molte persone lavorano. Il telelavoro è diventato la norma in molti settori, spesso offuscando i confini tra casa e lavoro. Inoltre, molte aziende sono state costrette a ridimensionarsi per risparmiare denaro, e le persone che sono ancora sul libro paga finiscono per lavorare per più ore. Nessun lavoro vale il rischio di ictus o malattie cardiache. Governi, datori di lavoro e lavoratori devono lavorare insieme per concordare i limiti per proteggere la salute dei lavoratori”.

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